L’uscita di Vivendi da Tim apre a un nuovo assalto a Mediaset?

Andrea Muratore

29/11/2023

La liquidazione di Vivendi nel deal Kkr-Tim farà riaprire il risiko su Mediaset? Le acquisizioni di Vivendi lasciano pensare che l’idea non sia da escludere.

L’uscita di Vivendi da Tim apre a un nuovo assalto a Mediaset?

Vivendi userà le entrate del deal Kkr-Tim, in caso di sua concretizzazione, come leva per tornare pesantemente in direzione della scalata di Mediaset?

Il “risiko” dei media italiani può riaccendersi qualora nel quadro della sfida franco-americana per l’influenza su Roma la scalata di Kkr assieme al governo italiano sulla rete nazionale avente Vivendi prima azionista il gruppo di Vincent Bolloré decidesse di tutelarsi passando a una sua vecchia strategia. Quella, cioè, di costruire il “polo latino dei media” accarezzato e mai consolidato appieno da Silvio Berlusconi e che il tycoon transalpino vuole oggi mettere a terra.

Vivendi da Tim a Mediaset è possibile?

Il conglomerato che è sotto il controllo della famiglia Bolloré ha in mano il 23,75% delle azioni di Telecom e ha investito nel gruppo 4 miliardi da quando, dieci anni fa, cercò di accaparrarsi l’intero capitale con un’Opa, non concretizzatasi. Nei 20-22 miliardi incassabili dagli azionisti di Tim da Kkr Vivendi vuole la sua parte sotto forma di realizzazione di una remunerazione di questi investimenti per poi guardare a nuovi fronti d’investimento. Ed è legittimo pensare a Mediaset come un obiettivo.

Il gruppo Vivendi, ha riportato LaVoce.info, non ha mai cessato di pensare di poter potenzialmente essere “protagonista attivo della trasformazione digitale e della convergenza, attraverso il passaggio dalla tv lineare, in broadcast, alla tv non lineare in broadband della televisione a pagamento ed entrando in diretta concorrenza con i grandi operatori globali di video streaming (Netflix, Amazon, Disney)”. Vivendi sta lavorando per poter evitare che sia la stessa Media For Europe, la società di diritto olandese costituita in Olanda da Piersilvio Berlusconi come «cappello» per l’azienda di Cologno Monzese, a essere l’hub continentale delle comunicazioni, televisive e non solo.

Non lo si scrive esplicitamente, ma il progetto di ampliamento di Vivendi è chiaro e prima o poi potrebbe coinvolgere Mediaset, nella quale dopo anni di querelle legali la quota dei francesi è sceso dal 19% a un 4% segnaletico per future mosse: espandersi dimensionalmente per preparare, presto o tardi, un nuovo tentativo di scalata contro l’emittente italiana. Il colosso francese dei media, proprietario del canale televisivo premium Canal+ e del gruppo di comunicazione Havas, ha di recente ampliato il suo perimetro rilevando la storica rivale Lagardère, di cui detiene il 60% del capitale, che tra gli altri controlla Hachette Livre, il primo editore francese e il terzo nel mondo.

Il grande gioco su Cologno Monzese

Un salto quantico per Vivendi che con questo deal aumenterà la forza lavoro del suo conglomerato da 38mila a 68mila dipendenti e le prospettive di ricavo totali da 9,6 a 16,5 miliardi di euro. Oltre sei volte i risultati di Mediaset che, però, è un gruppo in salute dopo lo storico sorpasso sulla Rai e l’annuncio recente di Stefano Sala, responsabile dell’unità pubblicitaria Publitalia, della brillante tenuta della raccolta commerciale. A inizio mese JP Morgan ha rivisto in rialzo le prospettive di utile del Biscione e alzato la sua previsione di oltre il 10% a 329 milioni di euro. Una Mediaset in salute, specie nei mesi complessi successivi al passaggio dal Cavaliere ai suoi eredi del controllo societario e non solo dirigenziale del gruppo Mfe, rappresenta un obiettivo doppiamente strategico per chi volesse espandere all’Italia la proiezione del suo business.

E qualora Vivendi - come sembra - rinunciasse all’azione legale contro Kkr e il governo italiano e aprisse alla cessione degli asset Tim incorporati in Netco, la liquidazione sarebbe il possibile viatico per un’azione in avanzata verso il capitale di Mediaset, qualora i Bolloré volessero riproporla. Per ora parliamo di un’opzione di studio che le dinamiche del mercato ci lasciano pensare poter essere in futuro plausibile vista la fame di espansione di Bolloré e sodali. Il “polo latino” dei media è un sogno mai abbandonato. E la triangolazione con Kkr-Tim non è da escludere. Nei pochi chilometri che separano Via Negri, sede legale di Tim, da Cologno Monzese, sede operativa di Mediaset, è possibile che i prossimi mesi riservano novità se per Vivendi l’uscita dalla telco non sarà ritenuta la fine dell’avventura italiana. Dalle mosse borsistiche e finanziarie capiremo se il capitolo Mediaset/Mfe si potrà, prima o poi, riaprire.

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