Le origini della crisi di Credit Suisse

Giancarlo Marcotti

23 Febbraio 2023 - 20:55

La situazione di Credit Suisse si potrebbe definire quasi drammatica. Gli errori compiuti dal colosso bancario elvetico sono stati innumerevoli, ma è corretto ricordare da dove è cominciato il tutto.

Le origini della crisi di Credit Suisse

Credit Suisse è stata per anni la perla delle Banca svizzere, e sappiamo per quel Paese quanto sia importante il sistema bancario, come noto però, dallo scoppio della bolla finanziaria del 2007, non solo non si è più ripresa, ma è sprofondata in una crisi che non ha eguali.

Diamo solo un dato, quello della quotazione di Borsa.

Nell’aprile del 2007 il titolo sulla Borsa Zurighese veniva quotato quasi 90 franchi svizzeri, oggi ne vale 2,7.

Certo dopo il 2007 tutti i titoli del comparto avevano subito un crollo, ma dal 2009 i mercati si erano ripresi, ed anche Credit Suisse, pur non tornando ai vasti di un tempo era tornato ad avere quotazioni superiori ai 50 franchi svizzeri.

Ma è stata, come suol dirsi, una ripresa effimera poiché le quotazioni hanno poi continuato a scendere in maniera incontrollata.

Cos’è accaduto?

Temporalmente il crollo è coinciso con lo scoppio della bolla dei mutui subprime, ed ha investito ovviamente tutto il comparto finanziario, quindi le Banche Svizzere non hanno fatto eccezione, ma tutto ciò può giustificare solo il crollo delle quotazioni avvenuto dal 2007 al marzo del 2009, come giustificare quanto accaduto successivamente?

Ebbene chi vuole avere notizie in tal senso troverà sul web mille giustificazioni, ma la verità è una sola.

Allora occorre essere chiari, il crollo delle Banche Svizzere, perché dobbiamo anche ricordare quanto accaduto all’altro colosso bancario svizzero UBS, ha una motivazione che non può essere nascosta.

Intorno al 2008/2009 le banche svizzere hanno subito un attacco frontale dagli Stati Uniti.

Con l’elezione di Obama negli Usa è stata lanciata una campagna senza precedenti, l’obiettivo dichiarato era combattere l’evasione fiscale, ed il sistema bancario elvetico, che si reggeva su quello che alcuni definivano il “leggendario segreto bancario” è crollato come un castello di carte.

Negli Stati Uniti è stata lanciata una campagna giudiziaria senza precedenti.

Credit Suisse, così come UBS in precedenza, è stata accusata di aver aiutato attivamente contribuenti americani ad evadere il fisco.

La difesa che solitamente viene usata in casi simili, ossia quello di attribuire la colpa a dipendenti infedeli, mentre nulla era a conoscenza degli alti dirigenti, non ha retto.

Le Banche svizzere hanno dovuto comunicare al fisco statunitense migliaia di nomi di clienti americani.

A fare la maggiore resistenza è stata proprio Credit Suisse che ha fornito soltanto 238 nomi, ricordiamo che la Banca Svizzera aveva in quel momento 22.000 clienti statunitensi.

Da quel momento la lotta degli Stati Uniti nei confronti di Credit Suisse è stata senza quartiere, il colosso bancario svizzero ormai era nel mirino degli Stati Uniti.

In seguito, è vero, la Banca Svizzera ha inanellato una serie di follie dal punto di vista finanziario, che hanno portato la situazione ad essere oggi letteralmente quasi drammatica, ma è giusto ricordare quale ne è stata la genesi.