Chiesta la proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di partita Iva per le locazioni brevi. Ecco perché è necessario tempo per l’adeguamento e una disciplina transitoria.
Chiesta la proroga dell’obbligo di partita Iva per le locazioni brevi, ecco le criticità denunciate dai commercialisti in merito ai nuovi adempimenti richiesti per la gestione degli affitti brevi.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto il limite di 2 appartamenti per la gestione di locazioni brevi senza partita Iva, dal terzo immobile scatta l’imprenditorialità dell’attività. Non sono mancati dubbi, perplessità e proprio per questo si chiede la proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo al 1° luglio 2026.
Ecco perché è chiesta la proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di partita Iva per gli affitti brevi.
Locazione breve e partita Iva, chiesta la proroga dell’obbligo
Criticità sull’obbligo di avere partita Iva per stipulare contratti di locazione breve nel caso in cui si vogliano adibire a tale funzione più di 2 appartamenti. La norma è, infatti, entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 e non è stato previsto alcun periodo transitorio per adeguarsi alla normativa.
In particolare i titolari di immobili in locazione hanno potuto continuare le locazioni già in essere, le locazioni brevi hanno una durata massima di 30 giorni, ma di fatto, terminato tale periodo, se non hanno aperto la partita Iva devono limitarsi a concedere in locazione solo 2 appartamenti.
Obbligo di partita Iva, SCIA e sicurezza
L’entrata in vigore repentina di tale obbligo genera perdite economiche, in quanto le valutazioni da effettuare nella gestione di una vera attività imprenditoriale sono molteplici.
Per iniziare l’attività in forma di impresa è necessario presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) ed è necessario rispettare standard di sicurezza rigidi. Trasformando l’attività in attività di impresa ci si avvicina agli obblighi previsti per gli alberghi, quindi, è necessario disporre l’installazione di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio, ma anche di estintori portatili, da posizionare in luoghi accessibili e visibili, uno ogni 200 metri quadrati, con un minimo di un estintore per piano.
Una volta presentata la SCIA l’attività può essere iniziata ma vi è la facoltà entro 30 giorni da parte del Comune di effettuare i controlli e bloccare l’attività, ad esempio perché non si rispettano gli standard di sicurezza visti. Ecco perché per i proprietari l’entrata in vigore del nuovo obbligo dal 1° gennaio implica una perdita economica e una maggiore difficoltà nell’organizzazione.
Questo è uno dei motivi per i quali sono stati presentati emendamenti per la proroga del termine dell’entrata in vigore al 1° luglio 2026 ed emendamenti per concedere un periodo transitorio in cui è possibile comunque continuare l’attività con le vecchie norme.
Comproprietà, locazione di camere, prenotazioni 2025, come gestire le locazioni brevi?
A sollevare criticità è l’AIDC (Associazione Italiana Dottori Commercialisti) che sottolinea come la normativa parli di appartamenti e non di unità abitative. Sorgono dubbi in merito al caso di soggetti proprietari di un unico immobile, in cui sono però concesse in locazione diverse stanze, in questo caso l’unità abitativa è una, ma di fatto possono essere stipulati contemporaneamente più contratti di locazione e ognuno ha ad oggetto una porzione dell’immobile.
Sottolinea, inoltre, che sorgono dubbi nel caso di immobili in comproprietà, in questo caso, infatti, in base all’interpretazione letterale ogni comproprietario dovrebbe aprire una distinta partita Iva per lo svolgimento dell’attività.
Dubbi interpretativi ci sono anche per il caso in cui le prenotazioni degli immobili siano state effettuate nel 2025, ma con decorrenza nel 2026. In pratica, un proprietario stipula un contratto di locazione breve su prenotazione credendo di poter effettuare tale prestazione, ma si ritrova nel 2026 con un cambio di disciplina e di conseguenza può ritenere non opportuno continuare la prestazione e allo stesso tempo vincolato dal contratto.
Alla luce dei numerosi dubbi viene quindi chiesta la proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo in modo che possa essere dettata una normativa di dettaglio in grado di dirimere i vari dubbi.
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