La strategia per puntare sulla valuta più amata dagli istituzionali nel 2025

R. F.

18 Febbraio 2025 - 07:51

Vale la pena scommettere sul rafforzamento dello yen? Forse sì. Vediamo come fare.

La strategia per puntare sulla valuta più amata dagli istituzionali nel 2025

Non c’è dubbio che gli investitori (hedge fund e banche internazionali) stiano sempre più utilizzando le valute europee, piuttosto che il dollaro, per finanziare le scommesse rialziste sullo yen giapponese, cercando di trarre profitto dal cammino divergente dei tassi di interesse tra le principali economie mondiali.

Le strategie basate sul dollaro (indebitamento in yen ed euro per investire sulla curva a breve termine del dollaro che offre rendimenti più alti) sono messe alla prova dall’incertezza che i piani di dazi commerciali di Donald Trump hanno scatenato sui mercati.

Gli investitori si chiedono se le proposte del presidente degli Stati Uniti si riveleranno un ulteriore driver rialzista per il dollaro o se si tratti più di una tattica negoziale che non sfocerà in alcun modo in una guerra commerciale.

Molti asset manager favoriscono quindi una scommessa rialzista sullo yen, ma senza indebitarsi in dollari, utilizzando una varietà di operazioni che riflettono questo tema, come vendere euro, franco svizzero e sterlina contro lo yen.

Questo perché si ritiene che nel medio termine queste operazioni possano rivelarsi profittevoli, offrano rendimenti maggiori e siano più sicure rispetto alla scommessa di indebitarsi in dollari per andare lunghi di yen, visto che ci troviamo di fronte ad un dollaro sempre più imprevedibile - oramai arrivato ai massimi relativi al di sotto di 1,05 contro euro.

Un modo per giocare la scommessa sullo yen senza necessariamente esporsi al rischio del dollaro è puntare all’utilizzo delle altre valute.

In sintesi, banche americane ed europee optano per una scommessa più convinta sul rialzo dello yen senza il rischio di un super-dollaro per notizie legate alla guerra sui dazi Trump, o alla Fed, evitando il classico trade dollaro/yen.

Dopo circa mezzo decennio di debolezza diffusa, lo yen sembra finalmente pronto a cambiare la sua reputazione di valuta a basso rendimento. La Banca del Giappone ha annunciato che continuerà ad aumentare i tassi di interesse dallo 0,5%, riconoscendo che il Giappone non è più in deflazione.

Gli investitori sono particolarmente interessati a supportare lo yen contro le valute europee, dato che molti paesi dell’area euro devono affrontare la prospettiva opposta, quella cioè di tagli aggressivi ai tassi da parte della BCE per sostenere le loro economie, proprio mentre la BOJ si prepara ad aumentare ulteriormente i tassi.

La prospettiva che l’Europa debba aumentare le spese per la difesa a seguito di un possibile cessate il fuoco tra Russia e Ucraina è un ulteriore freno sull’euro, che ha perso terreno lunedì, con tassi governativi europei al rialzo.

I trader si aspettano che la Banca Centrale Europea faccia almeno altri tre tagli ai tassi di un quarto di punto quest’anno, contro uno solo (e forse nemmeno quello) da parte della Federal Reserve, un trend divergente tra Fed e BCE che probabilmente indebolirà l’euro.

Nel frattempo, in Giappone, i segnali di crescita dei salari hanno rafforzato le aspettative che la BOJ aumenterà i tassi almeno un’altra volta nel 2025. I dati sul prodotto interno lordo del paese di lunedì hanno anche mostrato che l’economia ha superato le previsioni, registrando il terzo trimestre consecutivo di crescita e rafforzando la valuta giapponese.

Questa situazione ha spinto lo yen a salire fino al 3% contro il franco svizzero, la sterlina e l’euro da gennaio. È l’inizio d’anno migliore per lo yen contro le valute svizzera e britannica dal 2017. Le aspettative di un rafforzamento dello yen hanno aumentato le scommesse a favore della valuta tra gli investitori istituzionali ai livelli più alti degli ultimi quattro anni.

