Locazione breve con Iva al 10%: ecco quando si applica

Nadia Pascale

24 Febbraio 2026 - 10:54

Affitti brevi: quale aliquota Iva deve essere applicata in caso di locazioni brevi con partita Iva ordinaria? Ecco quanto costa gestire l’attività in forma imprenditoriale.

Locazione breve con Iva al 10%: ecco quando si applica

Quale aliquota Iva si applica alle locazioni brevi? Sappiamo che la Legge di Bilancio 2026 ha fortemente modificato la disciplina delle locazioni bevi. Fino al 31 dicembre 2025 era possibile applicare la cedolare secca fino a 4 unità abitative, di queste una con aliquota agevolata al 21% e le rimanenti con aliquota al 26%.

Dal 1° gennaio 2026, ma nel decreto Milleproroghe è prevista la proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di partita Iva, si applica l’aliquota al 21% per una sola unità abitativa, per la seconda unità abitativa l’aliquota sale al 26% e a partire dalla terza unità, è obbligatorio avere la partita Iva.
Si è quindi notevolmente ridotto il numero di appartamenti che è possibile locare senza che l’attività sia considerata di tipo “imprenditoriale”.

Ecco quale aliquota Iva applicare in caso di locazioni brevi in forma imprenditoriale con partita Iva in regime di tassazione ordinario.

Iva affitti brevi, ecco quanto si paga

Abbiamo già visto la tassazione applicabile nel caso in cui si opti per affitti brevi con partita Iva in regime forfettario. Ma nel caso in cui non sia possibile applicare il regime forfettario, oppure si preferisca la deduzione analitica delle spese, si deve optare per il regime Iva ordinario, ma in questo caso quale aliquota Iva trova applicazione? Quanto si paga? Ecco cosa dice la normativa.

Chi sceglie il regime ordinario per la gestione in forma imprenditoriale dell’attività di locazione breve deve seguire gli adempimenti Iva (e versare imposte sui redditi con addizionali regionali e comunali). Le locazioni pure per finalità abitativa sono esenti da Iva, ma le locazioni brevi devono essere inquadrate nell’ambito dei servizi di alloggio e si applica la stessa disciplina Iva prevista per gli alberghi e le altre strutture ricettive.

Anche in questo caso è, quindi, necessario applicare l’aliquota Iva al 10%. Nel caso in cui la locazione breve preveda l’erogazione anche di servizi aggiuntivi, ad esempio pulizia e fornitura di biancheria, le attività sono considerate connesse e di conseguenza anche per questi servizi si applica l’aliquota Iva al 10%. Naturalmente l’Iva ricade sul consumatore finale e porta inevitabilmente all’aumento del prezzo.

L’obiettivo della riforma è, infatti, eliminare il discrimine di tassazione tra alberghi, e chi svolge l’attività di fittacamere con una tassazione agevolata senza partita Iva.

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