Meglio Btp a breve o a lungo termine nel 2025? Con la previsione di tassi Bce più bassi del previsto, gli investitori hanno un’arma in più per guadagnare soldi con i titoli di Stato. Le stime indicano una riduzione graduale del costo del denaro, con il tasso terminale che potrebbe attestarsi l’1,50% e il 2%. Per l’investitore che intende mantenere il titolo fino a scadenza, la scelta tra Btp a breve o a lungo termine dipenderà principalmente dalla sua tolleranza al rischio e dagli obiettivi di rendimento.
Tuttavia, con una politica monetaria in fase di transizione, gli investitori dovrebbero adottare un approccio più strategico, valutando con attenzione il rischio legato ai movimenti dei tassi d’interesse e le opportunità lungo la curva dei rendimenti dei Btp.
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Ma quale scegliere tra Btp a breve termine, più stabili e liquidi, e Btp a lungo termine, potenzialmente più remunerativi ma esposti a maggiore volatilità?
Per rispondere a questa domanda, confrontiamo 3 Btp con scadenze diverse, calcolando i rendimenti attesi a scadenza e l’impatto di ulteriori riduzioni dei tassi.
Meglio Btp a breve o a lungo termine nel 2025?
Chi investe in Btp è generalmente attratto dalla redditività e dalla sicurezza dello strumento. Tuttavia, per fare la scelta migliore, occorre comprendere le dinamiche economiche sottostanti e le proprie esigenze di investimento. Attraverso questo esempio, vediamo in che modo la durata del titolo può influenzare in modo significativo il rendimento atteso in base alla strategia di investimento.
1) Strategia comprare Btp per tenere fino a scadenza
L’investitore che decide di comprare Btp per tenerli fino a scadenza deve considerare diverse variabili per ottimizzare la propria strategia e massimizzare i rendimenti. In particolare, dovrà valutare:
- il rendimento netto (perché è il ritorno effettivo rispetto al prezzo di acquisto)
- la scadenza
- la cedola
- l’andamento dei tassi di interesse e l’inflazione
- le proprie esigenze di investimento (per stabilire l’orizzonte temporale)
Vediamo un esempio pratico, confrontando 3 Btp, con durata compresa tra i 3 e i 21 anni circa.
| BTP | Scadenza | Durata | Prezzo attuale | Cedola lorda | Rendimento netto annuo | Rendimento netto complessivo a scadenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| IT0005445306 | 1° luglio 2028 | 2,87 anni | 93,23 | 0,50% | 2,25% | 8% |
| IT0005358806 | 1° marzo 2035 | 10,20 anni | 100,40 | 3,35% | 2,89% | 29,4% |
| IT0005438004 | 1° aprile 2045 | 20,29 anni | 68,94 | 1,50% | 3,85% | 78% |
Se l’investitore ha necessità di riavere il capitale investito tra 3-4 anni, il Btp 2028 è la scelta migliore, che consente di ottenere un flusso cedolare modesto (pari allo 0,50% lordo annuo) e una rivalutazione del capitale del 7,2%, con un rendimento netto complessivo dell’8%.
Se invece ha un orizzonte temporale più lungo, può scegliere il Btp 2045 che garantisce un rendimento netto complessivo del 78% in poco più di 20 anni.
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2) Strategia comprare Btp per speculare su tassi in discesa
In questo caso, l’investitore si assume anche un rischio di mercato, puntando a guadagnare dall’apprezzamento del prezzo del Btp in seguito al taglio dei tassi di interesse da parte della Bce.
Quando una banca centrale riduce i tassi, i prezzi dei titoli di Stato con cedola fissa tendono a salire, poiché l’offerta delle nuove emissioni diventa meno attraente rispetto ai titoli esistenti, che garantiscono tassi più elevati.
L’investitore che specula su questa dinamica acquista Btp a prezzi relativamente bassi (quando i tassi sono alti) e spera di rivenderli a prezzi più alti in un contesto di tassi in discesa, ottenendo così un guadagno in conto capitale.
Tuttavia, questa strategia comporta il rischio che i tassi non scendano come previsto o che altre condizioni economiche influenzino negativamente il mercato obbligazionario, provocando perdite sul capitale investito.
Questa strategia è adatta agli investitori più esperti, che hanno una buona comprensione delle politiche monetarie e delle dinamiche economiche globali.
| BTP | Scadenza | Durata | Prezzo attuale | Cedola lorda | Rendimento netto annuo | Tasso terminale Bce | Nuovo prezzo | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IT0005445306 | 1° luglio 2028 | 3,58 anni | 93,23 | 0,50% | 2,25% | 1,75% | 97,26 | +4,3% |
| IT0005358806 | 1° marzo 2035 | 10,20 anni | 100,40 | 3,35% | 2,89% | 1,75% | 110,90 | +10,5% |
| IT0005438004 | 1° aprile 2045 | 20,29 anni | 68,94 | 1,50% | 3,85% | 1,75% | 82,96 | +20,34% |
Come si osserva dalla tabella, il Btp a lunga scadenza è molto più sensibile alla variazione dei tassi Bce rispetto al titolo con scadenza a breve termine. Considerato il suo prezzo di acquisto (sotto la pari), il Btp 2028 ben si presta a una strategia da cassettista (seppure di breve termine), ossia è ideale per l’investitore che mantiene il titolo fino a scadenza.
Al contrario, il Btp 2035 viene comprato oggi a un valore superiore a quello che verrà rimborsato a scadenza. In questo caso potrebbe essere più conveniente seguire una strategia speculativa e rivendere il titolo prima della scadenza, sfruttando il ribasso dei tassi Bce. Se le previsioni sui prossimi tagli dovessero essere disattese, i prezzi dei titoli potrebbero tuttavia subire variazioni più significative.
In ogni caso, la valutazione finale spetta sempre all’investitore, che deve individuare lo strumento più adatto alla propria strategia di investimento.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |