A livello nazionale non esiste un contributo automatico da 300€ al mese, ma è allo studio un nuovo disegno di legge a tutela di caregiver, badanti e assistenti.
Nell’ultimo periodo si è diffusa la notizia del via libera a un bonus di 300€ netti al mese destinato a caregiver, badanti o per chi assiste familiari disabili. Anche i CAF e i Comuni hanno ricevuto diversi messaggi da parte di utenti che chiedevano informazioni su questo contributo economico per poter inoltrare la propria richiesta. Tuttavia, analizzando i testi ufficiali e le ultime mosse del Governo, emerge una realtà ben diversa: quel bonus, così come descritto, non esiste.
La notizia è nata in realtà da una proposta concreta avanzata dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Il DDL caregiver 2026 era stato approvato dal Governo a gennaio e ha ottenuto il parere favorevole della Conferenza Unificata ad aprile. Ma al momento l’iter parlamentare è ancora in corso e, ad oggi, non ci sono nuove agevolazioni per i caregiver.
Che cos’è, quindi, questo bonus da 300€ al mese per caregiver e titolari di Legge 1014 di cui tutti parlano, ma che in realtà non esiste? Facciamo chiarezza.
Cos’è il bonus 300€ per caregiver di cui tutti parlano?
A smentire l’esistenza di questo bonus da 300€ al mese per caregiver, badanti o per coloro che assistono familiari disabili sono stati proprio i Comuni e le amministrazioni locali che hanno iniziato a ricevere numerose richieste per questa agevolazione che - di fatto - non esiste. Gli interessati hanno chiesto informazioni su come presentare la domanda per ottenere il contributo, senza accertarsi se il sussidio fosse davvero in vigore.
La notizia si è diffusa sfruttando la confusione attorno al DDL Caregiver e alla Legge di Bilancio 2026: secondo alcune fonti online non verificate, basterebbe il requisito dell’assistenza a un familiare convivente per sbloccare un bonifico mensile automatico.
La realtà però è ben diversa. Non è stata approvata alcuna misura che preveda un’erogazione monetaria diretta di questa entità per la platea generale dei caregiver. Queste informazioni distorte spingono spesso gli utenti a condividere dati personali su siti non ufficiali o a intasare i centralini dell’INPS per prestazioni inesistenti.
Cosa prevede davvero il DDL Caregiver
Il Governo sta lavorando veramente a una riforma strutturale dei caregiver, ma il focus non è introdurre nuove agevolazioni e bonus, bensì prevedere una serie di servizi e tutele previdenziali per la categoria. Il pacchetto di misure inserito nel quadro della programmazione 2026 si pone i seguenti obiettivi:
- riconoscimento giuridico della figura del caregiver familiare, distinguendola dalle professioni assistenziali;
- tutele previdenziali, ovvero introduzione di contributi figurativi per i periodi di assistenza, facilitando l’accesso alla pensione (una sorta di estensione dell’APE Sociale);
- conciliazione vita-lavoro, con la previsione di incentivi per il part-time agevolato e lo smart working per chi assiste disabili gravi;
- semplificazione amministrativa, per ridurre la burocrazia legata alla certificazione della disabilità.
Nel testo del disegno di legge, inoltre, compare un bonus economico che però non è per tutti, non è automatico e non è universale. Si tratta di un contributo mensile di 400€ destinato a una platea ristretta di beneficiari. Se venisse approvato, potrebbero averne diritto i caregiver conviventi, con un carico assistenziale particolarmente elevato e con condizioni economiche fragili, certificate anche da limiti stringenti di reddito e Isee.
Quando verrà approvato il DDL Caregiver?
Un altro aspetto da tenere in considerazione sono le tempistiche per l’approvazione del disegno di legge e l’effettiva entrata in vigore delle numerose novità, che non si limitano esclusivamente al beneficio economico. Considerando che l’iter parlamentare è appena iniziato e che, nel frattempo, potrebbero essere modificati i contenuti del DDL, non è possibile ipotizzare l’entrata in vigore.
In ogni caso, se venisse approvato entro l’anno, l’erogazione del beneficio potrebbe partire dal 2027 dopo l’emanazione dei decreti attuativi per circoscrivere beneficiari, importi e condizioni per la richiesta.
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