Le sanzioni sono un bluff. Spagna e India fanno incetta record di energia russa

Roberto Vivaldelli

6 Luglio 2026 - 09:57

Nonostante le sanzioni occidentali, India e Spagna hanno infranto i record storici di importazione rispettivamente di petrolio e gas russo.

Le sanzioni sono un bluff. Spagna e India fanno incetta record di energia russa

Altro che isolamento di Mosca. La mappa del commercio energetico globale racconta che due paesi chiave – Spagna e India – stanno incetta di risorse provenienti dalla Russia.

Da un lato, il gigante asiatico ha toccato a giugno il suo massimo storico di sempre nell’acquisto di greggio di Mosca; dall’altro, la penisola iberica ha segnato a marzo il record assoluto di importazioni mensili di gas russo. Con buona pace delle sanzioni.

Secondo i dati preliminari di tracciamento navale della società di analisi Kpler, l’India ha importato a giugno 2,6 milioni di barili al giorno (bpd) di petrolio russo, una cifra che rappresenta il 53,5% del totale delle sue importazioni di greggio.

Per l’intero mese, la stima si attesta su una media di 2,35 milioni di bpd, superando il precedente record di 2,2 milioni registrato a maggio 2023. «Le importazioni sono rimaste solide grazie agli sconti continui e alla domanda costante delle raffinerie», ha spiegato a Financial Express Sumit Ritolia di Kpler. «Anche se la deroga USA non venisse rinnovata, i flussi rimarranno robusti».

La crisi di Hormuz spinge il greggio russo in India

Il conflitto in Medio Oriente e il blocco nello Stretto di Hormuz hanno reso più costosi e rischiosi gli approvvigionamenti dal Golfo Persico, spingendo New Delhi a cercare alternative. La risposta è stata un’accelerazione degli acquisti da Mosca, che continua a vendere il suo greggio con uno sconto significativo rispetto al Brent. Un affare che l’India, terza economia asiatica e paese in forte crescita industriale, non poteva lasciarsi sfuggire.

La Spagna fa il pieno di gas russo

Se il petrolio è il carburante dell’India, c’è chi in Europa continua a fare affari d’oro con Mosca. E la Spagna ne è l’esempio più lampante. Lo scorso marzo, il paese iberico ha importato 9.807 gigawattora (GWh) di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia, stabilendo il record mensile assoluto dal 2018, quando iniziarono le rilevazioni. Una cifra che supera persino le forniture arrivate da Nigeria e Stati Uniti nello stesso mese. Per trovare un volume simile bisogna risalire a maggio 2023 (9.663 GWh).

Nei primi quattro mesi dell’anno, la Spagna ha accumulato acquisti per 22.973 GWh, ben al di sopra dei 17.435 GWh dello stesso periodo del 2025, segnando un incremento del 27%. Un dato che ha fatto scattare l’allarme del Centro di ricerca su energia e aria pulita (CREA), secondo cui «le importazioni di GNL russo da parte dell’Unione Europea sono aumentate del 4% a maggio nonostante il divieto di contratti a breve termine, in gran parte perché la Spagna ha raddoppiato le sue forniture da Mosca».

E le sanzioni di Bruxelles? La Commissione europea ha vietato il petrolio russo via mare e pianificato l’eliminazione graduale del gas entro il 2027, ma la realtà dei fatti racconta una storia diversa. Il regolamento REPowerEU, approvato a gennaio, dovrebbe interrompere le importazioni di GNL russo all’inizio del 2027, ma i contratti firmati prima del giugno 2025 restano in vigore, il che ha generato un vuoto normativo che Paesi come la Spagna stanno sfruttando.

Per la Russia, d’altra parte, questi due mercati sono fondamentali: l’India è diventata il principale sbocco per il suo greggio, mentre la Spagna è una porta d’ingresso privilegiata per il gas in Europa.