Le cattive notizie aumentano, ma Wall Street non arretra. Ecco cosa stanno dicendo i grafici

Gerardo Marciano

13 Luglio 2026 - 13:25

Tutti aspettano una correzione, ma Wall Street continua a salire. Finché i grafici confermano il trend, le notizie restano in secondo piano.

Le cattive notizie aumentano, ma Wall Street non arretra. Ecco cosa stanno dicendo i grafici

La prima metà di luglio sta confermando, quasi punto per punto, lo scenario delineato nelle nostre analisi precedenti. I principali indici americani continuano infatti a oscillare a ridosso dei massimi annuali, alternando sedute positive a improvvisi ritracciamenti intraday che, almeno per il momento, non hanno modificato la struttura rialzista di fondo.
È un comportamento che sorprende molti osservatori. Ogni giorno i mercati devono confrontarsi con nuove preoccupazioni: i timori sull’inflazione, le attese sulle prossime decisioni della Federal Reserve, le tensioni geopolitiche e l’incertezza legata alla crescita economica. Eppure Wall Street continua a salire, o quantomeno a non scendere.

Per chi osserva soltanto le notizie questo atteggiamento può sembrare irrazionale. Per chi segue i grafici, invece, rappresenta un comportamento tutt’altro che insolito.

I grafici stanno raccontando una storia diversa

Uno dei principi fondamentali dell’analisi tecnica, ereditato dalla Teoria di Dow, afferma che il mercato sconta tutte le informazioni disponibili. In altre parole, i prezzi riflettono già le aspettative, le paure, le speranze e perfino gli eventi che gli investitori ritengono più probabili.

Per questo motivo, più che lasciarsi guidare dalle emozioni o dal flusso continuo delle notizie, vale la pena osservare ciò che il mercato sta realmente facendo. La Teoria di Dow insegna che una tendenza rialzista rimane tale finché continua a costruire una successione di massimi e minimi crescenti. Sono questi gli swing del mercato, il linguaggio attraverso cui i prezzi raccontano se il trend è ancora in salute oppure sta iniziando a deteriorarsi.

Finché questa sequenza rimarrà intatta, le probabilità continueranno a favorire la prosecuzione del movimento rialzista, indipendentemente dalle notizie che ogni giorno alimentano il dibattito sui mercati. Sarà invece l’interruzione della successione di massimi e minimi crescenti a rappresentare il primo vero segnale che qualcosa sta cambiando. È per questo che continuiamo a dare più importanza ai grafici che ai titoli dei giornali: i prezzi anticipano il cambiamento, mentre le notizie, molto spesso, arrivano soltanto dopo.

Dal punto di vista tecnico lo scenario continua a essere estremamente lineare.
Il primo livello da monitorare resta quello rappresentato dai minimi della prima settimana di luglio, che oggi costituiscono il primo supporto della struttura rialzista.

  • Dow Jones: 51.949,54 punti.
  • S&P 500: 7.348,88 punti.
  • Nasdaq: 25.014,95 punti.

Finché questi livelli rimarranno intatti, ogni fase di debolezza potrà essere interpretata come una normale pausa fisiologica all’interno di un trend ancora positivo. Una loro eventuale violazione rappresenterebbe soltanto un primo segnale di rallentamento della pressione dei compratori, ma non sarebbe ancora sufficiente per modificare lo scenario di fondo.
Il vero spartiacque rimane invece quello costruito tra il 9 e il 10 giugno, livelli che nelle precedenti analisi abbiamo indicato come il confine tra una semplice correzione e un possibile cambiamento della tendenza principale.

I riferimenti continuano a essere gli stessi:

  • Dow Jones: 49.909,07 punti.
  • S&P 500: 7.237,85 punti.
  • Nasdaq: 24.980,37 punti.

Solo una discesa al di sotto di queste aree inizierebbe a modificare in maniera significativa il quadro tecnico. Dal punto di vista della struttura tecnica, finché questi livelli rimarranno intatti, lo scenario con maggiore probabilità continua a essere quello di una prosecuzione del trend rialzista.

Finché i supporti reggono, il trend resta dalla parte dei compratori

Questo quadro tecnico continua inoltre a essere sostenuto dall’analisi storica. Come abbiamo mostrato nei precedenti approfondimenti, luglio rappresenta uno dei mesi statisticamente più favorevoli per Wall Street. La stagionalità degli ultimi 128 anni, insieme al secondo anno del ciclo presidenziale statunitense e all’ultimo anno del ciclo decennale, continua a suggerire uno scenario favorevole ai compratori.

La prima settimana del mese ha rispettato pienamente questo schema e, finché i livelli tecnici appena descritti continueranno a sostenere gli indici, aumenta la probabilità che anche luglio riesca a confermare la sua tradizionale chiusura positiva.
Naturalmente le statistiche non prevedono il futuro. Offrono soltanto un vantaggio probabilistico. Ma quando la statistica e l’analisi tecnica raccontano la stessa storia, vale sempre la pena ascoltarle.

Paradossalmente, il rischio maggiore potrebbe non trovarsi nei mercati, ma nel modo in cui molti investitori li osservano.
Seguire esclusivamente il flusso delle notizie porta spesso a cercare ogni giorno una giustificazione ai movimenti dei prezzi, finendo per anticipare inversioni che il mercato non sta ancora mostrando. La storia di Wall Street insegna invece che i grandi cambiamenti iniziano quasi sempre dai prezzi. Solo successivamente arrivano le spiegazioni economiche, le analisi e i titoli dei giornali.

Per questo motivo il vero pericolo non è rappresentato dalle notizie negative in sé, ma dal lasciarsi condizionare da esse ignorando ciò che il mercato continua a mostrare attraverso il proprio comportamento. Il messaggio, almeno per il momento, rimane invariato rispetto alle settimane precedenti.

Wall Street continua a mantenersi in prossimità dei massimi annuali, ignorando gran parte delle notizie che, almeno teoricamente, avrebbero potuto favorire una correzione. La struttura grafica resta rialzista, la stagionalità continua a sostenere il mese di luglio e i principali livelli di supporto non sono stati violati.

Naturalmente nessun trend dura per sempre. Quando i minimi della prima settimana di luglio verranno meno, aumenterà la probabilità di una fase correttiva; se poi dovessero cedere anche i minimi del 9 e 10 giugno, sarà necessario rivedere l’intero scenario di medio periodo.

Fino a quel momento, però, anticipare un ribasso soltanto perché le notizie sembrano peggiorare significherebbe mettere in secondo piano il messaggio più importante: sono i prezzi a guidare il mercato, non i titoli dei giornali.

Come ricordiamo spesso, il nostro compito non è prevedere il futuro, ma riconoscere il momento in cui il mercato inizia realmente a raccontare una storia diversa. Oggi quella storia continua a essere rialzista. E, finché la successione di massimi e minimi crescenti non verrà interrotta, saranno i grafici, e non le notizie, a continuare a indicarci la direzione più probabile del mercato.