Morgan Stanley: ecco i titoli che godono sul rallentamento della globalizzazione

La globalizzazione frena e ne beneficiano alcuni titoli, quasi tutti appartenenti a uno specifico settore. Ecco la previsione di Morgan Stanley

Morgan Stanley: ecco i titoli che godono sul rallentamento della globalizzazione

Con il rallentamento della globalizzazione, titoli come Visa, Mastercard e PayPal emergono come veri e propri “campioni nazionali”. Parola di Morgan Stanley, che fa luce sulla frenata dello sviluppo globale e sulle conseguenze che la circostanza sta portando e potrebbe significare a lungo termine.

James E. Faucette, analista del colosso bancario newyorkese, sostiene che il settore dei pagamenti, su tutti, beneficerà notevolmente della situazione.
Altri titoli che potrebbero essere instradati verso un rally sono poi colossi del calibro di Alibaba e società del comparto tecnologico di piccola e media capitalizzazione, come Yelp.

Carte di credito e pagamenti online - assicura - rappresentano un’area di consumo che può essere relativamente immune al rallentamento della globalizzazione; o, per dirla alla Morgan Stanley, la “slowbalization”.

A dire il vero il termine - crasi tra globalizzazione (globalisation) e rallentamento (sluggishness) - ha origine da un articolo dell’Economist di qualche mese fa; al suo interno, il prestigioso settimanale londinese trovava in dazi e guerre commerciali le origini di questa “globalizzazione a rilento”, la suddetta slowbalisation che - specifica la testata - “crea enormi difficoltà”.

Morgan Stanley: ecco i titoli che godono sul rallentamento della globalizzazione

Esposizione a fattori interni e importanza per il sistema bancario - spiega Morgan Stanley - rendono titoli come Visa, Mastercard e PayPal in grado viaggiare molto veloce.

Nell’attuale cornice fatta di nazionalismi e guerra commerciale - in cui sembra quasi si stia tornando indietro - il settore dei pagamenti “sarà un beneficiario permanente della situazione”, a causa dello “spostamento a lungo termine verso l’efficienza e l’elettronificazione”:

“La maggior parte dei Paesi considera il sistema dei pagamenti come un’estensione logica del sistema bancario, che molti ritengono parte integrante della sovranità nazionale; quello che ci aspettiamo è un connubio tra sistemi di pagamento e Paesi, che garantirebbe a società come Visa o Mastercard di accedere ai loro mercati.”

Ma non si tratta di uno scenario interamente roseo. I pagamenti online cominciano a farla da padrone nella gran parte dei comparti, il che significa che i governi potrebbero spingersi verso una tassazione sempre maggiore e un tentativo di controllo più stringente.

In più, resta la situazione di stallo in Cina e negli Stati Uniti, con la vera e propria girandola di dazi che sta muovendo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti a cercare di allentare gradualmente la dipendenza americana dai materiali in arrivo da Pechino.

Intanto però colossi come Visa, MasterCard e PayPal stanno già mostrando grossi passi in avanti. Le azioni PayPal sono cresciute del 4% nel corso dell’ultimo mese, Visa segna un +6% mentre Mastercard ha fatto registrare un balzo dell’8,5%. Sono tutte azioni che stanno sovraperformando lo S&P 500, che mostra un calo dello 0,4% nello stesso periodo.

Sul fronte cinese a trarre vantaggio da questo scenario di slowbalization ci sono realtà come Alibaba e Yelp. Al contrario - nota Morgan Stanley - a incontrare maggiori ostacoli ci sono Telecom, le realtà legate al comparto automobilistico, dei semiconduttori e i grandi titoli tech statunitensi.

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