Matrimoni, battesimi e comunioni: le regole del nuovo decreto

Isabella Policarpio

30/04/2021

30/04/2021 - 10:06

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Matrimoni e cerimonie dopo battesimi, comunioni e feste di laurea: finalmente aggiornate le Faq sul nuovo decreto. Scopriamo cosa cambia per le celebrazioni civili e religiose.

Matrimoni, battesimi e comunioni: le regole del nuovo decreto

Si possono festeggiare matrimoni, battesimi e comunioni e cosa prevede il nuovo decreto per le feste di laurea e quelle religiose? Con qualche giorno di ritardo rispetto alla sua entrata in vigore - il 26 aprile - il Governo ha aggiornato le Faq con le regole per la zona gialla.

Cosa cambia per i matrimoni e le altre celebrazioni? La risposta non piacerà a coloro che erano in procinto di organizzare banchetti e cerimonie con amici e parenti: anche se resta la possibilità di celebrare matrimoni, battesimi, comunioni e cresime in chiesa (nel rispetto di alcuni limiti) non si può festeggiare al ristorante e nemmeno in casa oltre il limite dei 4 invitati.

Sale da ballo, discoteche e locali assimilati restano chiusi fino a nuovo ordine, il che significa niente banchetti e feste in grande dopo le nozze o la laurea. Ecco, nel dettaglio, le regole in vigore fino al 31 luglio.

Matrimoni, battesimi e comunioni: si possono festeggiare?

In tantissimi si domandano quando e come ci sarà il via libera alle feste di matrimonio, battesimo, comunione e cresima, ma una data certa ancora non c’è: il decreto in vigore dal 26 aprile si limita a stabilire regole e divieti per gli eventi pubblici, lasciando molti dubbi su quelli privati, religiosi e non.

In realtà lo stop ai matrimoni e alle altre celebrazioni religiose non è assoluto: i riti in chiesa continuano - anche se in tono minore - secondo i protocolli nazionali e nel numero massimo di invitati stabilito dai ministri religiosi (in base alla grandezza del luogo).

Ciò che, invece, continua ad essere vietato è lo svolgimento di feste e banchetti privati, così come restano chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

Si può festeggiare al ristorante?

Novità assoluta del nuovo decreto è che in zona gialla possono riaprire i ristoranti, sia a pranzo che a cena, esclusivamente per il servizio al tavolo all’aperto. Dal 1° giugno, sempre in zona gialla, saranno consentite le attività di ristorazione al chiuso dalle 5 alle 18.

Il numero di persone consentite all’interno del ristorante deve essere espressamente indicato e dipende dalla capienza del luogo. Tra i posti a sedere va assicurata la distanza di 1-2 metri e possono consumare allo stesso tavolo fino a 4 persone (o più se conviventi).

Nel rispetto di questi limiti - anche se stringenti - non dovrebbero esserci ostacoli ai festeggiamenti, anche se il governo ha deciso di mantenere in vigore il coprifuoco alle 22, salvo successive disposizioni.

Festeggiamenti in casa ancora vietati

Per quanto riguarda la possibilità di festeggiare in casa celebrazioni religiose, compleanni e feste di laurea, le misure in vigore dal 26 aprile parlano chiaro: si possono invitare fino a 4 persone (e non più 2) oltre ai conviventi, in zona gialla e arancione. In zona rossa, invece, le visite tra le mura domestiche sono vietate in modo assoluto.

Con questi limiti è difficile immaginare che si possano organizzare pranzi e cene in casa, se non tra pochissimi intimi.

Argomenti

# DPCM

Iscriviti alla newsletter