Le azioni su cui investire nel quarto trimestre 2026. L’esperto a Money.it: “L’errore da non ripetere”

Laura Naka Antonelli

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Le interviste di Money.it: l’esperto fa i nomi delle azioni su cui investire nel quarto trimestre del 2026. Il consiglio: da non ripetere l’errore di inizio anno.

Le azioni su cui investire nel quarto trimestre 2026. L'esperto a Money.it: “L'errore da non ripetere”

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Su quali azioni investire nel quarto trimestre del 2026? Money.it ha intervistato Kyle Reidhead, Co-Owner e responsabile della divisione di ricerca di Milk Road, in un momento in cui gli investitori stanno cercando di capire quali asset e quali aziende beneficeranno davvero della trasformazione tecnologica lanciata dall’intelligenza artificiale (AI).

Più in generale, quali sono le azioni su cui conviene investire negli ultimi tre mesi del 2026? Reidhead ha risposto, facendo notare che è arrivato anche il momento di mettere in discussione alcune scelte fatte nel corso dell’anno.

L’esperto interpellato da Money.it spiega perché il mercato ha sbagliato

Kyle Reidhead ha una tesi molto chiara sugli investimenti da lanciare nell’ultimo trimestre del 2026, facendo la premessa sull’errore che, a suo avviso, molti investitori hanno commesso: “Il mercato è andato avanti quest’anno cercando di fare una distinzione tra aziende ’vincitrici dell’AI’ e ’vittime dell’AI’”.

Una distinzione che, secondo Reidhead, forse è stata applicata in modo troppo ampio, finendo per penalizzare anche aziende destinate a beneficiare, invece, dell’AI.

Detto questo, proprio in questo errore l’esperto ha detto di intravedere alcune opportunità di investimento.

Secondo Reidhead, tra gli asset finanziari che offrono le opportunità più interessanti nel quarto trimestre 2026, spiccano tra l’altro proprio “le azioni legate alle infrastrutture dell’AI, soprattutto quelle che il mercato ha penalizzato ”, a suo avviso sbagliando, soprattutto quando, “all’inizio dell’anno, ha deciso che gli agenti AI avrebbero significato meno licenze software”.

A suo avviso il ragionamento ha penalizzato ingiustamente le azioni del settore in quanto, “se è vero che alcune società di software non hanno futuro in un mondo dominato dagli agenti AI, altre rappresentano proprio l’infrastruttura sulla quale gli agenti funzionano”.

Tra le azioni legate all’AI su cui puntare nel quarto trimestre Salesforce e ServiceNow

Kyle Reidhead ha riassunto così poi sua view, facendo anche i nomi delle azioni che predilige, non prima di avere fatto la seguente precisazione:

“Gli agenti hanno bisogno di due cose. Hanno bisogno di una fonte credibile con cui confrontarsi, che è il CRM. E hanno bisogno di un ambiente in cui essere costruiti e distribuiti, che è ciò che forniscono aziende come ServiceNow e Palantir”.

Società come queste, ha sottolineato Reidhead, hanno un valore in quanto “stanno accelerando la loro crescita grazie all’AI, non nonostante l’AI”.

Di conseguenza, l’esperto ha rivelato a Money.it di avere “ comprato Salesforce e ServiceNow vicino ai minimi del sell-off di giugno” e di continuare a tenere i titoli in portafoglio.

L’altro tema di investimento da privilegiare, è “l’energia, in quanto non sono i chip, ma è la disponibilità di energia a costituire il freno principale per l’AI negli Stati Uniti”.

In poche parole: i data center hanno bisogno e hanno fame di energia anche e soprattutto perché, ha spiegato, “la domanda dei data center non sta rallentando”.

Il nodo è rappresentato piuttosto dal fatto che “la rete elettrica si muove troppo lentamente e gli Stati Uniti sono troppo indietro sul nucleare, affinché una nuova capacità possa arrivare in tempo”.

