L’influenza ha colpito 7,5 milioni di italiani con sintomi che possono durare fino a 20 giorni. Il picco sembra vicino, ma la coda potrebbe protrarsi fino a primavera.
Il rientro in classe e in ufficio dopo le vacanze natalizie ha permesso all’influenza e alle sue varianti di diffondersi più facilmente in tutta Italia: da Nord a Sud sono sempre di più gli italiani a letto con febbre, tosse, mal di gola e raffreddore. Alcuni sintomi influenzali, come spiega il Ministero della Salute, possono durare fino a 20 giorni, ma fortunatamente il picco sembra vicino.
Secondo gli ultimi dati aggiornati ai giorni del 2026, i nuovi casi settimanali si attestano a quota 802.879. Il totale dei contagi ha superato i 7,5 milioni di persone, mentre l’Incidenza nazionale è di 14,07 casi ogni mille assistiti. Incidenza che diventa molto più alta (circa 37 casi ogni mille individui) nel caso di bambini al di sotto dei 4 anni.
Quali sono i sintomi dell’influenza 2026? Febbre e tosse sono i disturbi più comuni da curare con l’ausilio del medico di base, mentre la variante K e i suoi sintomi stanno mettendo a dura prova i pronto soccorso di alcune Regioni.
Influenza, contagi record in Italia: le Regioni più colpite
Sono tre le regioni italiane più in difficoltà, nelle quali i contagi da influenza risultano superiori alla media nazionale e dove le strutture ospedaliere faticano a rimanere al passo con i numerosi accessi giornalieri. In Campania si registrano 20,52 casi ogni mille assistiti, in Sicilia sono 19,41 i casi per mille assistiti, e nelle Marche sono 18,52. Anche in Lombardia gli accessi al pronto soccorso sono in aumento e si aggirano sui 6.000 pazienti al giorno.
La situazione più difficile si registra in Sicilia, dove l’elevata diffusione del virus e la bassa percentuale di cittadini vaccinati, ha messo in grave difficoltà il sistema sanitario: l’isola, infatti, registra un sovraffollamento ospedaliero pari al 350%.
In molti ospedali italiani si sta verificando anche il fenomeno del “boarding”, ovvero lo stazionamento in barella dei malati che hanno bisogno di un posto letto.
I cittadini più colpiti sono gli anziani con più di 70 anni e i bambini sotto i 9 anni, tra i quali si registrano diversi casi di polmonite. Particolarmente gravi anche alcuni pazienti sotto i 4 anni. Fortunatamente, in alcune Regioni l’elevata adesione alla campagna vaccinale ha protetto i più anziani.
I sintomi della “super influenza” che ha travolto l’Italia
Ma quali sono i sintomi dell’influenza che sta costringendo a letto migliaia di italiani? Gli esperti della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie hanno riconosciuto i principali disturbi che i pazienti presentano: raffreddore, mal di testa, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre.
Nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono nel giro di 5-7 giorni, ma sovente persistono più a lungo arrivando fino a 2-3 settimane di malattia. Bisogna sottolineare comunque che la temperatura corporea elevata non deve destare particolare preoccupazione, ma piuttosto è segnale di reazione immunitaria dell’organismo.
La prima cosa da fare nel momento in cui si presentano alcuni dei sintomi influenzali è rivolgersi dapprima al medico di base che può consigliare l’assunzione di paracetamolo o eventuale cura alternativa in base alle esigenze del paziente. Solo nei casi più gravi rivolgersi ai pronto soccorso per evitare sovraffollamento.
Influenza, variante K: perché i sintomi durano il triplo?
Nelle ultime settimane, complice forse la riapertura delle scuole e degli uffici, si sta diffondendo la variante K dell’influenza con sintomi che possono durare fino a tre volte di più rispetto al virus tradizionale. Tosse che dura oltre 20 giorni, raffreddore che non va via e tanta stanchezza sono i primi campanelli d’allarme nei pazienti colpiti dalla variante.
Mentre l’influenza “tradizionale” ha un decorso di circa una settimana, questa variante - che registra una percentuale di diffusione pari al 40% dei casi complessivi - risulta particolarmente aggressiva e può provocare complicazioni soprattutto nei soggetti più fragili.
Oltre alla vaccinazione, le uniche armi a disposizione delle persone sono le consuete buone abitudini: non esporsi al freddo e coprirsi bene quando si esce, lavare accuratamente le mani, cambiare aria agli ambienti e non trascorrere troppo tempo all’interno di luoghi chiusi e affollati.
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