Conviene ancora installare un impianto fotovoltaico? Con prezzi dell’energia immessa in rete sempre più bassi, il vero vantaggio è l’autoconsumo.
Avere un impianto fotovoltaico conviene? Specialmente in un periodo di caro energia, installarne uno potrebbe aver rappresentato una delle scelte migliori, perché consente di mettersi almeno in parte al riparo dall’aumento dei prezzi in bolletta.
Attenzione, però: un conto è disporre anche di un sistema di accumulo, che favorisce l’autoconsumo dell’energia prodotta, un altro è aver preferito evitare questo ulteriore costo, contando sulla possibilità di vendere l’energia prodotta in eccesso nelle fasce orarie più soleggiate con l’obiettivo di rientrare in tutto, o in parte, dei costi sostenuti quando l’impianto non produce energia.
Nel secondo caso, infatti, le famiglie devono fare i conti con alcune carenze infrastrutturali. Paradossalmente, infatti, proprio nelle ore in cui si produce più energia il prezzo sul mercato elettrico - e quindi quanto viene riconosciuto per l’energia immessa in rete - può risultare molto basso. Secondo un recente grafico, in alcuni momenti sarebbe persino pari a zero.
Un vero e proprio paradosso, arrivato anche in Italia dopo essersi già manifestato in molti altri Paesi, che pone le famiglie di fronte a un vero e proprio dilemma: conviene ancora investire nel fotovoltaico?
Il grafico che devi assolutamente leggere se hai un fotovoltaico
Si parla spesso di crisi energetica e caro bollette. Per questo si potrebbe pensare che, oggi, avere un impianto fotovoltaico capace di immettere energia in rete rappresenti, oltre a uno strumento utile per risparmiare, anche un modo per guadagnare qualcosa dalla produzione in eccesso.
La realtà, però, è più complessa. Guardando al grafico del 23 aprile sui prezzi del mercato elettrico per la zona del Centro Sud Italia, si nota infatti un vero e proprio crollo proprio nella fascia oraria di maggiore produzione solare, quella compresa tra le 10:00 e le 17:00. In quelle ore il prezzo scende fino a zero.
Prezzi energia 23 aprile 2026
Zona Centro Sud Italia
D’altronde, c’è molto sole, gli impianti fotovoltaici producono tanto e l’offerta di energia supera abbondantemente i consumi. Di conseguenza, l’energia prodotta ma non autoconsumata dal proprietario dell’impianto, e quindi immessa in rete, in quelle fasce orarie non genera alcun guadagno. Il paradosso è evidente: chi produce non incassa, mentre i consumatori continuano a pagare la propria tariffa in bolletta. Questo riduce i vantaggi economici del fotovoltaico, soprattutto per chi non dispone di un sistema di accumulo e punta a valorizzare l’energia immessa in rete.
Va però precisato che il fenomeno riguarda soprattutto le mezze stagioni. In estate, infatti, con l’aumento dei consumi legato all’uso dei condizionatori, la domanda elettrica cresce e i prezzi nelle ore centrali della giornata non tendono a scendere così facilmente verso lo zero. Almeno per adesso.
Perché l’energia immessa in rete viene pagata sempre meno?
Il motivo è piuttosto semplice: come visto sopra, il fotovoltaico produce molta energia proprio nelle ore centrali della giornata, quando il sole è più forte e gli impianti lavorano al massimo della loro capacità. Se però in quelle stesse ore la domanda di elettricità non è altrettanto alta, oppure se la rete non riesce a spostare e utilizzare tutta l’energia prodotta, si crea un surplus.
Quindi, più energia viene immessa nel sistema, meno quella stessa energia vale. Quando la produzione supera il fabbisogno, infatti, il prezzo dell’elettricità sul mercato scende drasticamente e può arrivare persino vicino allo zero, come già accaduto in alcuni Paesi europei e come si sta iniziando a intravedere anche in Italia.
C’è poi un altro problema, spesso sottovalutato: in molte zone la rete è già satura. Questo significa che chi ha un impianto fotovoltaico può trovarsi nell’impossibilità di immettere tutta l’energia prodotta, perché l’infrastruttura locale non riesce ad assorbirla. In alcuni casi questa situazione è ancora più evidente: determinati inverter, quando rilevano una rete troppo carica o valori fuori soglia, possono andare in blocco, producendo meno rispetto a quelle che sono le proprie potenzialità. Non tutti gli impianti si comportano allo stesso modo, ma il rischio esiste e va considerato prima dell’acquisto.
È anche per queste ragioni che la direzione degli incentivi sta cambiando. Dopo il “Conto energia” e lo Scambio sul posto, il sistema si sta spostando verso soluzioni che premiano l’autoconsumo, come nel caso delle comunità energetiche, così da consumare direttamente l’energia generata, riducendo al minimo le immissioni in rete.
Cosa fare quindi?
La conclusione è che il fotovoltaico continua a convenire, ma solo se pensato come un investimento per ridurre il più possibile i consumi prelevati dalla rete, e non come uno strumento per guadagnare dalla vendita dell’energia in eccesso.
Il principio da tenere a mente è quello riassunto da Guillaume Bodson, vicedirettore generale di Octopus France, secondo cui oggi “l’energia solare non è una fonte di reddito ma di risparmio”. Ed è proprio da qui che bisogna partire: il ritorno economico dell’impianto non dovrebbe dipendere dalla cessione delle eccedenze, ma dalla capacità di consumare direttamente l’energia prodotta.
Il punto, quindi, è puntare all’autoconsumo. L’energia generata dai pannelli andrebbe utilizzata il più possibile in casa, spostando nelle ore di maggiore produzione i consumi più importanti: lavatrice, lavastoviglie, climatizzazione, pompa di calore, boiler elettrico, ricarica dell’auto elettrica o altri apparecchi energivori. Allo stesso modo, può essere utile elettrificare progressivamente l’abitazione, ad esempio sostituendo il gas con sistemi alimentati a energia elettrica, come una pompa di calore.
In quest’ottica diventa sempre più importante valutare l’acquisto di una batteria di accumulo, così da conservare l’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla la sera o nelle ore in cui l’impianto non produce. È vero che rappresenta un costo aggiuntivo, ma in uno scenario in cui l’energia immessa viene pagata sempre meno può diventare decisiva per rendere davvero utile l’impianto.
Per questo oggi la scelta più prudente è progettare il fotovoltaico partendo dai propri consumi reali, senza sovradimensionare l’impianto nella speranza di guadagnare dalle eccedenze. Molte famiglie, infatti, non riescono a consumare tutta l’energia prodotta proprio perché installano impianti troppo grandi rispetto al proprio fabbisogno. La vera convenienza, quindi, non sta nel produrre più energia possibile, ma nel consumare al meglio quella che si produce.
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