Il 2026 si preannuncia come l’anno del grande ritorno delle IPO (Initial Public Offering) dopo tre anni difficili per i nuovi ingressi in borsa, grazie non solo al trend rialzista del mercato, ma anche al sempre stabile interesse verso società legate a tecnologia, AI, fintech e altri settori strategici.
L’investitore che guarda alle IPO del 2026 si trova davanti un quadro è sfaccettato ma carico di potenziale. Sul piano internazionale, diverse società - prima su tutte SpaceX- si confermano delle candidate di alto profilo con grandi storie di crescita sottostanti.
In Europa e, più ancora, in Italia, il panorama rimane più prudente ma non privo di opportunità. Aziende come Bending Spoons o progetti che combinano tecnologia, sostenibilità e crescita potrebbero emergere nel corso dell’anno come protagoniste di IPO. Come accade ogni anno, la salute complessiva dell’ecosistema IPO nel 2026 dipenderà tanto dalla fiducia degli investitori globali quanto dalle condizioni macroeconomiche e dalla capacità delle autorità di regolamentazione di offrire un terreno fertile per le nuove quotazioni. Ma quali sono, nel dettaglio, le IPO più promettenti per il 2026, non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia?
Previsioni IPO 2026 negli Stati Uniti
Dalla redazione di Money.it abbiamo raccolto tutte le informazioni ad oggi a disposizione sulle IPO più attese e promettenti previste per il prossimo anno.
1) IPO SpaceX nel 2026
Tra le IPO più attese sul panorama internazionale c’è senz’altro SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk che punta a una quotazione di dimensioni storiche negli Stati Uniti. Secondo diverse fonti di mercato, SpaceX sta preparando un’offerta pubblica nel secondo semestre del 2026, con un obiettivo di raccolta superiore ai 30 miliardi di dollari e una valutazione prospettica fino a circa 1.500 miliardi di dollari. Se questi dati venissero confermati, ci troveremmo davanti a una delle IPO più grandi della storia, ben oltre la quotazione record di Saudi Aramco del 2019.
Il business di SpaceX non ruota più soltanto attorno ai lanci spaziali. Starlink, la rete satellitare globale di connettività di Musk, traina ormai una parte sempre più crescente dei ricavi, insieme ai piani futuribili come la creazione di centri dati nello spazio. L’IPO rappresenterebbe un punto di svolta per gli investitori che vogliono esporsi direttamente non solo all’economia spaziale ma anche alla tecnologia infrastrutturale. Ma attenzione. Vi è ancora incertezza sulle tempistiche di quotazione e, soprattutto, sulle condizioni di mercato che influenzeranno la realizzazione dell’operazione.
2) IPO Anthropic nel 2026
Tra le IPO più interessanti e potenzialmente dirompenti del 2026, Anthropic merita un’attenzione particolare. Fondata nel 2021 da ex dirigenti di OpenAI, tra cui Dario Amodei, la società è diventata presto protagonista nel mercato dell’intelligenza artificiale, grazie allo sviluppo dei modelli linguistici della famiglia Claude. A differenza di altri player orientati al grande pubblico, Anthropic ha scelto una strategia prevalentemente enterprise, grazie al suo focus su soluzioni AI avanzate per grandi aziende, sviluppatori e istituzioni.
I fondamentali vantano dei numeri impressionanti. Secondo stime di mercato, Anthropic avrebbe già raggiunto nel 2025 un run rate di ricavi annui nell’ordine di diversi miliardi di dollari, con proiezioni che indicano una possibile crescita verso i 20 miliardi nel 2026. Una traiettoria che, se confermata, renderebbe la società una delle aziende AI con la crescita più rapida di sempre prima della quotazione. Questa solidità operativa ha attirato grandi investitori come Amazon e Google, che non solo hanno partecipato ai round di finanziamento ma hanno anche stretto partnership strategiche sul fronte infrastrutturale e cloud.
