Mercato libero e a maggior tutela, le differenze: quale conviene?

20 Settembre 2021 - 11:23

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Mercato libero e a maggior tutela: quali sono le differenze tra i due servizi e qual è quello più conveniente?

Mercato libero e a maggior tutela, le differenze: quale conviene?

Quali sono le differenze tra mercato libero dell’energia e a maggior tutela? E quale, tra i due, conviene agli utenti, siano essi famiglie o imprese?

Il servizio di maggior tutela prevede che le tariffe vengano regolate dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione di Energia e Ambiente. Col mercato libero, invece, non ci sarà più lo Stato a controllare le tariffe. Il mercato verrà determinato in base alle offerte fatte dalle società elettriche, che saranno in concorrenza tra di loro.

Per capire il concetto possiamo proporre come parallelo il mercato della telefonia; ci sono vari operatori, ognuno con un’offerta che prevede una determinata tariffa, e l’utente decide quale scegliere, in base alle proprie esigenze.

Le differenze tra mercato libero e a maggior tutela

Il passaggio al mercato libero dell’energia è stato più volte rimandato. L’ultimo rinvio è arrivato con il decreto Milleproroghe, che ne ha spostato la piena entrata in vigore al 1° gennaio 2023. Per i mesi restanti del 2021 e tutto il 2022 quindi ci sarà una fase di coesistenza tra i due mercati, quello libero e quello tutelato.

La differenza sostanziale tra il servizio a maggior tutela e quello libero è che nel primo caso lo Stato vigila sulle tariffe: l’ARERA stabilisce le tariffe su base trimestrale, tenendo in considerazione i costi di produzione, l’andamento dei mercati e il valore delle materie prime.

Per garantire il controllo e la gestione di prezzi è stato istituito un sistema di vigilanza e consulenza anche sul mercato libero: se ne occupa sempre ARERA in collaborazione con l’Antitrust.

Come funziona il mercato a maggior tutela? Di base, ogni tre mesi l’ARERA ridetermina le tariffe e le offerte, a cui possono accedere sia famiglie che piccole imprese con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo che non superi i 10 milioni di euro. In entrambi i casi la condizione fondamentale è non avere un contratto gas o luce attivo con nessun operatore del mercato libero.

Per i nuclei familiari con ISEE fino a 8.265 euro ARERA prevede uno sconto in bolletta automatico, cioè senza farne richiesta.

Nel momento in cui si lascia il servizio di maggior tutela, cioè quello in cui le tariffe vengono regolate dall’ARERA e ricalibrate trimestralmente, e dove il fornitore coincide con il distributore per l’energia elettrica, si entra nel mondo del mercato libero.

Mercato libero e a maggior tutela: quale conviene?

Visto che le tariffe calibrate da ARERA tengono conto di fattori che oscillano in continuazione, di solito ogni tre mesi si verifica un aumento. Il primo rincaro c’è stato a luglio, e dal 1° ottobre è attesa una stangata che costerà a imprese e famiglie quasi 9 miliardi di euro.

Per evitare aumenti, soprattutto in un momento storico così fragile economicamente, il Governo sta lavorando a un apposito decreto. Tuttavia, famiglie e imprese possono già decidere di passare al mercato libero: ci sono tantissime compagnie che si occupano di gas ed energia, e proprio perché c’è molta concorrenza, anche le offerte sono molto competitive e vantaggiose.

Inoltre, il mercato libero consente di scegliere anche opzioni a prezzo fisso, che quindi non vengono ricalibrate ogni tre mesi: una buona idea sarebbe quella di optare per un’offerta destinata a chi cambia operatore e poi decidere per quella col prezzo bloccato per il più lungo periodo di tempo possibile.

E se poi, passati i mesi previsti dall’offerta, la tariffa dovesse aumentare, si può di nuovo cambiare gestore, vagliando le nuove offerte che il mercato libero offre.

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