Questa signora è stata condannata per l’acquisto di francobolli da Aliexpress. Ecco cos’è successo e a cosa fare attenzione.
Aliexpress ed e-commerce analoghi sono assai in voga, soprattutto fra i genitori, spesso alla ricerca di oggetti utili e divertenti risparmiando. Questa vicenda, però, ha poco in comune con le situazioni tipiche che vedono i genitori e gli utenti in generale fare acquisti online. Una madre è stata condannata per aver comprato francobolli da Aliexpress, trattandosi di prodotti contraffatti poi rivenduti presso mercatini dell’usato, anche se con ricavi a dir poco irrisori. È accaduto in Francia, precisamente a Saint-Jean-De-Monts nella Vandea.
Indipendentemente dai contenuti guadagni così ottenuti, la donna è stata condannata dal tribunale di Sables-d’Olonne con sentenza del 15 gennaio 2026. Nel complesso, questa madre francese di 38 anni ha ricavato un totale di 2.500 euro, divisi però in numerosi ordini e francobolli venduti, da cui sottrarre anche i prezzi di acquisto. In ogni caso, l’elemento centrale non è stato il profitto, bensì il fatto che i francobolli fossero contraffatti.
Che vengano usati per la corrispondenza o per collezionismo, infatti, i francobolli sono documenti di carta-valore che provano il pagamento anticipato e per questo sono emessi soltanto da autorità riconosciute dall’Unione postale universale. I francobolli, peraltro, devono restare integri e non essere modificati in alcun modo. Alterarli, falsificarli o vendere esemplari contraffatti è un reato, anche in Italia.
Quando la compravendita dei francobolli è reato
Come anticipato, i francobolli sono emessi esclusivamente da autorità riconosciute dall’Unione postale universale (Upu), un’agenzia specializzata delle Nazioni unite che regola nel modo più omogeneo possibile le politiche postali dei diversi Stati. I francobolli emessi in circolazione devono peraltro avere specifici requisiti, che assicurano la tutela dei falsi. A tal proposito, la legge italiana considera un reato falsificare i francobolli come pure la loro alterazione e introduzione nello Stato italiano.
Non soltanto, anche l’acquisto, la detenzione e la messa in circolazione di valori contraffatti è un reato. Le stesse regole valgono, oltre che per i francobolli, per la carta bollata, le marche da bollo e gli altri valori equiparati. Così è previsto dall’articolo 459 del Codice penale, che equipara queste fattispecie alla falsificazione, alterazione e detenzione di monete (falsificate o alterate). Per i valori come i francobolli, tuttavia, le pene sono ridotte di un terzo, con una pena da 1 a 4 anni e la multa fino a 1.000 euro.
È un’ipotesi derivante dal calcolo di un terzo della pena prevista per la falsificazione della moneta, ma bisogna sapere che quello dei francobolli è un sistema estremamente particolare. Ci sono tantissime diverse fattispecie che possono configurarsi, con un ampio ventaglio di pene applicabili. Per esempio, pesano il ruolo avuto dal rivenditore nella falsificazione, lo scopo dell’acquisto e della rivendita e così via. Basti sapere quando si commette un reato, ossia quando si producono o alterano francobolli oppure se ne acquistano di alterati o contraffatti.
Il problema non riguarda quindi soltanto chi decide di produrre francobolli falsi, ma anche chi acquista esemplari contraffatti, soprattutto - ma non soltanto - se li rivende. Ecco perché l’attenzione deve essere massima quando si comprano francobolli e prodotti analoghi. È importante affidarsi soltanto a rivenditori sicuri e affidabili, controllando la legittimità del francobollo se si hanno le competenze adeguate o altrimenti affidandosi a dei professionisti.
I reati riguardanti i francobolli non sono peraltro rari o così difficili da rintracciare come si potrebbe, ingenuamente, pensare. In Italia stessa ci sono ogni anno numerosi arresti per la produzione e la messa in circolazione di francobolli contraffatti o alterati (spesso cambiandone l’importo, come pure per le marche da bollo). Non importa, inoltre, se il fine ultimo per cui vengono scambiati sia l’uso ordinario o il collezionismo.
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