MASH, Shakespeare e la società liquida: riflessioni per chi investe

Guido Giaume

08/06/2025

Da MASH a John Nash, passando per Shakespeare e Bauman: riflessioni su guerra, amicizia, colleganza e investimenti nell’epoca delle alleanze temporanee.

MASH, Shakespeare e la società liquida: riflessioni per chi investe

Ho appena finito di leggere MASH, il libro scritto alla fine degli anni Sessanta dal quale sono poi stati tratti il celeberrimo film di Robert Altman e una popolarissima serie televisiva. Racconta le vicende di alcuni medici militari durante la guerra di Corea.

Il libro offre almeno tre spunti di riflessione particolarmente interessanti.

Il primo è l’antimilitarismo, inteso come rifiuto del conformismo. Un tema che oggi può sembrare scontato, ma che negli anni Sessanta era centrale nel dibattito culturale.

Il secondo è quello della follia indotta dalla guerra e dei modi, spesso surreali, che gli uomini trovano per non impazzire. È un tema che ritroviamo anche in opere ben più drammatiche come Apocalypse Now o La sottile linea rossa.

Il terzo spunto, affrontato solo nelle ultime pagine, riguarda l’effetto casuale della guerra sulle vite degli uomini: persone completamente diverse si trovano a condividere un destino comune, diventano fratelli per un periodo, e poi si perdono di vista, a volte per sempre.

Questo terzo tema apre una riflessione importante sulla differenza tra amicizia e colleganza — una distinzione che, sorprendentemente, ha anche ricadute significative per chi si occupa di investimenti.

L’amicizia può essere vista come una comunanza di visione etica; la colleganza, invece, è una contiguità forzata, una collaborazione tra persone che non si sono scelte ma che si ritrovano ad affrontare insieme un destino. È interessante notare come questa contingenza generi comunque legami forti, anche se temporanei, creando una sorta di “fratellanza pro tempore”, anche tra individui con valori e visioni profondamente diversi.

Shakespeare ha colto perfettamente questa dinamica nelle parole che fa pronunciare ad Enrico V:
«Noi pochi, noi felici pochi, noi banda di fratelli. Perché colui che oggi versa il suo sangue con me sarà mio fratello.»

Cinque secoli fa questa intuizione era già ben presente. Oggi, però, la velocità del progresso ha accentuato questa dinamica. La nostra è una società in cui le scelte di convenienza prevalgono su quelle di elezione.

Zygmunt Bauman, con la sua teoria della “società liquida”, non ha fatto altro che mettere in luce questa realtà: in un contesto dinamico e frenetico, le relazioni profonde e durature sono sempre più rare, soppiantate da alleanze temporanee nate dalla comunanza di interessi. In due secoli siamo passati dal libero mercato delle merci a un vero e proprio mercato delle relazioni.

E cosa c’entra tutto questo con la finanza?

In un mondo dominato da relazioni deboli e interessi materiali, le alleanze possono rovesciarsi rapidamente, al variare della convenienza. Per questo motivo, sia i politici che gli investitori devono avere ben chiari i propri confini etici e operativi. Ma allo stesso tempo devono restare pronti a cogliere opportunità inaspettate, nate da alleanze temporanee o contesti in rapida evoluzione.

Questa visione, peraltro, ci offre anche una chiave di lettura più razionale — e più semplice, in linea con il rasoio di Occam — delle tante teorie del complotto.

Prendiamo ad esempio il famigerato Club Bilderberg. Più che un gruppo segreto con un disegno etico preciso per plasmare il mondo, potremmo vederlo come un’associazione temporanea di “fratelli in affari”: individui che, pur con valori diversi, mettono in comune risorse e informazioni per ottenere benefici reciproci.

Allo stesso modo, questa lettura ci aiuta a ridimensionare le classiche “chiacchiere da bar” sulle oscure potenze che farebbero salire e scendere la Borsa a comando.

Non nego che nei mercati finanziari agiscano forze enormi. Ma è più realistico pensare che si tratti di alleanze informali e temporanee, capaci di fare massa su opportunità ben precise, piuttosto che di una macchinazione centralizzata.

Si tratta, in fondo, di giochi cooperativi, come ha ben spiegato John Nash molto prima che MASH venisse pubblicato. E come gli investitori dovrebbero sempre ricordare.

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