Meta indagata per evasione fiscale dalla procura di Milano

Enrica Perucchietti

23 Febbraio 2023 - 11:12

Aperto un fascicolo per omesso versamento dell’Iva da parte dell’azienda per circa 870 milioni di euro. L’Iva non pagata sarebbe riconducibile alle iscrizioni sulle piattaforme social.

Meta indagata per evasione fiscale dalla procura di Milano

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omesso versamento dell’Iva da parte di Meta per circa 870 milioni di euro. La cifra è emersa in seguito agli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza in base alla mancata presentazione della dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto da parte del gruppo Meta che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, per gli anni che vanno dal 2015 al 2021.

L’indagine, come ha riportato oggi Il Fatto Quotidiano, è stata avviata dalla Procura Europea. Ieri però, l’inchiesta è passata per competenza ai pm milanesi.

La Guardia di Finanza ha effettuato un calcolo sulla cosiddetta permuta di beni differenti.
Come scritto da Antonio Massari sul Fatto Quotidiano, l’Iva non pagata è riconducibile alle iscrizioni sulle piattaforme.

Le iscrizioni avvengono in maniera gratuita, ma le piattaforme entrano in possesso di dati degli utenti che possono profilare anche a fini commerciali. Queste informazioni hanno dunque un valore economico che andrebbe tassato. Facendo i calcoli in base a questo principio le autorità italiani hanno stabilito che Meta avrebbe dovuto pagare solo nel nostro Paese 220 milioni di euro, a livello europeo ci si avvicina ai 900 milioni.

L’indagine ha implicazioni potenzialmente enormi anche per gli altri giganti del web, non solo per il gruppo Meta.

Un portavoce di Meta ha commentato come segue l’apertura del fascicolo: “Prendiamo sul serio i nostri obblighi fiscali e paghiamo tutte le imposte richieste in ciascuno dei Paesi in cui operiamo. Siamo fortemente in disaccordo con l’idea che l’accesso da parte degli utenti alle piattaforme online debba essere soggetto al pagamento dell’Iva. Come sempre, siamo disposti a collaborare pienamente con le autorità rispetto ai nostri obblighi derivanti dalla legislazione europea e nazionale”.