Il gruppo veneto Morellato acquisisce le attività italiane del gruppo statunitense Fossil e porta sotto la sua regia marchi iconici dell’orologeria fashion. I dettagli dell’accordo.
Il Gruppo Morellato ha concluso l’acquisizione delle attività distributive italiane di Fossil Group, operazione che porta sotto la propria regia alcuni dei marchi più riconosciuti nel mondo dell’orologeria e della gioielleria: oltre a Fossil, passano infatti a Morellato anche Emporio Armani, Armani Exchange, Michael Kors e Diesel.
L’accordo rappresenta un’opportunità strategica per l’azienda italiana guidata da Massimo Carraro, che coglie la decisione del gruppo statunitense di ritirarsi da alcuni mercati nell’ambito di un più ampio piano di ristrutturazione aziendale.
L’operazione, già operativa da inizio anno, permetterà a Morellato di ampliare significativamente il proprio portfolio, che già conta 22 marchi tra proprietari e in licenza, tra cui lo stesso Morellato, Bluespirit, D’Amante, Philip Watch e Sector No Limits.
Il gruppo italiano, leader nazionale nel settore, ha assorbito il personale della filiale italiana di Fossil che ha scelto di rimanere e ha già attivato una nuova struttura commerciale dedicata specificamente a questi brand.
La strategia: ritorno ai negozi indipendenti e crescita della rete
Il piano di rilancio dei marchi acquisiti segna un cambio di rotta rispetto alla strategia precedentemente adottata da Fossil Group in Italia. “Rivedremo il network, puntando sui negozi indipendenti, quelli più a matrice familiare, che portano conoscenza ed esperienza e sono l’ossatura per la gioielleria e il mondo degli orologi in Italia”, ha spiegato Carraro.
L’obiettivo è abbandonare il modello incentrato sulle grandi catene, tipico dell’approccio americano, per valorizzare invece i piccoli imprenditori specializzati.
L’ambizione è distribuire questi brand attraverso una rete di 500-600 punti vendita entro la fine del 2026, con la prospettiva di superare il milione di pezzi venduti nel 2027 e raggiungere oltre 10 milioni di euro di fatturato specifico su questi marchi.
Per Massimo Carraro si tratta di un investimento che va oltre i numeri: “Crediamo nel settore e crediamo nel negoziante specializzato, fulcro storico del mercato italiano, per il patrimonio di know-how che rappresenta e il ruolo insostituibile nella valorizzazione dei marchi e nella relazione con il consumatore”.
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Espansione internazionale e obiettivi di crescita
Parallelamente all’operazione Fossil, Morellato prosegue la sua espansione sui mercati esteri. Il 2026 segna l’ingresso diretto negli Stati Uniti, dopo l’inaugurazione della prima filiale in Delaware, un passo significativo nonostante le complessità legate ai dazi doganali.
“La gioielleria italiana negli Stati Uniti non è sostituibile”, ha sottolineato il presidente del gruppo, evidenziando la forza del made in Italy anche oltreoceano.
L’altra sfida strategica riguarda l’India, mercato in rapida espansione soprattutto nel segmento orologeria.
Sul fronte dei risultati economici, il gruppo prevede di chiudere l’anno fiscale con ricavi superiori ai 750 milioni di euro, registrando una crescita tra il 4% e il 5% rispetto ai 723 milioni del 2024. Un contributo importante è atteso dalla ripresa del mercato tedesco, che da solo genera il 40% del fatturato consolidato di Morellato.
I dettagli operativi del piano per i brand acquisiti saranno presentati durante un evento previsto per il 18 gennaio nell’ambito della fiera Vicenzaoro.
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