La Cina deve fare i conti con tre enormi problemi socio-demografici. Il primo: la sua popolazione, che supera 1,4 miliardi di persone, è sempre più anziana, tanto che il 14,5% ha un’età di 65 anni o più.
Il secondo: nascono sempre meno bambini. Nel 2024, il numero di nascite, pari a 9,54 milioni, non è riuscito a superare quello dei decessi, che sono stati 10,93 milioni, con il risultato che il Paese ha registrato una diminuzione di 1,39 milioni di cittadini.
Il terzo: i cinesi si sposano sempre meno, e i dati relativi all’anno appena trascorso lo confermano. Sempre nel 2024, oltre la Muraglia si sono celebrati appena 6,1 milioni di matrimoni, in calo del 20,5% rispetto al 2023, il livello più basso dal 1978.
Una vera e propria catastrofe, che ha gravi implicazioni sul mondo del lavoro, sul welfare, sui consumi e, quindi, pure sull’andamento dell’economia, già rallentata a causa di fattori internazionali sfavorevoli (in primis la guerra dei dazi con gli Stati Uniti). Il Financial Times ha parlato apertamente di “avversione al matrimonio” tra i giovani e giovanissimi, in un momento critico, ossia mentre Pechino sta cercando di incoraggiare le famiglie a fare più figli per contrastare l’invecchiamento della popolazione.
La sfida demografica dell’economia cinese
Questo cambiamento rappresenta una sfida a lungo termine per i funzionari della seconda potenza globale, che devono affrontare le difficoltà legate a un tasso di crescita inferiore alle previsioni e al cronico rallentamento del settore immobiliare. Dopo la fine della politica del figlio unico nel 2016, le autorità cinesi hanno intensificato una campagna per incoraggiare le coppie a sposarsi e ad avere figli. Il Consiglio di Stato, ad esempio, ha presentato lo scorso ottobre misure per promuovere una «società amica della fertilità», tra cui il miglioramento del congedo di maternità e la disponibilità di servizi di salute riproduttiva, mentre vari comuni hanno offerto sussidi in denaro alle coppie di sposi novelli.
Certo, la Cina ha cercato di sfruttare la demografia del Paese promuovendo una «silver economy» basata su servizi per gli anziani. Un esempio? Le autorità hanno recentemente annunciato piani per creare una rete nazionale di treni destinati esclusivamente ai viaggiatori “con i capelli grigi”. Nel frattempo, però, i giovani non si sposano e, anche se lo fanno, non intendono avere figli. Il sistema educativo è altamente competitivo e difficile, e il mondo del lavoro è altrettanto pressante e richiede continui sforzi.
I dati a lungo termine evidenziano un drastico cambiamento negli atteggiamenti dei cinesi verso il matrimonio. Nel 2000, soltanto lo 0,19% delle donne di età superiore ai 50 anni non era sposato, una cifra che è salita al 0,44% nel 2020. Nello stesso periodo, la percentuale di donne non sposate di età compresa tra i 25 e i 29 anni è aumentata dall’8,7% al 33,2%. L’eredità della politica del figlio unico ha creato una percezione secondo la quale avere figli appare quasi inutile. Nel frattempo, nel 2024, il numero di divorzi è aumentato dell’1,1%, arrivando a quota 2,6 milioni.
Cosa riserva il futuro
Un’economia in rallentamento, la riduzione dei sussidi statali e una politica del figlio unico durata decenni hanno creato una crisi demografica complessa nella Cina di Xi Jinping. Il «fondo pensione nazionale», come ha notato la BBC, si sta esaurendo e il Paese non ha più tempo né risorse per costituirne uno sufficiente a prendersi cura del crescente numero di anziani. Nel prossimo decennio, poi, circa 300 milioni di persone, attualmente tra i 50 e i 60 anni, sono destinate a lasciare la forza lavoro cinese: si tratta della fascia d’età più numerosa del Paese, quasi equivalente alla popolazione statunitense.
Per generazioni la Cina aveva fatto affidamento sulla pietà filiale per colmare le lacune nell’assistenza agli anziani. Detto in altri termini era considerato un dovere, per i figli, prendersi cura dei genitori anziani. Il problema, oggi, è che i genitori anziani possono contare sempre meno sui figli, maschi e femmine. Chi si prenderà cura di loro? Chi sostituirà i posti di lavoro vacanti? Chi alimenterà il fondo pensione? L’automazione, sia in ambito lavorativo che in quello assistenziale, potrebbe essere una soluzione valida. Una soluzione sulla quale Pechino intende puntare, sperando che i cittadini possano comunque presto tornare a sposarsi e a fare figli.