Attenti a due azioni di aziende attive nel settore dell’intelligenza articiale che, secondo la divisione di ricerca di Morgan Stanley, hanno ancora spazio per salire, mentre sui mercati rimane infuocato il dibattito sul rischio di una bolla AI e mentre, di conseguenza, molti sono gli investitori che si chiedono se sia arrivato il momento di passare all’incasso, vendendo le azioni AI presenti nei loro portafogli, o se invece valga la pena aspettare ancora, puntando su guadagni ancora più ambiziosi.
Non è sicuramente di buon auspicio quanto è emerso da uno studio condotto dal MIT, che ha rivelato che circa il 95% delle aziende che hanno investito nell’intelligenza artificiale non è riuscito a generare profitti dalle nuove tecnologie acquisite. Ergo: quei fior di quattrini spesi per l’AI non sono tornati indietro sotto forma di utili.
Detto questo, ogni azienda è un caso a sé, in un contesto in cui molti economisti e strategist intravedono tuttora un bel po’ di valore nel comparto, stimando nuovi rally delle azioni AI. Tra questi, un analista di Morgan Stanley, che ha annunciato in una nota di essere particolarmente bullish su due titoli, intravedendo ulteriori rally fino a oltre il 35%.
Per Morgan Stanley le azioni Nvidia possono volare di oltre +35%
La divisione di ricerca di Morgan Stanley rimane ottimista soprattutto nei confronti del vero campione della scommessa mondiale lanciata sull’AI, ovvero del gigante produttore dei chip per l’intelligenza artificiale Nvidia.
Gli esperti hanno ribadito il rating Overweight sulle azioni NVDA, alzando al contempo il target price dai $235 precedenti a 250 dollari, livello che implica un margine di upside pari a +41% per i titoli della Big Tech americana, rispetto al valore di chiusura del titolo dell’ultima sessione di novembre, quella di venerdì scorso, 28 novembre 2025, pari a 177 dollari, e di oltre il 35% rispetto al valore attuale delle azioni di oggi, in recupero attorno ai 184 dollari.
Così l’analista di Morgan Stanley, Joseph Moore:
“Continuiamo a ritenere che NVIDIA manterrà una posizione di mercato dominante, in un mercato in cui le minacce competitive appaiono sempre più esagerate, anche se non è chiaro cosa potrà invertire il sentiment. Nei prossimi 12 mesi, la preoccupazione più grande dei clienti (della Big Tech) risiede nella loro capacità di procurarsi una quantità sufficiente di prodotti Nvidia, in generale e, in particolare, di Vera Rubin”.
È dunque il chip Vera Rubin l’oggetto della febbre che sarebbe già scattata dai diversi clienti di Nvidia: si tratta della nuova generazione di hardware per l’intelligenza artificiale, che combina una CPU (chiamata Vera) e una GPU (chiamata Rubin): praticamente, si tratta di una piattaforma che è stata concepita da Nvidia per i data center, gli AI di nuova generazione e i calcoli intensivi, dotata di una performance superiore a quella del chip Blackwell, prodotto sempre da Nvidia.
Da quello che risulta a Morgan Stanley, i clienti di Nvidia si sarebbero messi già in fila per acquistare quest’ultima gemma del mondo dell’intelligenza artificiale. Detto questo, previsioni meno confortanti sul settore AI che si rifanno proprio a Nvidia non mancano.
L’altra scommessa di Morgan Stanley si chiama Broadcom
Ma Nvidia non è l’unica azione su cui Morgan Stanley ha appena reiterato il suo giudizio positivo.
La divisione di ricerca della banca USA ha ribadito il suo rating overweight anche sulle azioni Broadcom, alzando il target price dai precedenti $409 a $443.
Moore ha definito l’esposizione di Broadcom (ticker in Borsa AVGO) all’intelligenza artificiale un fattore positivo, citando il punto di forza rappresentato dalla tensor processing unit (TPU) dell’azienda.
“ La supply chain del processore Tensor di Google — progettato e fornito da AVGO — è stata rivista al rialzo, anche se lievemente a discapito di altri clienti Broadcom, e a catalizzare grande attenzione è anche la versione di TPU interna sviluppata dalla stessa Broadcom ”, ha scritto l’esperto di Morgan Stanley.
Questo significa che, secondo le previsioni, Google ordinerà una quantità di chip Tensor (di Broadcom) più alta di quanto stimato in precedenza.
Tra l’altro, ha spiegato l’esperto, “ancora prima che le recensioni positive di Gemini generassero l’attuale ondata di entusiasmo, avevamo sentito da più fonti che le previsioni sulle TPU erano state riviste al rialzo: da aziende dell’analogico, da produttori di memoria e dai partner ODM”, ovvero dagli Original Design Manufacturer, produttori con progettazione originale.
Allo stesso tempo, ha fatto notare Joseph Moore, questa dinamica sta sostituendo anche altre aspettative per i chip.
Moore prevede in particolare che le produzioni MTIA di Meta “siano state in parte rinviate e in parte sostituite dall’uso previsto da Meta delle TPU” di Broadcom, altro elemento che farà da assist ai fondamentali del produttore di chip e dunque alle azioni AVGO.
Sostegno alle azioni Broadcom anche da utilizzo TPU da parte di Meta e OpenAI
“Secondo indiscrezioni stampa non confermate”, ha precisato l’analista di Morgan Stanley, “ sia Meta che OpenAI starebbero utilizzando le TPU (di Broadcom, almeno in parte per acquisire familiarità con l’utilizzo degli ASIC, in vista di una futura migrazione verso ASIC interni”.
Vale la pena di ricordare che ASIC sta per Application-Specific Integrated Circuit: si tratta di semiconduttori progettati per svolgere una funzione molto specifica, a differenza di CPU o GPU generiche.
In sostanza, Morgan Stanley ha motivato l’upgrade del target price sulle azioni Broadcom con il fatto che l’azienda può contare su due fattori chiave a sostegno della crescita delle sue entrate nel settore AI: da un lato, gli ordini di TPU da parte di Google, che sono stati rivisti al rialzo, aumentando le previsioni di vendita dell’azienda.
Dall’altro lato, Meta ha deciso di utilizzare temporaneamente le TPU di Broadcom in sostituzione dei propri chip interni MTIA, rinviando alcune produzioni previste per la seconda metà del 2026.
E proprio questa combinazione di maggiori volumi e nuove opportunità con clienti strategici rafforza la posizione di Broadcom nel mercato dei chip per l’intelligenza artificiale, facendo da assist anche ai suoi titoli.