Disdetta abbonamento: cosa succede se non paghi la penale

Disdire un abbonamento prima della scadenza prefissata può obbligare il cliente al pagamento di determinati costi aggiuntivi; ecco cosa rischia chi non paga le penali.

Disdetta abbonamento: cosa succede se non paghi la penale

La legge Bersani - nell’articolo 1, comma III - ha definito come illegittime le penali che le compagnie telefoniche, come Vodafone, Tim, Wind-Tre e Iliad, pretendono in caso di recesso anticipato di un abbonamento telefonico.

Eppure, nonostante la Legge Bersani sia ancora in vigore, non è raro che in caso di disdetta di un abbonamento telefonico, o anche di un cambio operatore, al cliente venga richiesto il pagamento di una penale.

In tal caso il cliente potrebbe chiedersi il motivo per cui, nonostante una Legge dello Stato abbia riconosciuto come illegittime le penali per lo recesso anticipato di un contratto per la fornitura di servizi telefonici, è comunque obbligato a pagare dei costi aggiuntivi per la disdetta dell’abbonamento.

Il dubbio è totalmente legittimo, tuttavia vi anticipiamo che nella maggior parte dei casi sarete comunque obbligati a pagare le penali altrimenti rischiate di essere perseguiti da una società specializzata nel recupero crediti e di essere iscritti al S.I.Mo.I.Tel. ossia la banca dati relativa a morosità intenzionali della clientela nel settore telefonico.

La motivazione per cui siete obbligati a pagare è molto semplice: quelle che comunemente vengono indicate come penali, infatti, vengono giustificate dalla compagnia telefonica come costi di disattivazione o come un mancato vantaggio per il cliente.

Pur mantenendo la loro ratio e quindi non mutando nella sostanza, quindi, i costi da pagare in caso di recesso anticipato dell’abbonamento non vengono presentati come penale; in questo modo le compagnie telefoniche hanno ottenuto il via libera del Consiglio di Stato (con la sentenza 1142/2010) e dell’Agcom che hanno ritenuto legittimi i costi di disattivazione e quelli addebitati a titolo di rimborso per delle promozioni delle quali si poteva beneficiare solo se venivano soddisfatte determinate condizioni.

Vediamo quindi quando le penali, o comunque qualsiasi costo aggiuntivo che viene richiesto al momento della disdetta dell’abbonamento, sono obbligatorie e quali sono le conseguenze per il cliente in caso di mancato pagamento.

Penali: quando sono legittime

Come anticipato ci sono due tipi di costi aggiuntivi che la compagnia telefonica potrebbe richiedere nel caso di scioglimento anticipato del contratto. In entrambi i casi, affinché il cliente sia obbligato a pagarli, è necessario che questi siano indicati nel contratto di fornitura del servizio telefonico.

Il primo costo da pagare è quello del mancato vantaggio, ossia quando al cliente vengono addebitati dei costi a titolo di rimborso per delle promozioni che erano state sottoscritte al momento della stipula del contratto ma condizionate al raggiungimento di determinati vincoli temporali.

Prendiamo l’esempio di un abbonamento telefonico che da 30€ al mese viene scontato a 10€. In tal caso il contratto potrebbe prevedere che si ha diritto a questo sconto solo se l’abbonamento viene sottoscritto per un determinato periodo di tempo (ad esempio per 30 mesi). Qualora il cliente decida di risolvere anticipatamente il contratto, quindi, la compagnia telefonica richiederà il pagamento dell’abbonamento per intero, pretendendo il pagamento di quanto non ricevuto nei mesi in cui il cliente ha usufruito del servizio.

Lo stesso potrebbe fare qualora per aderire all’offerta ci siano dei costi di attivazione e che questi siano stati azzerati per quella specifica promozione. Anche in questo caso, qualora il cliente decida di disdire l’abbonamento anticipatamente, la compagnia potrebbe pretendere i costi di attivazione non richiesti inizialmente.

Il secondo costo da sostenere per il cliente potrebbe essere il costo di disattivazione del servizio, anch’esso specificato nel contratto della fornitura del servizio telefonico. Insomma, al cliente non viene chiesto di pagare una penale, bensì di farsi carico delle spese per la gestione della pratica. La sostanza non cambia, ma la forma sì: tanto basta per far sì che questi costi aggiuntivi siano considerati legittimi.

Cosa succede se non si pagano le penali?

Le conseguenze in caso di pagamento dei costi aggiuntivi previsti per la risoluzione anticipata dell’abbonamento telefonico variano a seconda dell’importo dovuto dal cliente.

Per gli importi di piccola portata, infatti, la compagnia potrebbe anche decidere di lasciar perdere, impedendo però al cliente di sottoscrivere un nuovo contratto in futuro a meno che non saldi prima i debiti maturati.

In caso di grave morosità, invece, questa può passare per le vie legali e chiedere al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo che può portare anche al pignoramento dei beni. Questo solitamente avviene solamente per gli importi di portata rilevante, visto che la richiesta del decreto ingiuntivo prevede una procedura molto complessa.

L’ipotesi più probabile in caso di mancato pagamento della penale, quindi, è quella per cui la compagnia si rivolga ad una società di recupero crediti; questo però, può avvenire solo dopo che l’azienda e cliente non raggiungono un accordo nel tentativo di conciliazione.

Indipendentemente dall’intervento della società di recupero crediti, chi non paga le penali e vanta un debito nei confronti di una compagnia telefonica viene iscritto al registro S.I.Mo.Tel. ossia la banca dati finalizzata alla prevenzione delle morosità intenzionali della clientela titolare di contratti per la fornitura di servizi di telefonia fissa e mobile.

Questa banca dati, dove si viene registrati quando gli importi insoluti per ogni singolo operatore sono pari o superiori a 150€, viene consultata da ogni compagnia telefonica prima di stipulare un contratto; per questo motivo se ne siete iscritti difficilmente riuscirete ad attivare una nuova offerta telefonica dal momento che ogni azienda potrebbe rifiutarsi di accettarvi come nuovi clienti poiché vi ritiene dei cattivi pagatori.

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1 commento

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lisvin • 4 mesi fa

Tutto molto chiaro ma manca la menzione di casi particolari per cui si può fare disdetta: Io, per esempio, sono rimasto senza servisio di ADSL e telefono dal 31 di agosto ad oggi, totale 24 giorni. Ho chiamato già da subito per chiedere cosa fosse successo, e, dapprima mi hanno detto che c’ era stato un guasto che avrebbero riparato al più presto, dopo un paio di giorni mi dicono che è la Station che è difettosa e che me l’ avrebbero sostituita. Ho chiamato ancora e l operatore che mi ha risposto mi ha detto che mi avevano spedito due volte la Station e la consegna non era andata a buon fine, poi una terza la avrebbero spedita il giorno prima. Insomma, alla fine mi sono reso conto che mi dicevano solo delle menzogne. Poi si trattava di nuovo di un guasto in una loro cabina ( malgrado il tecnico che è venuto a casa abbia detto che la linea c’ era ed era guasta la station ). Insomma, tira e molla fino ad oggi ma niente è stato risolto. Io non credo che nei casi come il mio si debba pagare dei soldi a questi imbroglioni sebbene non mi stiano erogando il servizio e mi abbiano preso in giro più volte. A me questo disservizio ha creato dei danni di natura economica e non solo, inoltre abito in una zona dove non c’ è abbastanza copertura per il cellulare, ed il telefono fisso mi è indispensabile.
Vi sarei grato se poteste informarmi su come dovrei comportarmi.
Ringrazio in anticipo per la risposta.
Buona giornata

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