Sul piano valutativo, Anthropic viaggia già su multipli elevatissimi. Gli ultimi round privati hanno spinto la valutazione verso quota 180 miliardi di dollari, con alcune indiscrezioni che parlano di possibili livelli ancora più ambiziosi in vista dell’IPO. In caso di debutto nel 2026, l’approdo avverrebbe con ogni probabilità sul NASDAQ, mercato naturale per una società tecnologica di questa scala e con una forte base di investitori istituzionali specializzati in innovazione e AI.
Se è vero che per l’investitore Anthropic rappresenta una scommessa diretta sull’evoluzione industriale dell’intelligenza artificiale, i rischi non mancano. Dalla concorrenza spietata agli costi altissimi per lo sviluppo dei modelli, fino ad arrivare a un quadro regolatorio ancora in evoluzione. Ma se la crescita dei ricavi e la domanda da parte dellle imprese continueranno a consolidarsi, la sua IPO di Anthropic nel 2026 potrebbe diventare uno degli eventi finanziari simbolo dell’anno.
3) IPO OpenAI nel 2026
Il mercato attende con interesse, tanto interesse, anche l’IPO di OpenAI nel 2026. L’azienda californiana, diventata sinonimo di intelligenza artificiale grazie a prodotti come ChatGPT, non ha ancora annunciato una data ufficiale per la quotazione, ma fonti vicine alla società riferiscono che i preparativi per l’IPO potrebbero iniziare nella seconda metà del 2026, con un possibile ingresso in Borsa tra la fine del 2026 e il 2027.
Il dato più affascinante dell’operazione è l’ipotesi di valutazione: l’IPO di OpenAI potrebbe raggiungere fino a 1.000 miliardi di dollari, cifra che la collocherebbe tra le più grandi quotazioni della storia finanziaria moderna e in diretta competizione con i colossi tecnologici già ben consolidati. L’obiettivo di raccolta indicato da alcuni report è di almeno 60 miliardi di dollari, destinati a finanziare i suoi ambiziosissimi piani nel campo dell’infrastruttura AI e della ricerca sull’intelligenza artificiale generale (AGI).
OpenAI ha di recente completato una ristrutturazione significativa, fino a diventare una public benefit corporation che combina finalità di profitto con una missione sociale. La struttura societaria e il rapporto con i suoi grandi investitori - in particolare Microsoft, che detiene circa il 27% delle quote - saranno, secondo noi, elementi chiave nel determinare come l’offerta verrà percepita dagli investitori. Resta però importante considerare che la redditività piena dell’azienda è ancora distante.
4) IPO Kraken nel 2026
Anche Kraken, uno dei principali exchange di criptovalute al mondo, è uno dei candidati più concreti per un debutto sul mercato azionario. L’azienda con sede a San Francisco ha presentato in forma confidenziale una bozza di registrazione S-1 alla Securities and Exchange Commission, dando ufficialmente il via al processo per una possibile quotazione negli Stati Uniti già all’inizio del 2026 sul NASDAQ o NYSE.
Kraken è un nome noto nel panorama crypto. Fondata nel 2011, è una delle piattaforme per lo scambio di asset digitali più longeve sul mercato e gestisce centinaia di miliardi di dollari in volumi di trading. Negli ultimi mesi ha consolidato i propri fondamentali con un round di finanziamento da 800 milioni di dollari che ha portato la valutazione a circa 20 miliardi.
5) IPO Xanadu nel 2026
Ma non ci sono solo grandi nomi nell’elenco delle IPO più promettenti in arrivo nel 2026. Il mercato attende con interesse la quotazione in Borsa di Xanadu , società canadese che figura tra i player globali principali nel quantum computing fotonico, con un approccio che punta a superare alcuni dei limiti strutturali dei computer quantistici tradizionali basati su superconduttori. Xanadu è nota al grande pubblico per lo sviluppo di PennyLane, piattaforma software open-source utilizzata nella ricerca e nelle applicazioni ibride tra calcolo classico e quantistico.
