Mentre la Germania è in recessione, la borsa vola. Il segreto è questo

Redazione Money Premium

29 Gennaio 2025 - 06:40

Mentre la Germania affronta una recessione prolungata, il DAX continua a registrare performance record, superando di gran lunga i principali indici europei.

Mentre la Germania è in recessione, la borsa vola. Il segreto è questo

La Germania sta attraversando una delle fasi economiche più difficili degli ultimi decenni.

Il prodotto interno lordo si è contratto complessivamente dello 0,4% tra il 2023 e il 2024 e, secondo la Bundesbank, il 2025 vedrà solo una modesta ripresa dello 0,2%.

Negli ultimi cinque anni, la crescita complessiva è stata pari a un misero 0,1%. Tuttavia, in netto contrasto con il quadro economico nazionale, il DAX, l’indice che comprende le 40 maggiori aziende quotate a Francoforte, ha registrato un rialzo del 25% dall’inizio del 2024, una performance doppia rispetto all’EURO Stoxx 50 e nettamente superiore al FTSE 100 britannico (+12%) e al CAC 40 francese (+2%).

Questo apparente paradosso trova spiegazione nel fatto che le principali aziende tedesche del DAX sono ormai globali, con una forte esposizione a mercati esteri e una dipendenza sempre più marginale dall’economia domestica. Secondo un’analisi di Deutsche Bank, solo il 20% del fatturato di queste aziende proviene dal mercato interno tedesco, mentre il restante 80% è distribuito tra il resto dell’Eurozona (26%), gli Stati Uniti (24%) e la Cina (18%).

Questo modello operativo rende le multinazionali tedesche resilienti alle difficoltà economiche locali, consentendo loro di beneficiare di una domanda globale diversificata. Ad esempio, aziende come Siemens, Volkswagen e BASF hanno rafforzato la loro presenza nei mercati statunitensi e asiatici, consolidando partnership strategiche e investimenti diretti all’estero.

Nonostante le loro prestazioni stellari, le aziende del DAX non risultano sopravvalutate. I dati di LSEG indicano che il multiplo medio prezzo/utili a termine è di 12,7, un livello leggermente inferiore rispetto a quello dell’indice CAC 40 francese e dell’EURO Stoxx 50. Ciò suggerisce che gli investitori vedono ancora valore nei titoli tedeschi, nonostante l’incertezza economica globale.

Questa dinamica ha avuto un impatto tangibile anche sui risparmiatori tedeschi, noti per il loro approccio conservatore agli investimenti. L’ascesa del DAX ha in parte attenuato il malcontento derivante da salari stagnanti e inflazione elevata, offrendo una via d’uscita agli investitori che hanno scelto di allocare i loro capitali nei mercati azionari anziché nei tradizionali strumenti a reddito fisso.

Il futuro, però, non è privo di rischi. L’eventuale introduzione di nuovi dazi da parte dell’ex presidente statunitense Donald Trump potrebbe mettere a dura prova le esportazioni tedesche verso gli Stati Uniti, che rappresentano il loro mercato più importante. Tali misure potrebbero non solo rallentare le vendite, ma anche innescare un effetto domino sull’economia americana stessa, aumentando l’inflazione e comprimendo la domanda.

Anche la Cina rappresenta una variabile critica. L’incapacità dell’economia cinese di replicare i tassi di crescita a doppia cifra del passato potrebbe ridurre la domanda di beni industriali tedeschi, soprattutto nei settori automobilistico e chimico, dove la Germania vanta una leadership globale.

Un’ulteriore minaccia arriva dall’evoluzione del protezionismo a livello globale. Le tensioni commerciali tra grandi economie e le politiche di reshoring potrebbero penalizzare aziende come Volkswagen, BMW e BASF, che hanno costruito la loro fortuna sull’integrazione delle catene di approvvigionamento globali.

Mentre l’economia interna si muove lentamente tra stagnazione e recessione, il DAX prospera grazie alla forza dei mercati esteri e alla capacità delle sue aziende di adattarsi alle sfide globali.

Tuttavia, il rischio di un ridimensionamento è reale. Se i fattori esterni che hanno sostenuto il rally si indebolissero – come una guerra commerciale o una contrazione della domanda globale – la performance della borsa tedesca potrebbe allinearsi più strettamente con l’economia reale, costringendo gli investitori a rivalutare il loro entusiasmo verso i titoli del DAX.

Il caso della Germania rappresenta un monito per gli investitori globali: il successo delle multinazionali non è eterno e dipende da un delicato equilibrio di fattori che può essere facilmente scardinato da eventi geopolitici o economici.

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