Lavoratori precoci, novità quota 41 e requisiti pensione anticipata 2017

Francesco Scarpari

2 Marzo 2017 - 10:58

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Lavoratori precoci, novità per la Quota 41 tornata di recente d’attualità. I requisiti sono di vario tipo e vanno oltre l’aver versato 41 anni di contributi. Ecco tutte le ultime novità.

Lavoratori precoci, novità per la Quota 41, tornata recentemente d’attualità e tra i temi centrali della nuova fase di trattativa tra Governo e sindacati. I suoi requisiti sono vari e non si limitano solamente all’essere entrato nel modo del lavoro prima dei 18 anni.

La novità in materia è quella di una proposta per allargare a i limiti per l’accesso alla pensione a partire dai 41 anni di contribuzione per la pensione. Forse il tema è destinato a tornare nella trattativa governo-sindacati in questi giorni.

La Quota 41, introdotta dalla Legge di Bilancio, è disponibile ad oggi solo per alcune categorie di lavoratori. Chi rientra nei requisiti previsti dalla legge, potrà richiederne l’applicazione a decorrere dal 1° maggio 2017. Questa data si conferma quindi di fondamentale importanza per le novità sulle pensioni dato che il 1° maggio entrerà in vigore anche l’Ape, l’anticipo pensionistico per uscire dal mondo del lavoro già a 63 anni.

La Quota 41 è quindi un’introduzione di rilievo nel panorama della pensione anticipata. Ma quali sono i lavoratori precoci che possono usufruirne e quali sono i requisiti?

Lavoratori precoci, novità quota 41 e requisiti pensione anticipata 2017

La Quota 41 permette di avere il diritto alla pensione anticipata per tutti quei lavoratori precoci che hanno maturato almeno 41 anni di contributi. Devono inoltre aver lavorato per almeno 12 mesi (anche non consecutivi) precedentemente al compimento del 19° anno di età. A conti fatti perciò chi ha diritto ad oggi alla Quota 41 dovrà risultare occupato almeno dai 18 anni.

I lavoratori precoci devono sottostare, in aggiunta ai parametri già citati, ad ulteriori requisiti:

  • sono in stato di disoccupazione e hanno esaurito la prestazione per disoccupazione da almeno tre mesi. La perdita del lavoro in questo caso deve essere stata conseguente a:
    1. licenziamento (anche collettivo),
    2. dimissioni per giusta causa,
    3. risoluzione consensuale (art.7 della legge 15 luglio 1966 n. 604).
  • assistono da più di 6 mesi un coniuge o un parente di primo grado con gravi disabilità (secondo quanto dettato dall’art. 3, co. 3 della legge 5 febbraio 1992, n.104),
  • hanno ricevuto il riconoscimento dell’invalidità civile con un grado di almeno il 74%,
  • svolgono da almeno sei anni in maniera continuativa delle professioni usuranti oppure sono addetti a processi produttivi in serie o lavoratori notturni.

Per i lavoratori precoci che rispettano i parametri sopra elencati sarà possibile andare in pensione dopo il conseguimento dei 41 anni di contribuzione a partire dal 1° maggio 2017, data entro cui entrerà in vigore la nuova norma.

Lavoratori precoci e novità sulla Quota 41: la trattativa con il Governo

Sembrerebbe che la Quota 41 potrebbe tornare sul tavolo della trattativa Governo-sindacati. Al momento riservata ai soli lavoratori precoci, l’intento sembrerebbe quello di estendere i requisiti per l’accesso alla pensione dopo 41 anni di contributi.

Il quadro della situazione, è bene dirlo, è molto confuso e si limita a degli annunci su Facebook dai quali sembrerebbe che il tema potrebbe tornare in trattativa. Nei prossimi giorni si avrà la possibilità di valutare gli eventuali sviluppi sul tema; per ora i paletti della Quota 41 per i lavoratori precoci rimangono quelli che abbiamo esposto in questo articolo.

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