Secondo le indiscrezioni, la società starebbe valutando una quotazione sul mercato statunitense, probabilmente il NASDAQ, attraverso un’operazione tradizionale o una combinazione con veicoli finanziari già quotati. Le valutazioni a livello privato collocano la società su livelli ancora contenuti rispetto ai più noti colossi tech, ma vanta un elevato potenziale di rivalutazione nel medio-lungo periodo.
6) IPO Dataiku nel 2026
Piattaforma franco-americana di data science e machine learning, Dataiku sta emergendo come una delle IPO tecnologiche più attese del 2026, soprattutto per chi guarda alle aziende legate all’intelligenza artificiale applicata ai dati. Fondata nel 2013 e con sedi a New York e in diverse capitali globali, Dataiku ha costruito una soluzione software - Data Science Studio (DSS) - che permette alle imprese di preparare dati, costruire modelli di machine learning e distribuire applicazioni AI a scala enterprise in modo collaborativo e integrato.
Dataiku ha dalla sua una crescita sostenuta dei ricavi ricorrenti (ARR) con oltre $300 milioni stimati nel 2025, un segnale importante da parte di grandi clienti, tra cui nomi come Johnson & Johnson, Toyota, General Electric e BNP Paribas. La società ha già scelto Morgan Stanley e Citigroup come banche capofila per preparare l’IPO negli Stati Uniti, con possibilità di esordire nel primo semestre del 2026.
La valutazione privata più recente è di circa 3,7 miliardi di dollari, basata su un round di finanziamento Series F guidato da Wellington Management, ma gli analisti ritengono che l’IPO potrebbe spingere più in alto tale cifra, soprattutto guardando alle aspettative di mercato sull’impatto delle piattaforme AI-ready nel mondo enterprise.
Previsioni IPO 2026 in Italia
La situazione italiana è più complessa. Secondo rapporti di mercato, il nostro Paese ha mostrato nel 2025 un forte arretramento dell’attività IPO rispetto alla media globale. I volumi significativamente inferiori parlano chiaro. Ma nel 2026 le cose potrebbero cambiare. E tanto.
7) IPO Bending Spoons nel 2026
Bending Spoons è una delle storie più affascinanti e controverse del tech italiano degli ultimi anni, ed è per questo che la sua possibile IPO nel 2026 è già considerata un evento di mercato di grande rilievo. Fondata a Milano nel 2013, la società è diventata un vero e proprio unicorno tecnologico, con una valutazione privata che ha superato gli 11 miliardi di dollari dopo un recente round di finanziamento da 710 milioni di dollari guidato da investitori internazionali di rilievo.
Negli ultimi due anni Bending Spoons ha portato avanti una strategia a dir poco aggressiva sul fronte delle acquisizioni globali, con l’acquisto di piattaforme come Vimeo per circa 1,38 miliardi di dollari e l’annuncio l’accordo per acquisire Eventbrite per circa 500 milioni di dollari, oltre alla più recente acquisizione di AOL per circa 2,8 miliardi di dollari. Operazioni hanno ampliato - di molto -il portafoglio di prodotti e utenti attivi, che oggi superano i 400 milioni di utenti mensili.
L’amministratore delegato Luca Ferrari ha più volte dichiarato che Bending Spoons è pronta a quotarsi, e che ogni anno potrebbe essere quello giusto per una IPO, senza escludere un debutto già nel 2026. La quotazione avverrebbe con ogni probabilità sui mercati statunitensi (NASDAQ o NYSE), dove le società tech tendono a ottenere valutazioni più elevate rispetto all’Europa.
8) IPO Nextchem nel 2026
Nextchem, la controllata italiana del gruppo Maire specializzata in soluzioni tecnologiche per la transizione energetica, è oggi uno dei nomi emergenti su cui l’investitore che guarda alle IPO del 2026 dovrebbe prestare attenzione. La società sta crescendo rapidamente nell’ambito delle tecnologie green e della decarbonizzazione dei processi industriali e suscita da tempo un certo interesse sia tra gli investitori istituzionali sia dei partner strategici a livello internazionale.
