Il contratto di lavoro subordinato si caratterizza per essere un rapporto a prestazioni corrispettive in cui il datore di lavoro riconosce la retribuzione al dipendente a fronte della prestazione manuale e / o intellettuale svolta da quest’ultimo.
Le attività affidate al dipendente che, se svolte regolarmente, permettono di ricevere il pagamento della retribuzione mensile, si definiscono «mansioni».
Queste ultime sono in buona sostanza i compiti concretamente affidati al dipendente in sede di assunzione o successivamente modificati con apposite scritture tra le parti (azienda e lavoratore).
Nel corso del rapporto, le mansioni attribuite in sede di assunzione possono essere modificate per decisione unilaterale del datore di lavoro.
Il mutamento di mansioni può ad esempio concretizzarsi nell’assegnazione di compiti appartenenti (all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro) a un livello di inquadramento superiore.
Proprio l’attribuzione di mansioni superiori richiede particolari cautele da parte del datore di lavoro, al fine di evitare brutte sorprese. Analizziamo la questione in dettaglio.
Mansioni del lavoratore, ecco un segreto per evitare brutte sorprese
Mansioni superiori
Il datore di lavoro può assumere la decisione di assegnare il dipendente a mansioni superiori rispetto a quelle attribuite in sede di assunzione o nelle intese successivamente intercorse.
Tale decisione, temporanea, è ammessa esclusivamente:
- Per esigenze di sostituzione di altro lavoratore assente, sino al rientro di quest’ultimo;
- Per tutte le altre motivazioni, diverse da quelle di cui al punto precedente, per un periodo di tempo circoscritto, definito dalla contrattazione collettiva o dalla legge.
Per i periodi di svolgimento delle mansioni superiori il dipendente ha diritto di ricevere il trattamento economico corrispondente all’attività effettivamente svolta.
Di norma, il compenso per le ore svolte a titolo di mansioni superiori si concretizza in un’apposita indennità, corrispondente alla differenza tra:
- La retribuzione oraria del livello di inquadramento del dipendente (definito in sede di assunzione o nelle intese successivamente intercorse);
- La retribuzione oraria del livello di inquadramento cui appartengono le mansioni superiori temporaneamente assegnate al lavoratore.
Il risultato della differenza dev’essere poi moltiplicato per le ore di lavoro svolte ricoprendo mansioni superiori.
Il riconoscimento dell’indennità per lo svolgimento di mansioni superiori esaurisce tutti gli effetti sulle altre voci retributive fisse (come paga base, scatti di anzianità, superminimi, etc.) che, pertanto, non subiscono alcuna variazione.
Discorso diverso per i casi di promozione automatica dei dipendenti, in cui è necessario riconoscere all’interessato gli elementi fissi di paga propri del nuovo livello.
Come vengono attribuite le mansioni superiori?
L’assegnazione del lavoratore a mansioni superiori è decisa dal datore di lavoro:
- In maniera esplicita, attraverso un’apposita lettera di incarico o un semplice ordine di servizio;
- Per comportamenti concludenti, con cui si esprime senza alcun dubbio la volontà del datore di lavoro e il consenso di quest’ultimo a ché il dipendente ricopra mansioni superiori;
- Con le modalità prescritte dalla contrattazione collettiva.
Attenzione alla promozione automatica dei dipendenti
Il dipendente che svolge costantemente mansioni superiori non è un aspetto da sottovalutare da parte del datore di lavoro o comunque privo di conseguenze economico - normative.
Non a caso, ha diritto al definitivo riconoscimento della qualifica superiore e al relativo trattamento economico, il lavoratore che ha svolto mansioni superiori, in concreto e in via continuativa, per tutto il periodo fissato dai contratti collettivi (o, in mancanza di regolamentazione collettiva, dopo sei mesi).
Nel calcolo del periodo utile alla promozione automatica si considerano esclusivamente le prestazioni lavorative effettivamente svolte con la mansione superiore senza tenere conto di:
- Periodi di ferie;
- Periodi di malattia;
come affermato dalla Corte di cassazione con sentenza del 16 dicembre 1999 numero 14154.
Al contrario, nel calcolo, si devono considerare i riposi settimanali e quelli compensativi (Cassazione sentenza del 3 febbraio 2004 numero 1983).
Qual è il rischio della promozione automatica?
Nella vita aziendale può accadere che il periodo utile alla promozione automatica venga oltrepassato senza che né il datore di lavoro né il dipendente se ne accorgano.
L’aspetto negativo, in questi casi, è rappresentato dal fatto che, nel momento in cui, ad esempio, il lavoratore chiede il legittimo riconoscimento del trattamento economico corrispondente alla mansione superiore, il datore di lavoro è tenuto a:
- Riconoscere gli arretrati per i mesi / anni in cui il lavoratore ha ricevuto compensi inferiori a quelli effettivamente spettanti;
- Farsi carico di somme aggiuntive ai semplici arretrati.
In situazioni simili l’azienda è chiamata a:
- Un lavoro di ricostruzione delle buste paga per calcolare l’ammontare degli arretrati;
- Corrispondere oltre agli arretrati le somme a titolo di interessi per pagamento tardivo e rivalutazione monetaria;
- Correggere le denunce UniEmens a suo tempo inviate all’Inps;
- Versare all’Inps, con modello F24, le somme a titolo di contributi previdenziali e assistenziali calcolati sugli arretrati oltre agli importi dovuti per sanzioni e interessi;
- Versare all’Erario, con modello F24, le somme a titolo di Irpef sugli arretrati e farsi carico altresì degli importi per pagamento tardivo.
Come evitare le conseguenze negative della promozione automatica?
Il datore di lavoro può evitare le conseguenze negative della promozione automatica, poc’anzi descritte, semplicemente avendo cura di monitorare in maniera costante le mansioni ricoperte e svolte in concreto dai dipendenti, eventualmente avvalendosi (soprattutto nelle realtà di medio - gradi dimensioni) dell’aiuto dei singoli capi - reparto / ufficio.
L’azienda è bene altresì che sensibilizzi i superiori gerarchici dei dipendenti affinché i primi segnalino al datore di lavoro / ufficio personale i casi di svolgimento di mansioni superiori, allertando quando si è prossimi al superamento della soglia temporale per la promozione automatica.
Attenzione alle ipotesi di sostituzione di lavoratori assenti
Prima di procedere al calcolo degli arretrati e a tutte le attività correlate, il datore di lavoro è opportuno che verifichi se lo svolgimento di mansioni superiori è avvenuto per esigenze di sostituzione di altro lavoratore assente.
In questo caso non opera infatti il regime di promozione automatica.