Minority Report sbarca in Italia: nasce Giove, la polizia predittiva per prevenire la criminalità

Enrica Perucchietti

7 Giugno 2023 - 10:00

Giove è il primo software che predice i reati in Italia. Il sistema «polizia predittiva» è destinato alle questure italiane per «prevenire e reprimere» i reati a maggior impatto sociale.

Minority Report sbarca in Italia: nasce Giove, la polizia predittiva per prevenire la criminalità

In un ipotetico futuro l’umanità ha completamente eliminato gli omicidi e la maggior parte delle azioni criminali grazie all’istituzione della polizia Precrimine, che utilizza dei veggenti, i Precog, in grado di prevedere il futuro, per sventare i crimini prima che questi vengano commessi.

Il commissario della Precrimine, John Anderton, viene coinvolto in un complotto ordito dai militari volto all’eliminazione della Precrimine, dato che questa organizzazione ha progressivamente eroso il loro potere e svuotato la loro influenza nell’ordinamento statale.

Questa, in estrema sintesi, è la trama di Minority Report (Rapporto di minoranza), divenuto un film di Steven Spielberg con Tom Cruise. Con questo celebre racconto di fantascienza, Philip Dick ha anticipato il controverso tema della polizia predittiva che negli ultimi anni è diventato realtà e che ora è sbarcato anche in Italia.

Giove: il funzionamento

Il Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno ha infatti ufficializzato l’introduzione di “Giove“, un sistema all’avanguardia che si avvale dell’intelligenza artificiale per anticipare e prevenire crimini di rilevante impatto sociale.

Destinato a supportare le questure in tutta l’Italia, Giove sembra la rielaborazione tecnologica dei Precog immaginati da Dick.

Giove è infatti un software dotato di un algoritmo d’intelligenza artificiale, gestito dagli operatori della Polizia di Stato, che ha il compito di supportare le indagini preliminari. Grazie a Giove gli investigatori possono prevedere dove e quando tali reati potrebbero verificarsi e potrebbe anche avere un ruolo nelle indagini sul terrorismo.

Tecnicamente è un «sistema di elaborazione e analisi automatizzata per l’ausilio alle attività di polizia».

Il sospetto categoriale

Come accennato, il sistema è già in uso dalla polizia di altri Stati, con non pochi problemi relativi a falsi positivi e al rischio di individuare dei gruppi di soggetti accomunati da profili simili, che possono diventare il presupposto di quello che Gary T. Marx definisce “sospetto categoriale”.

Marx, nella sua analisi sui metodi utilizzati dalla polizia statunitense per la previsione e soluzione dei crimini (la PredPol), ha evidenziato molti esempi di sospetti categoriali, come per esempio, appartenere a una etnia considerata ad alto tasso di criminalità, l’abitare in zone degradate della città, l’aver effettuato spese straordinarie sopra il proprio stile di vita, ecc. Questi dati possono portare alla creazione di un sospetto aprioristico su interi gruppi di cittadini

Queste nuove forme di controllo, basate sull’intelligenza artificiale, non si limitano più a punire o a vedere ciò che un individuo fa, ma cercano di prevedere quello che potrà fare. In questo modo, ci si sposta dal sorvegliare – e controllare – al dirigere il comportamento su strade prestabilite, come avviene, nella pratica, con gli algoritmi utilizzati dal marketing.

L’area del “sospetto categoriale” si è così notevolmente estesa e allargata a tutti coloro che possono essere considerati “individui a rischio” e che così vedono minata sia la loro privacy che la loro libertà d’azione e di movimento. Si è legittimata, agli occhi dell’opinione pubblica, la possibilità di giustificare provvedimenti liberticidi trincerandosi dietro la questione della sicurezza nazionale.

Considerazioni sulla Privacy

La diffusione di tali sistemi predittivi, utilizzati in molte parti del mondo, ha sollevato interrogativi sulla protezione della privacy e sulla discriminazione. D’altra parte, l’equilibrio tra sicurezza, privacy e tutela delle libertà e dei diritti fondamentali è un tema delicato. Per rispondere a queste preoccupazioni, prima di mettere Giove in azione, la Polizia sta preparando un “documento di valutazione dell’impatto” che sarà sottoposto al Garante della Privacy.