La robotica è il nuovo pilastro della mobilità del futuro

In occasione della presentazione del progetto «La Mobilità si fa in 4», realizzato da Arval Italia di proprietà del gruppo BNP Paribas, Money.it ha intervistato Valeria Cagnina e Francesco Baldassare di OFpassiON. Entrambi hanno spiegato come la robotica può aiutare l’evoluzione della mobilità del futuro

In occasione della presentazione del progetto «La Mobilità si fa in 4», realizzato da Arval Italia di proprietà del gruppo BNP Paribas, Money.it ha intervistato Valeria Cagnina e Francesco Baldassare, i due fondatori di OFpassiON e Mentor.

Riconosciuta come una delle 50 donne più influenti d’Italia in ambito tech a soli 18 anni, Valeria Cagnina, insieme a Francesco Baldassare, ha spiegato come la robotica può aiutare lo sviluppo della mobilità del futuro e si è soffermata sulle differenze principali, proprio in questo settore, tra il nostro Paese e il resto del mondo, in particolare le altre Nazioni europee e gli USA.

Valeria cosa si prova a 18 anni ad essere una delle 50 donne più influenti d’Italia in ambito tech?

È sicuramente un grande onore perché questo mi permette di poter essere d’esempio per altre ragazze che vogliono provare a fare qualcosa per costruire il loro futuro. Infatti spero che altre giovani ragazze, tramite il mio esempio e soprattutto inseguendo la loro passione, possano in qualche modo cambiare la loro vita e riuscire a fare davvero quello che vogliono.

Francesco come può la robotica aiutare lo sviluppo di una mobilità sostenibile?

Innanzitutto bisogna che ci sia un’unione di intenti tra le istituzioni e le aziende, perché la robotica e l’intelligenza artificiale possono sicuramente aiutare la mobilità. Contemporaneamente però se le città, comprese le periferie e non sono le metropoli, non si trasformano per permettere questa integrazione tra intelligenza artificiale e nuova mobilità, non si potrà mai fare nulla. Questo perché la mobilità di adesso deve essere completamente rivoluzionata. Per fare un esempio: mettere una smart car in questo contesto non trasforma la città in una smart city. La vera sfida è di conseguenza trovare la chiave di volta tra istituzioni e aziende.

Come vedete l’Italia rispetto agli altri Paesi europei e agli Stati Uniti e dove la posizionate?

Purtroppo siamo un po’ indietro. Anche se Milano è assolutamente una realtà all’avanguardia e può essere paragonata alle altre città europee, tuttavia tutta l’Italia non è Milano. Basta pensare che nelle periferie e fuori dalle grandi città non arriva neanche la fibra. Proprio per questa la differenza dal punto di vista dell’evoluzione della mobilità rispetto al resto del mondo è abbastanza importante. Nonostante ciò si stanno facendo molti passi in avanti per riuscire a fare innovazione.

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