Nel 2025, la società ha riportato una crescita significativa dei risultati operativi, con utili core in aumento del 31% nei primi nove mesi dell’anno grazie alla domanda crescente per tecnologie sostenibili e soluzioni di efficienza energetica. Oggi la valutazione di mercato si attesta, secondo alcune stime, attorno agli 1,2-1,4 miliardi di euro, anche grazie all’ingresso di investitori come il fondo Azzurra Capital con una quota strategica dell’8%.
L’obiettivo dichiarato dal management è di procedere con una quotazione in Borsa non appena il mercato riconoscerà adeguatamente il valore dell’azienda e delle sue prospettive di crescita, con una possibile finestra già nel 2026 se le condizioni di mercato saranno favorevoli.
Una cosa è certa: l’IPO di Nextchem potrebbe offrire all’investitore l’esposizione a tecnologie verdi italiane con potenziale di espansione globale, ma resta fondamentale monitorare l’evoluzione delle condizioni di mercato.
9) IPO Edison nel 2026
Lo sappiamo tutti, Edison è una storica utility italiana del settore energetico. Quello che non tutti sanno è che la società potrebbe tornare a essere una protagonista delle IPO italiane nel 2026 se il suo azionista di controllo, la francese Electricité de France (EDF), deciderà di procedere con l’apertura del capitale. Secondo fonti di mercato, EDF sta valutando diverse opzioni strategiche per valorizzare l’asset italiano, inclusa la quotazione in Borsa a Milano di una quota di minoranza di Edison, pur mantenendo il controllo della società.
L’IPO potrebbe implicare la vendita di circa il 30‑35% delle azioni, con una valutazione potenziale compresa tra 7 e 10 miliardi di euro, che la collocherebbe tra le principali utility italiane quotate su Piazza Affari. Edison ha già la struttura societaria necessaria per la quotazione, dato che a Piazza Affari sono già quotate delle azioni di risparmio, e il management ha confermato la sua disponibilità a tornare sul mercato pubblico qualora la capogruppo autorizzi l’operazione.
10) IPO Golden Goose nel 2026
Golden Goose, marchio italiano di sneakers e moda di lusso noto per il suo stile “distressed” e il forte appeal tra consumatori in tutto mondo, è uno degli esempi più chiari delle difficoltà - ma anche delle opportunità - legate alle IPO italiane La società, con sede a Venezia e controllata dal private equity Permira, aveva pianificato un debutto a Piazza Affari a Milano con una IPO nel 2024 che avrebbe potuto raccogliere circa 558 milioni di euro e portare la capitalizzazione attorno a 1,7‑1,9 miliardi di euro, con la vendita di circa il 30% del capitale e un collocamento delle azioni nel range di prezzo tra €9,50 e €10,50 per azione.
Ma l’operazione è stata posticipata a causa della volatilità dei mercati europei e dell’incertezza politica conseguente alle elezioni nell’UE e ad altri fattori macroeconomici, che hanno influenzato negativamente il sentiment degli investitori sul segmento del lusso e sulle quotazioni italiane. Nonostante il rinvio, Golden Goose ha continuato a registrare crescita dei ricavi, con un aumento del 13% nella prima metà del 2025 rispetto all’anno precedente, e mantiene il proprio interesse per una futura quotazione, pur escludendo al momento una IPO immediata e lasciando aperte anche possibilità alternative come fusioni o acquisizioni strategiche.
Intanto, l’ingresso di Blue Pool Capital, fondo legato al cofondatore di Alibaba Joe Tsai, che ha acquisito il 12% del capitale a inizio 2025, contribuisce a rafforzare la fiducia degli investitori internazionali nel brand.
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