Le chat di WhatsApp non sono sicure. La grave accusa da parte di Telegram

Pasquale Conte

16 Aprile 2026 - 00:15

Gravi accuse da parte di Pavel Durov, CEO di Telegram, nei confronti di WhatsApp. L’app di Meta sarebbe molto meno sicura rispetto a quanto dichiara.

Le chat di WhatsApp non sono sicure. La grave accusa da parte di Telegram

Il tema della sicurezza è da sempre uno dei capisaldi della strategia di Meta per WhatsApp. Tra crittografia end-to-end per le chat e altre funzionalità volte alla protezione della privacy personale, oggi l’applicazione di messaggistica viene considerata la migliore al mondo anche per questo aspetto.

Non mancano però le frecciatine e le accuse vere e proprie che arrivano dall’esterno. L’ultima ha una firma molto importante, ossia quella di Pavel Durov. Il CEO di Telegram, principale concorrente di WhatsApp, si è scagliato contro il servizio di Mark Zuckerberg definendo la crittografia end-to-end una gigantesca frode ai danni dei consumatori.

Perché le chat di WhatsApp non sarebbero sicure

La crittografia end-to-end su WhatsApp è stata introdotta per la prima volta nel 2016. L’azienda ha sempre sostenuto che, con questo strumento, non può leggere i messaggi scambiati durante il loro trasferimento tra i dispositivi. Un’affermazione corretta, ma che nasconde insidie di cui i consumatori non sono a conoscenza.

Ogni volta che WhatsApp esegue il backup su iCloud o su Google Drive, infatti, il passaggio di crittografia si interrompe. I vari backup sono soggetti alle politiche di gestione dei dati di Apple e Google, quindi entrambe le aziende possono rispondere alle richieste legali.

Secondo l’accusa di Durov, sia Apple sia Google consegnano a terzi migliaia di messaggi di WhatsApp di cui è stato eseguito il backup. E non si tratta di uno scenario sporadico: avviene ogni anno.

Aumentano le critiche per WhatsApp

L’ultima accusa di Pavel Durov è solamente l’ultima di una lunga lista che continua ad alimentarsi di critiche e sospetti. A gennaio di quest’anno, una class action intentata a San Francisco sosteneva che i dipendenti di Meta potessero accedere ai messaggi di WhatsApp in tempo reale, tramite un sistema di richiesta interno.

Meta ha definito queste accuse come false e assurde, anche perché non è stata prodotta alcuna prova tecnica a sostegno della tesi. La causa è però tutt’ora in corso e non è detto che non spuntino evidenze col passare delle settimane.

Ma si può fare qualcosa per fermare la lettura dei messaggi tramite backup? In realtà sì. Dal 2021 la stessa WhatsApp permette di eseguire backup con crittografia end-to-end, così da proteggere l’intero pacchetto dati con una password o una chiave di crittografia.

Ecco dunque che Durov non ha torto al 100%, ma interpreta il contesto in maniera selettiva. La crittografia standard di WhatsApp funziona durante la trasmissione, ma non nei backup. Per colmare tutto questo, basta attivare un’impostazione aggiuntiva e il problema è risolto.

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