Ma quale crollo a Piazza Affari. Questi titoli sono in rialzo di oltre il 50% da inizio anno

Stefano Vozza

3 Aprile 2026 - 17:08

Panoramica delle performance da inizio anno sui principali asset finanziari a partire dalle azioni dei principali listini mondiali

Ma quale crollo a Piazza Affari. Questi titoli sono in rialzo di oltre il 50% da inizio anno

Archiviato il primo quarto dell’anno è tempo di analisi e bilanci tra chi sale e scende in Borsa. In verità fare il resoconto di tutti gli strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati è impossibile, per cui ci concentreremo solo su principali. Non mancheranno le sorprese rispetto al sentiment negativo relativamente dominante. Anzi, ma quale crollo a Piazza Affari o delle azioni di Borsa. Questi titoli sono in rialzo di oltre il 50%.

I tassi di cambio delle principali valute

Partiamo da una rapida sintesi sulle performance dei principali rapporti di cambio da inizio anno ad oggi. Si tratta di dinamiche che possono dare extra boost a un investimento su asset in valuta estera, ma anche toglierlo in caso di trend avverso.
Assumeremo, in particolare, il punto di vista dell’investitore nazionale e vedremo come sta andando l’euro contro alcune monete forti. In esse, ad esempio, sono denominate alcune obbligazioni retail che è possibile trovare in alcuni portafogli “più evoluti”. Premesso ciò, da gennaio ad oggi si registrano le seguenti performance:

  • EUR/JPY: +0,07%;
  • EUR/CAD: –0,01%;
  • EUR/GBP: –0,08%;
  • EUR/USD: –1,08%;
  • EUR/CHF: –1,14%;
  • EUR/NZD: –1,32%;
  • EUR/AUD: –4,99%.

Uno sguardo alle materie prime

Il quadro è più variopinto sul fronte delle materie prime, dove a rialzi di una certa consistenza si contrappongono cali anche in doppia cifra. Tra i maggiori rialzi YTD alla data del 23 marzo (fonte: Bloomberg) si contano quelli del gasolio (+106,8%), del Brent (+64,4%) e del WTI (+53,5%). Si tratta di guadagni in tutti casi legati alla guerra in Iran, per cui più si accentua la crisi in quell’area e maggiori sono i rialzi di queste commodities, e viceversa.
Più contenuti i rialzi di alcune derrate alimentari come frumento (+15,9%), soia (+12,9%) e mais (+4,4%).
Si ritrovano poco sopra o sotto la parità, invece, le performance di alluminio (+6,8%), nickel (+2,6%) zinco (–1,3%) e rame (–2,1%).
Quanto ai metalli preziosi, infine, doppio segno più per l’oro (+1,5%) e segno meno per l’argento (–2,2%).

I principali indici di Borsa

Arriviamo ai principali listini azionari mondiali e vediamo come si stanno comportando dal 1° gennaio al 1° aprile incluso. Diciamo subito che tra le principali economie non ci sono più i guadagni convinti e diffusi che regnavano fino all’anno scorso. Oggi i principali rialzi sono appannaggio di economie in vis di sviluppo come Corea del Sud (KOSPI, +30,01%), Brasile (Bovespa, +17,16%) Turchia (Bist 100, +14,89%) e Israele (TA 35, +12,87%).
Nel Vecchio Continente la situazione è più frastagliata, con alternanza di segni più e meno a seconda dei casi. Nel primo gruppo incontriamo il Portogallo (PSI, +12,54%), l’Ungheria (Budapest SE, +11,96%), il Regno Unito (FTSE 100, +4,36%), la Svezia (OMXS30, +4,28%).
Poco sopra la parità ci sono indici come il FTSE Mib (Italia, +1,71%), l’Ibex 35 (Spagna, +1,58%). Viaggiano sotto la parità, invece, il CAC 40 francese (–2,06%), lo svizzero SMI (–2,12%) e il DAX tedesco (–4,96%).
In Nord America, infine, negli States abbiamo un segno meno per il Dow Jones (–2,80%), S%P 500 (–3,60%) e Nasdaq (–5,66%) e segno più per il Russell 2000 (+2,01%). In Canada, invece, troviamo un +4,17% per l’S&P/TSX.

I titoli in maggiore sofferenza a Piazza Affari

Ora entriamo nello specifico del listino milanese per comprendere quali settori, e quali azioni, stanno prediligendo finora gli operatori.
Al momento si contano 21 titoli con il segno meno davanti e quindi altri 19 con il segno più, per una situazione complessiva tutto sommato quasi in equilibrio. Tra i titoli in rosso incontriamo anche big del comparto bancario del calibro di Intesa e Unicredit, insieme a una folta schiera di titoli industriali. Procediamo con ordine partendo dai cali dall’8% in poi.
Incontriamo Banca Mediolanum (–8,06%), Intesa Sanpaolo (–9,00%), Unicredit (–9,35%), Diasorin (–10,93%), Inwit (–11,03%), FiencoBank (–11,78%) e Buzzi Unicem (–11,92%). Da qui in poi i cali iniziano a farsi più consistenti malgrado il forte recupero delle quotazioni degli ultimi giorni sulle speranze di un cessate il fuoco in Iran. In prima battuta si tratta di Banca MPS (–8,06%), Fincantieri (–17,96%), Nexi (–21,72%), Brunello Cucinelli (–22,01%). Poi arriviamo al podio delle perdite a ridosso di un terzo del loro valore al 31/12/’25, e si tratta di Amplifon (–32,25%) e Stellantis (–33,18%). Tuttavia, il titolo più venduto in assoluto a Milano in appena 3 mesi del 2026 è BFF Bank, quotata sul FTSE Italia Mid Cap e in calo di ben l’84,35%.

Ma quale crollo a Piazza Affari o delle azioni di Borsa. Questi titoli sono in rialzo di oltre il 50%

Com’era, forse, prevedibile, i maggiori rialzi del 1° trimestre (fino alla data del 1° aprile) coinvolgono aziende legate al petrolio o al mondo dell’energia in senso lato. Nello spazio di tre punti percentuali, a ridosso del quasi 10%, incontriamo un primo quartetto composto da A2A (+6,36%), Italgas (+6,88%), Enel (+9,18%) e Terna (+9,50%). A seguire c’è un manipolo di titoli provenienti da settori eterogenei ma accomunati dalla non appartenenza al mondo bancario o finanziario o assicurativo. Si tratta di Campari (+11,74%), Lottomatica (+13,21%), Snam Rete Gas (+15,38%), Telecom (+20,94%), Prysmiam (+21,15%), Leonardo (+27,42%) ed STM (+33,15%).

Arriviamo infine al terzetto di titoli che da gennaio ad oggi stanno regalando grosse soddisfazioni a chi, da tempo, le ha inserite in portafoglio. Sono tre aziende che hanno a che fare con l’oro nero, per cui se le sue quotazioni salgono a cascata vanno su i valori di chi lo tratta, lavora e commercializza sul mercato. Nello specifico, e in ordine crescente, si tratta di ENI (+46,69%), Tenaris (+51,06%) e Saipem (+60,37%).

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