La nuova strategia di Warren Buffett. Riduce Apple del 4,3% e vende il 75% di Amazon

Claudia Cervi

18/02/2026

Buffett riduce Apple, quasi esce da Amazon e lancia un segnale preciso ai mercati. Dietro i numeri si muove la grande rotazione dei portafogli.

La nuova strategia di Warren Buffett. Riduce Apple del 4,3% e vende il 75% di Amazon

Quando Warren Buffett muove il portafoglio, i mercati ascoltano. Ma questa volta il segnale è più forte del solito: è arrivato nell’ultimo trimestre della sua era alla guida di Berkshire Hathaway. Ed è una mossa che potrebbe riguardare tutti gli investitori.

Le ultime comunicazioni alla SEC mostrano una svolta netta: meno Big Tech, più equilibrio. Buffett ha ridotto Apple del 4,3% e ha venduto oltre il 75% della partecipazione in Amazon. Numeri che, presi da soli, potrebbero sembrare semplici prese di profitto. Letti insieme, però, disegnano qualcosa di molto più grande: la fine dell’intoccabilità della tecnologia nel cuore del portafoglio Berkshire.

Non è una fuga dalla qualità, né una sconfessione dell’intelligenza artificiale. È una scelta di ciclo. Dopo anni di sovraperformance delle Big Tech, il mercato inizia a premiare di nuovo cash flow, prevedibilità e modelli di business meno ciclici. Non a caso, tra le nuove mosse spunta anche il New York Times, simbolo del ritorno ai ricavi ricorrenti e agli abbonamenti.

Buffett lascia la guida operativa con un portafoglio che parla chiaro. E se fosse un segnale per chi oggi ha il portafoglio pieno di Big Tech?

Apple giù del 4,3% e Amazon quasi azzerata. La rotazione è iniziata

La tentazione di leggerla come una presa di profitto è forte. Ma fermarsi ai numeri rischia di far perdere il punto. Quando Warren Buffett riduce Apple del 4,3% e vende oltre il 75% della partecipazione in Amazon, non sta “scappando” dalla tecnologia. Sta riposizionando il rischio.

Apple resta di gran lunga la prima partecipazione in portafoglio, con una quota che sfiora i 62 miliardi di dollari. Ma il confronto con il passato è inevitabile: a fine 2023 valeva quasi tre volte tanto. Un ridimensionamento graduale, coerente, che segnala come anche i titoli considerati per anni intoccabili abbiano raggiunto una fase più matura del ciclo. Rendimenti ancora solidi, ma meno esplosivi. E soprattutto con valutazioni tirate dopo il rally legato all’intelligenza artificiale.

Il taglio su Amazon è invece molto più netto. Dopo il rimbalzo post-2022 e l’entusiasmo sull’AI, Buffett sceglie di incassare, riducendo drasticamente l’esposizione a un business che richiede investimenti infrastrutturali crescenti e margini sempre sotto pressione.

Il filo rosso che unisce queste scelte non è il pessimismo sulla tecnologia, ma il ritorno alla logica classica di Berkshire: meno concentrazione, più equilibrio, più attenzione al rapporto tra rischio e rendimento. Ed è proprio da qui che inizia a prendere forma la grande rotazione del portafoglio.

Dal tech agli abbonamenti. Perché Buffett punta sui ricavi ricorrenti

Se le vendite di Apple e Amazon rappresentano la parte più visibile della rotazione, l’ingresso nel New York Times è probabilmente la mossa più rivelatrice. Non per il peso nel portafoglio (poco più di 350 milioni di dollari) ma per ciò che racconta sulla fase che i mercati stanno attraversando.

Buffett non compra semplicemente un gruppo editoriale. Compra un modello di business basato sugli abbonamenti digitali, uno dei pochi segmenti che negli ultimi anni ha dimostrato di crescere con continuità, margini e visibilità sui ricavi. Una scelta che si inserisce perfettamente nella logica della nuova fase: meno hype, più prevedibilità.

Negli ultimi anni il New York Times è diventato molto più di un quotidiano. È una piattaforma con milioni di abbonati paganti, capace di generare flussi di cassa ricorrenti e relativamente stabili anche in contesti economici incerti. In altre parole, esattamente il tipo di business che Berkshire ha sempre privilegiato: brand forte, capacità di fare prezzo e barriere all’ingresso difficili da replicare.

Prima di passare il testimone a Greg Abel, Buffett ha ricordato ai mercati una regola semplice: nel lungo periodo contano i flussi di cassa, non le promesse. E il fatto che questo segnale arrivi proprio alla fine della sua era rende la scelta ancora più significativa.

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