Sembra proprio che ci sia una pressione al ribasso sull’euro e al rialzo sullo yen sia dal punto di vista economico che politico.

Per questo motivo, Citigroup Inc. e Danske Bank vedono l’euro chiudere l’anno sotto i 150 yen, rispetto ai 159 yen attuali, con Rabobank che prevede un calo del 12% dell’euro/yen attorno a 140 yen.

I mercati dei derivati su valute vanno, anche loro, verso un sentiment positivo sullo yen. I segnali nel mercato delle opzioni valutarie hanno indicato un indebolimento del “feeling” verso le valute europee (euro e franco svizzero) contro un rafforzamento dello yen da inizio anno.

I cosiddetti “rischi di inversione” per il franco svizzero contro lo yen sono vicini ai livelli più negativi degli ultimi due mesi e i trader citano una crescente domanda da parte degli investitori per proteggersi contro un calo della divisa elvetica al di sotto dei 160 yen.

Questo sarebbe un calo del franco svizzero del 6% dai livelli attuali attorno ai 168 yen, un livello che non si vedeva da quasi due anni, poiché la Svizzera potrebbe tornare a tassi di interesse negativi, al fine di contrastare una stagnazione economica strisciante.

Per scommettere sul rafforzamento dello yen, in ottica di diversificazione del proprio portafoglio, quindi investendo non oltre il 3%- 5% delle masse, vi consiglio un interessante ETF valutario: WisdomTree Long JPY Short EUR 3x Daily (EJP3) JE00B3WDZY68.

Si tratta di un Exchange Traded Product (ETP) interamente collateralizzato, «UCITS Eligible», pensato per offrire agli investitori un’esposizione a leva sul JPY rispetto al EUR.

L’ETP replica l’indice MSFXSM Triple Long Japanese Yen/Euro Total Return (MSCEEJUL), fornendo un rendimento complessivo costituito da 3 volte la performance giornaliera di contratti forward su FX Long JPY rispetto al EUR, più il reddito da interessi corretto per riflettere i costi e le commissioni associati al prodotto. Ad esempio, se il JPY sale dell’1% rispetto al EUR in un giorno, allora l’ETP sale dell’3%, commissioni escluse. Tuttavia, se JPY scende dell’1% rispetto a EUR in un giorno, allora l’ETP scende del 3%, commissioni escluse.

CAMBIO EURO-YEN DAL 2020 AD OGGI CAMBIO EURO-YEN DAL 2020 AD OGGI Fonte: Bloomberg

Dopo i massimi raggiunti dall’euro a quota 175 a luglio 2024, il 17/02 assistiamo alla rottura simultanea al ribasso delle 3 medie mobili a breve, medio e lungo termine. Lo sfondamento del livello di quadruplo minimo relativo a 156 (evidenziato dalla linea orizzontale bianca) porterebbe ad un rafforzamento abbastanza violento e repentino dello yen sull’euro.

Qui di seguito, invece, potete osservare il grafico short-term (12 mesi) elaborato tramite Bloomberg del cambio euro/yen e insieme ad esso il grafico associato dell ETF in questione. La correlazione negativa è abbastanza evidente. Anche perché, nel grafico celeste in basso, che esprime la forza del legame tra ETF e mercato dei cambi, siamo giunti al 90% di correlazione tra il cross euro/yen e il prodotto in questione. Quindi è un prodotto affidabile.

ANDAMENTO DELL'ETF EJP3 (LINEA GIALLA) E DEL CROSS EURO/YEN (LINEA BIANCA) A 12 MESI. IN BASSO, IL GRAFICO DELLA CORRELAZIONE (LINEA CELESTE) ANDAMENTO DELL’ETF EJP3 (LINEA GIALLA) E DEL CROSS EURO/YEN (LINEA BIANCA) A 12 MESI. IN BASSO, IL GRAFICO DELLA CORRELAZIONE (LINEA CELESTE) Fonte: Bloomberg

Come sempre quella sin qui delineata è una strategia adatta a chi è avvezzo al rischio e va adeguatamente relazionata alle dimensioni del vostro portafoglio, nell’ambito di una corretta diversificazione dei propri asset.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.