Negli ultimi due anni l’economia della Russia ha goduto di una crescita sorprendente e rapida a causa delle massicce iniezioni di denaro del governo: le stesse che hanno dato al Paese una spinta al sapore di “keynesianismo bellico”. Numerosi valori sono positivi, a partire dal Pil, che per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) dovrebbe crescere nel corso del 2024 ad un tasso di crescita del 2,6%, senza dimenticare il tasso di disoccupazione, mai così basso, e i salari, in aumento.
C’è però l’altra faccia della medaglia da considerare, con due aspetti che meritano particolare attenzione. Da un lato c’è chi sostiene che le variabili che stanno alimentando questa spinta stiano quasi per esaurirsi e che la crescita economica probabilmente si raffredderà. Dall’altro, al netto della resilienza dell’intero motore nazionale, un numero crescente di aziende del Paese è in difficoltà.
Scendendo nei dettagli, e citando il quotidiano locale Kommersant, la quantità di società russe fallite è aumentata vertiginosamente nei primi due mesi del 2024. Questi sono i dati ufficiali: a gennaio 571 aziende hanno dichiarato bancarotta, con un incremento del 57% rispetto alle 364 del 2023, mentre a gennaio sono state 771, il 60% in più rispetto alle 478 dell’anno precedente.
Come ha ricordato il sito Business Insider, negli ultimi anni la Russia ha imposto due moratorie sulla bancarotta. La prima è avvenuta durante la pandemia di Covid-19 iniziata nel 2020; la seconda è andata in scena dopo che l’Occidente ha imposto sanzioni a Mosca per l’offensiva in Ucraina nel 2022. Le moratorie sono scadute rispettivamente nel 2021 e alla fine del 2022.
L’altra faccia dell’economia russa: preoccupazione o normalità?
Ilya Torosov, primo viceministro dell’Economia, ha lasciato intendere che non serve preoccuparsi per il numero dei fallimenti, e che questo si tratta semplicemente di un ritorno ai livelli precedenti alla pandemia. L’aumento dei fallimenti aziendali, tuttavia, evidenzia le difficoltà incontrate sul campo in Russia; è anche in contrasto con le rosee statistiche ufficiali pubblicate dal Cremlino, che mostravano che il pil russo crescere del 3,6% nel 2023.
Grazie alla spesa pubblica, l’economia di Mosca in tempo di guerra si è rivelata resiliente, ma gli alti tassi di interesse stanno perdendo terreno. La Banca di Russia li ha aumentati fino al 16% per raffreddare l’economia e domare l’inflazione. “Le aziende stanno riscontrando problemi di rifinanziamento, poiché gli effetti della stretta monetaria stanno iniziando a farsi sentire”, ha detto a Business Insider Bartosz Sawicki, analista di mercato presso Conotoxia, un’azienda fintech polacca.
A parte i settori legati alla guerra, come le aziende collegate alla produzione di armi o equipaggiamento militare, l’economia russa sembra tutt’altro che rosea, ha aggiunto l’esperto. “Sebbene le aziende russe facciano del loro meglio per eludere le sanzioni, il commercio internazionale è diventato un problema significativo per molte di loro. Anche il settore privato risente della pressione delle instabilità macroeconomiche, che si aggravano man mano che l’economia si avvicina sull’orlo del surriscaldamento”, ha aggiunto.
Cosa succede in Russia
Nel frattempo, secondo una stima preliminare del ministero delle Finanze di Mosca, il deficit del bilancio federale russo relativo al periodo gennaio-luglio 2024 ha raggiunto quota 1,36 trilioni di rubli (15,75 miliardi di dollari), mentre, sempre nello stesso lasso di tempo preso in esame, i ricavi derivanti dal petrolio e dal gas sono aumentati del 62%. L’economia è in forte espansione ed è sulla buona strada per crescere di oltre il 3% quest’anno, dopo l’espansione del 3,6% l’anno scorso.
In particolare, i redditi disponibili reali sono aumentati del 9,6% a luglio, il più alto in un decennio. Ciò si è riflesso nelle dichiarazioni dei redditi, dove le entrate fiscali delle persone fisiche sono aumentate del 34%, l’Iva del 23% e l’indicatore di entrate dei registratori di cassa da gennaio a giugno 2024 è aumentato del 23,7%, o del 14% escludendo l’inflazione.
Nel complesso, le entrate di bilancio per il periodo in esame sono ammontate a 19.747 miliardi di rubli (228,73 miliardi di dollari), ha evidenziato Bne Intellinews, il 35,9% in più rispetto all’anno precedente, mentre le spese sono aumentate di un più modesto 23,3% e hanno raggiunto 21.109 miliardi di rubli (244,67 miliardi di dollari). Il petrolio e il gas continuano a contribuire maggiormente al bilancio federale, aggiungendo 6,8 trilioni di rubli (81,22 miliardi di dollari) di entrate nel periodo gennaio-luglio 2024, ovvero il 61,6% in più rispetto alla cifra dello stesso periodo dell’anno scorso, principalmente a causa dell’aumento del prezzo del petrolio russo, ha affermato il Ministero delle Finanze.
“Allo stesso tempo, i ricavi da petrolio e gas erano a un livello superiore al loro volume di base. In conformità con i parametri delle previsioni di sviluppo socio-economico nei prossimi mesi, è previsto anche un eccesso costante dei ricavi da petrolio e gas rispetto al loro livello di base”, ha affermato il ministero, riporta TASS. Nel frattempo, le entrate del bilancio russo, non riguardanti petrolio e gas, nel periodo gennaio-luglio sono aumentate del 25,5% su base annua, raggiungendo quota 12,97 trilioni di rubli (150,37 miliardi di dollari).