Lavoratori con part-time verticale: 3 consigli per non perdere i contributi per la pensione

Paolo Ballanti

17 Novembre 2023 - 11:05

L’obbligo di indicare in UniEmens i periodi di sospensione per part-time verticale/ciclico impone una serie di controlli supplementari a tutela della posizione pensionistica dei lavoratori. Ecco quali

Lavoratori con part-time verticale: 3 consigli per non perdere i contributi per la pensione

Il contratto di lavoro part-time si caratterizza per essere un rapporto in cui azienda e dipendente si accordano per effettuare l’attività lavorativa per un numero ridotto di ore rispetto all’orario a tempo pieno, quest’ultimo definito dalla legge o dalla contrattazione collettiva.

La disciplina del part-time, contenuta negli articoli dal 4 al 12 del Decreto legislativo 15 giugno 2015 numero 81, contempla tre differenti modalità di articolazione dell’orario:

  • Orizzontale;
  • Verticale;
  • Misto.

Nel primo caso, la riduzione dell’impegno lavorativo è prevista rispetto all’orario normale giornaliero di lavoro. Un esempio è l’orario dalle 9 alle 13 per cinque giorni, dal lunedì al venerdì.

Al contrario, nel part-time verticale la prestazione è svolta a tempo pieno, limitatamente a periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. E’ il caso, per intenderci, del dipendente che presta l’attività:

  • Per 8 ore al giorno (come un lavoratore a tempo pieno) ma esclusivamente per 3 giorni alla settimana;
  • Per 40 ore alla settimana (come un dipendente full-time) ma solo nei mesi da gennaio a maggio.

Da ultimo, il part-time misto vede invece la combinazione delle modalità orizzontale e verticale. Si pensi al dipendente che da gennaio a maggio lavora dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18 e, da giugno a dicembre, dalle 12 alle 16 ma esclusivamente il martedì e il giovedì.

Posto che nel part-time verticale il rapporto è di fatto sospeso in determinati giorni, settimane o mesi, la gestione di questa tipologia contrattuale richiede una serie di attenzioni particolari.

L’obiettivo ultimo è evitare che il lavoratore si ritrovi, una volta prossimo alla pensione, con una serie di periodi privi di copertura contributiva, con conseguente pregiudizio in merito ai requisiti per accedere alla pensione e al calcolo dello stesso assegno pensionistico. Ecco una serie di consigli per evitare situazioni simili.

Valorizzare i periodi non lavorati ai fini della pensione: la legge e la Circolare Inps

Perché, verrebbe da chiedersi, preoccuparsi tanto dei controlli riguardanti la copertura contributiva dei periodi di lavoro svolti dai dipendenti con part-time verticale?

La ragione risiede nel fatto che, di recente, la normativa, grazie all’articolo 1, comma 350, Legge 30 dicembre 2020 numero 178 ha disposto che «il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione».

Alla luce della norma citata, l’Inps ha reso noto, grazie alla Circolare 4 maggio 2021 numero 74, che procederà «al riconoscimento, per l’intera durata del rapporto di lavoro part-time, dei periodi assicurativi interessati dall’applicazione normativa e riferiti a rapporti di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico attivi alla data di entrata in vigore della disciplina in commento».

La normativa, venendo al nocciolo della questione, prevede in capo al datore di lavoro l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2021, di valorizzare in UniEmens «anche i periodi in cui non esiste prestazione lavorativa in ragione dell’articolazione dell’orario concordata nel rapporto part-time».

Posto che in precedenza un tale obbligo non era previsto, la Circolare illustra le modalità di compilazione dei flussi UniEmens per i lavoratori con part-time verticale o ciclico.

Dal momento che la compilazione dell’UniEmens nei casi appena citati è diversa rispetto ad un lavoratore full-time o a tempo parziale orizzontale, in quanto gli stessi non hanno periodi di sospensione del rapporto, l’azienda è chiamata ad una serie di controlli per accertarsi che il software paghe generi correttamente la comunicazione da trasmettere all’Inps in via telematica.

Attenzione al codice DR00

Come prescritto dall’Inps con la Circolare del 4 maggio 2021 numero 74 con riguardo ai lavoratori sospesi per tutto il mese dev’essere utilizzato nel campo dell’UniEmens il codice «DR00».

Il codice in questione è di fondamentale importanza posto che identifica i soli lavoratori sospesi per effetto di un contratto di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico.

Il fatto che si richiami proprio questo campo dell’UniEmens e non altri, si giustifica con il rischio che i software paghe, in presenza di un mese interamente non lavorato (e non retribuito), compilino il citato campo con il codice generico «NR00» relativo ai lavoratori non retribuiti.

Attenzione al tipo di part-time indicato in anagrafica

Può accadere che, in base a quelle che sono le impostazioni del software paghe utilizzato, la compilazione dell’UniEmens secondo quanto prescritto dalla Circolare Inps numero 74/2021, scatti in presenza di determinati elementi che, tutti insieme, devono figurare nell’anagrafica del dipendente interessato.

Sotto questo aspetto, sempre con la riserva di verificare le caratteristiche del singolo programma paghe, può assumere importanza il tipo di rapporto part-time che, all’interno dell’UniEmens occupa il campo «Qualifica 2», in cui riportare i seguenti codici:

  • «F» per rapporto full-time;
  • «P» per part-time di tipo orizzontale;
  • «V» per part-time verticale;
  • «M» per part-time misto.

Di conseguenza, un ostacolo alla corretta compilazione della denuncia UniEmens per i lavoratori part-time sospesi può essere rappresentato dall’indicazione in anagrafica dipendente del codice «P» (part-time orizzontale), posto che il programma richiede invece obbligatoriamente i codici «V» o «M».

In casi simili l’azienda è bene che, verificate le impostazioni del software paghe, compili l’anagrafica dei dipendenti con part-time verticali facendo attenzione agli elementi indispensabili per determinare la corretta popolazione dell’UniEmens.

Verificare la percentuale di part-time ogni mese

Un altro elemento suscettibile di errori in sede di compilazione della denuncia UniEmens è il campo . Stando alle istruzioni Inps (contenute sempre nella Circolare numero 74/2021) nel campo in parola dev’essere «indicata la percentuale in riferimento all’orario di lavoro (lavorabile) del singolo mese».

Di conseguenza, nei mesi:

  • Con prestazione lavorativa per l’intero mese dev’essere indicato 100%;
  • Non interamente lavorati dev’essere riportato 0%;
  • Parzialmente lavorati, la percentuale dev’essere ricavata.

Al datore di lavoro è quindi richiesto di verificare, ogni mese, il valore indicato dal software paghe nella denuncia UniEmens ed accertarsi che lo stesso sia corretto in ragione della prestazione lavorativa eventualmente svolta.