Le azioni migliori in Europa del 2025 sono schizzate del 1.300%. Cosa succederà nel 2026

Laura Naka Antonelli

17/12/2025

Le azioni migliori nel 2025 in Europa sono schizzate di più del 1.000%. Cosa fare a questo punto? Informazioni cruciali in arrivo.

Le azioni migliori in Europa del 2025 sono schizzate del 1.300%. Cosa succederà nel 2026

Le azioni che hanno performato meglio in questo anno 2025 sui mercati europei hanno incassato un rally superiore a +1300%. Un trend spettacolare, che ha portato i titoli a salire sul podio dello Stoxx 600, l’indice di riferimento dell’azionario europeo.

Con il 2025 che volge al termine, diversi sono gli investitori che hanno deciso di fare incetta di questo titolo a chiedersi se, a questo punto, sia arrivato il momento di tenere ancora le azioni nei loro portafogli di investimenti, o se invece passare all’incasso.

Per ora, va detto, nessuna grande delusione per chi ha deciso di scommettere sul titolo, che ha beneficiato sia della grande notizia arrivata quest’anno che di alcune voci di mercato.

Abivax, è questa l’azienda europea che ha macinato il rally di Borsa più imponente nel 2025

Le azioni di cui stiamo parlando sono quelle dell’azienda francese Abivax, che ha conquistato nel 2025 la palma d’oro tra tutte le aziende scambiate sul listino Stoxx 600, staccando di molto la performance degli altri titoli migliori dell’indice.

Il rally dei titoli Abivax si fa risalire a una data precisa di quest’anno: quella del 23 luglio scorso quando, nel corso di una sola seduta, le azioni sono esplose del 510%. Tutto merito della pubblicazione dei risultati di uno studio clinico in fase avanzata sul principale prodotto della società, l’obefazimod, un trattamento per la colite ulcerosa.

Da quel giorno, i titoli Abivax hanno continuato a marciare al rialzo, sulla scia dell’ottimismo degli investitori per la pipeline del gruppo e anche per alcune indiscrezioni di mercato, che hanno parlato di una possibile offerta di acquisizione del gruppo da parte di un operatore di dimensioni maggiori.

Le azioni sono così scattate dall’inizio del 2025 di più del 1.300%: una performance impressionante anche per un’azienda biotech, attiva di per sé in un settore noto per l’elevata volatilità e per il profilo di rischio elevato.

A titolo di confronto, il secondo miglior titolo dell’indice Stoxx 600 di quest’anno è quello della società mineraria britannica Fresnillo, balzato alla borsa di Londra del 373% nel corso del 2025.

Abivax pronta a mettersi in vendita? Cosa ha detto il CEO Marc de Garidel

Interpellato dalla CNBC, riguardo all’opzione che il gruppo venga acquistato da un Big Pharma, il CEO di Abivax Marc de Garidel non si è sbottonato più di tanto, ricordando che Abivax è “sempre in contatto con le grandi case farmaceutiche” e che, tuttavia, dinamiche del genere non sono sempre sotto il controllo dei vertici. Così l’amministratore delegato:

“Non possiamo controllare le decisioni delle grandi aziende. Ma siamo sicuramente entusiasti del lavoro che stiamo portando avanti e la comunità medica ci ha nuovamente accolti come potenziale prossimo standard di cura nella colite ulcerosa”.

Vale la pena di ricordare che i risultati dello studio presentati a luglio sono stati diramati dopo otto settimane in cui il farmaco è stato testato su pazienti con colite ulcerosa moderata o grave.

I prossimi eventi chiave che decreteranno il destino delle azioni. Ma attenti al fattore liquidità

Maggiori informazioni saranno note nel secondo trimestre del 2026, quando Abivax pubblicherà gli effetti del trattamento somministrato ai pazienti nell’arco di un intero anno.

Proprio il 2026 potrebbe presentarsi come l’anno chiave per il business del gruppo, intenzionato a presentare la richiesta per far approvare il suo farmaco obefazimod dalle autorità competenti. La speranza, ha dichiarato il CEO De Garidel, è che l’eventuale ok si traduca nel “lancio nel terzo trimestre del 2027 negli Stati Uniti”.

Oltre alla colite ulcerosa, Abivax sta conducendo anche uno studio di fase intermedia per la malattia di Crohn, altra patologia infiammatoria del tratto digestivo, con la pubblicazione dei risultati prevista entro la fine del 2026.

A dispetto di chi continua a essere bullish sulle azioni, va tuttavia ricordato che la società continua a bruciare liquidità.

Non generando ancora ricavi, la perdita netta nei primi nove mesi del 2025 è aumentata significativamente, salendo a quota 254 milioni di euro, rispetto ai 137 milioni di euro dell’anno precedente.

A spiegare il rosso di bilancio ai microfoni della CNBC è stato lo stesso AD De Garidel, che ha imputato le maggiori perdite ai costi che sono stati sostenuti proprio per la sperimentazione clinica di un anno sull’obefazimod.

La notizia è stata comunque scontata dal titolo che, nella giornata di ieri 16 dicembre 2025 e all’indomani della pubblicazione dei conti, ha chiuso la giornata di contrattazioni con un tonfo pari a -9,7%, indossando la maglia nera dell’indice Stoxx 600.

A fare la parte del leone saranno i rumor di mercato? Il trend recente, YTD e su base annua dei titoli

Detto questo, la possibilità che le azioni continuino a salire ancora dopo il boom delle quotazioni superiore a +1.300% nel 2025 è sostenuta dalle voci di mercato, secondo le quali alla fine il gruppo potrebbe mettersi in vendita.

Proprio questi rumor, che hanno parlato anche di un possibile interesse su Abivax mostrato dal colosso farmaceutico americano Eli Lilly, ha fatto notare un articolo Reuters, hanhno aumentato l’appeal speculativo delle azioni.

In una fase in cui le operazioni di M&A nel settore biotech hanno registrato un incremento significativo negli ultimi mesi, una data chiave per capire il futuro di Abivax, o meglio date cruciali, sono a questo punto quelle comprese tra il 12 e il 15 gennaio 2026, quando a San Francisco si terrà la J.P. Morgan Healthcare Conference: è spesso quello il palcoscenico su cui salgono i manager del comparto biotech per fare i loro grandi annunci.

Stando a quanto riportato dalla CNBC sulla base delle dichiarazioni rilasciate dal CEO, in quell’occasione Abivax cercherà di illustrare le ragioni per cui il mercato della colite ulcerosa potrebbe crescere più rapidamente del previsto, grazie al profilo di obefazimod e, possibilmente, anche a quello di un altro farmaco competitivo, ha dichiarato il CEO.

Intanto le azioni Abivax recuperano oggi terreno, salendo di oltre l’1%, a 95,20 euro.

Se è vero che negli ultimi cinque giorni di contrattazioni alla borsa di Parigi sono scivolati di oltre il 17%, retrocendo nell’ultimo mese dell’1,65%, i titoli dell’azienda biotech rimangono in rialzo di oltre il 37% negli ultimi tre mesi di trading e per l’appunto di oltre 1.300% YTD, ovvero dall’inizio del 2025. In un anno, le azioni sono schizzate di oltre il 1.172%.