I tre settori da considerare e i nomi di altre azioni. Il commento su Nvidia

In questa situazione, il responsabile della divisione di ricerca di Milk Road ha fatto altri nomi di azioni e settori che, a suo avviso, vale la pena di guardare nel quarto trimestre del 2026.

Menzionati “tre settori da considerare”:

  • Il primo è quello dei “titoli software che sono stati valutati erroneamente, come Salesforce e ServiceNow”, e “il cui catalizzatore è rappresentato dagli utili”.
  • Il secondo “è l’energia”. Citate le azioni Bloom Energy, che sono scese del 45% dai massimi raggiunti “immediatamente dopo uno dei migliori risultati trimestrali che un’azienda possa produrre”. In questo caso, il catalizzatore non è stata la “domanda, che è evidente”, ma “l’esecuzione”, come ha confermato il seguente interrogativo: “Riuscirà (la società) a scalare la produzione? È questa la domanda fondamentale sul titolo, che troverà risposta nei prossimi trimestri”.
  • Nel quarto trimestre del 2026 dovrebbero essere monitorate anche le azioni di computing. E qui Reidhead ha menzionato il colosso produttore dei chip per l’AI Nvidia, che “sta generando circa un miliardo di dollari di ricavi al giorno mentre il mercato continua a discutere della struttura dei suoi investimenti”. Questo, mentre “il catalizzatore che viene sottovalutato è l’acquisizione di Hugging Face, punto di accesso per chiunque adotti modelli open source, e che ora Nvidia possiede”.

Le azioni su cui investire nel IV trimestre, l’esperto punta su Galaxy. “È il mispricing più evidente”

Ma la maggiore opportunità che gli investitori starebbero trascurando in vista del quarto trimestre porta un altro nome: “Galaxy. È il caso di mispricing più evidente che riesca a trovare oggi su qualsiasi mercato”, ha sottolineato Reidhead, aggiungendo che si tratta di un’azienda “che vale circa 8-9 miliardi di dollari”, e il cui “contratto per il data center con CoreWeave dura 15 anni e vale circa un miliardo di dollari l’anno”.

Riferendosi alla società americana attiva negli asset digitali e nelle infrastrutture per data center AI, l’esperto ha fatto notare che “applicando un multiplo ragionevole a quel contratto, si arriva alla valutazione attuale dell’intera società” che segnala qualcosa di sorprendente. Il mercato prezza tutto il resto del business del gruppo a valore zero.

Non solo: “oltre agli 800 megawatt affittati a CoreWeave, Galaxy ha 5,7 gigawatt nella pipeline, valutati zero. Ha un’attività di custodia e brokeraggio di criptovalute, una delle maggiori del settore, valutata zero. E ha quasi 2 miliardi di dollari di asset digitali in bilancio, anch’essi valutati quasi zero”. Tutto questo, per una ragione considerata “semplice”.

Di fatto, “Il modello del mercato prevedeva che il business crypto avrebbe finanziato lo sviluppo dei data center AI”. Tuttavia, “in un bear market delle criptovalute, quel modello del mercato ha portato a considerare morto il business crypto” e dunque a sostenere che Galaxy avrebbe dovuto raccogliere molto debito o diluire gli azionisti per finanziare il business AI, oltre a dover finanziare un’attività crypto non redditizia.

Ora, però, secondo Reidhead, “Galaxy dovrebbe essere molto più redditizia entrando nel prossimo trimestre”, riuscendo a“ finanziare lo sviluppo dei data center, il che significa molto meno debito e molta meno diluizione rispetto a quanto il mercato abbia scontato”.

Tra l’altro, con “un fair value tra 50 e 60 dollari, e più alto nei prossimi mesi”, Galaxy presenta “il miglior rapporto rischio-rendimento che vedo sul mercato”.

Per Kyle Reidhead, il recupero del Bitcoin e del mercato crypto nel terzo trimestre ha riaperto insomma una delle variabili centrali della tesi su Galaxy: la capacità del business legato agli asset digitali di contribuire al finanziamento dell’espansione nei data center AI.

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