Locali gratis e zero tasse. Questo Comune italiano ti regala l’affitto commerciale per 3 anni

Laura Pellegrini

28 Aprile 2026 - 15:35

Un piccolo borgo italiano combatte lo spopolamento offrendo la possibilità di aprire un negozio di alimentari a costo zero per i primi tre anni. Ecco come fare.

Locali gratis e zero tasse. Questo Comune italiano ti regala l’affitto commerciale per 3 anni

Nei piccoli borghi italiani si registra un fenomeno sempre più diffuso: oltre allo spopolamento, esiste anche la crisi del commercio al dettaglio che provoca la chiusura dei piccoli negozi di vicinato rendendo più difficile l’approvvigionamento di alimentari per i cittadini locali. Una situazione che purtroppo è sempre più frequente nei piccoli paesi di provincia in conseguenza dell’aumento dei costi dell’energia, della logistica e della gestione di un’attività economica.

Fortunatamente esistono delle iniziative locali che permettono di comprare casa a 1 euro da ristrutturare e abitare, e persino agevolazioni per l’apertura di un’attività commerciale a costo zero.

Un Comune italiano offre ai cittadini la possibilità di ottenere un locale commerciale gratis e l’esenzione totale dalle tasse per i primi tre anni di attività, ponendo una sola condizione: l’attività commerciale deve essere un negozio di alimentari utile per i cittadini del piccolo borgo.

Locale gratis e zero tasse: come aprire un negozio di alimentari a costo zero

Nel Comune di Cheremule, in provincia di Sassari, non è presente un negozio di alimentari e questo rende più difficoltosa l’effettuazione della spesa quotidiana per i 380 abitanti del piccolo borgo sardo, in particolare per i più anziani. Non solo: la presenza di un negozio di vicinato è fondamentale per la vita sociale di un paesino. Non è solo un punto vendita, ma rappresenta un presidio sociale, un luogo di incontro e un riferimento per gli abitanti.

Per combattere lo spopolamento e favorire la nascita di una nuova attività di alimentari, il Comune ha lanciato un avviso per raccogliere la manifestazione di interesse da parte di imprenditori desiderosi di aprire un esercizio commerciale per generi alimentari.

L’offerta è davvero interessante: il Comune ha messo a disposizione una porzione di un immobile che era adibito a macelleria in passato, offrendo i locali a titolo gratuito e permettendo al titolare di pagare zero tributi locali per i primi tre anni di attività. Inoltre, l’amministrazione offrirebbe ulteriori agevolazioni per gli anni successivi e supporto amministrativo nella fase di avvio dell’attività.

L’iniziativa, che si inserisce nel programma contro lo spopolamento dei piccoli borghi, contribuisce anche a far rivivere il paese. L’apertura di una nuova attività commerciale renderebbe la zona più attrattiva anche per le famiglie, aumentando quindi l’interesse per la locazione e l’acquisto di immobili residenziali.

Le altre agevolazioni per l’avvio di attività commerciali

Oltre al caso specifico di Cheremule, esistono bandi regionali e camerali per chi avvia un’impresa nei piccoli borghi sardi.

In particolare, il Bando Nuova Impresa consente di ottenere fino a €15.000 di contributi a fondo perduto per l’apertura di una nuova attività, un’unità locale o il trasferimento d’azienda in comuni con meno di 3.000 abitanti. Questo bonus può essere cumulato, in molti casi, con altre agevolazioni sui locali messe a disposizione dai singoli sindaci, trasformando l’avvio di un’impresa in un investimento a rischio ridotto.

A marzo 2026, invece, è scaduto il bando regionale Centri Commerciali Natutali (CCN) che finanziava programmi di promozione e riqualificazione del commercio di prossimità con contributi fino a €50.000. Infine, anche altri piccoli comuni sardi, seguendo l’esempio di Cheremule, offrono periodicamente immobili comunali inutilizzati a canone simbolico per servizi essenziali (es. edicole, farmacie, artigianato).

Conviene investire in un piccolo borgo italiano?

Aprire una nuova attività commerciale è spesso una scelta ponderata che comporta un investimento iniziale notevole. Grazie agli incentivi e alle iniziative territoriali, però, il rischio è ridotto e il ritorno dell’investimento potrebbe essere interessante.

Oltre ai numeri e ai contributi disponibili, investire nei piccoli borghi sardi comporta ulteriori vantaggi:

  • costi di gestione minimi, grazie agli incentivi su affitti e tasse;
  • mercato di nicchia, in quanto nei piccoli centri la concorrenza è bassa e il legame con la clientela è diretto e fiduciario;
  • migliore qualità della vita, possibilità di smart working e nuove tecnologie permettono di gestire business globali da qualsiasi parte del mondo.
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