Diageo investirà altri 400 milioni di euro nella nuova birreria irlandese di Littleconnell, dedicata alla Guinness. Il piano sull’isola sfiora il miliardo tra 2020 e 2029.
Il gruppo Diageo, proprietario del marchio Guinness, ha annunciato un ulteriore stanziamento da 400 milioni di euro per il sito produttivo di Littleconnell, nella contea irlandese di Kildare. La cifra si aggiunge ai circa 300 milioni già spesi per il primo stabilimento inaugurato sul posto e, considerando anche gli interventi previsti nello storico stabilimento di St James’s Gate a Dublino e nell’impianto di confezionamento di Belfast, il piano industriale del gruppo sull’isola sfiorerà il miliardo di euro nel periodo 2020-2029.
La birreria appena inaugurata a Littleconnell è stata costruita su un terreno agricolo di circa 16 ettari in meno di 18 mesi ed è alimentata interamente da energia elettrica rinnovabile. L’impianto ospiterà la produzione di birre a bassa e alta fermentazione, con marchi come Rockshore, Harp, Smithwick’s e Kilkenny, oltre a birre prodotte su licenza come Carlsberg. A pieno regime potrà produrre due milioni di ettolitri all’anno, diventando il secondo polo produttivo per dimensioni in Irlanda dopo lo storico St James’s Gate di Dublino. Il cantiere ha coinvolto circa 650 lavoratori. A regime, l’attività impiegherà invece poco più di 50 figure specializzate a tempo indeterminato.
La nuova fabbrica da 400 milioni: produzione interamente dedicata alla Guinness
Il secondo capitolo del piano riguarda la cosiddetta “Brewery 2”, una nuova struttura per la quale Diageo ha già ottenuto le autorizzazioni urbanistiche sullo stesso sito di Littleconnell. I lavori dovrebbero iniziare entro l’anno e completarsi nell’arco di un triennio. L’impianto raddoppierà la capacità complessiva del polo e sarà interamente destinato alla produzione della Guinness e della variante analcolica Guinness 0.0, indirizzate soprattutto ai mercati esteri.
Quando nel 2022 il gruppo annunciò per la prima volta l’investimento, l’obiettivo dichiarato era liberare spazio a St James’s Gate per la birra stout, ma il progetto si è poi evoluto in un secondo stabilimento autonomo. La produzione destinata ai mercati irlandese, britannico e statunitense continuerà a uscire dallo storico sito dublinese, come ha precisato Colin O’Brien, responsabile della fornitura globale di birra del gruppo.
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Una situazione finanziaria delicata tra vendite in calo e dazi USA
L’accelerazione degli investimenti irlandesi arriva in un momento delicato per Diageo. I risultati trimestrali pubblicati la scorsa settimana ha mostrato un netto calo dei ricavi in Nord America, un’area considerata strategica per il gruppo. I dazi statunitensi pesano sui conti, ma la società punta a contenerne l’impatto sui consumatori finali attraverso le efficienze produttive del nuovo polo.
Il nuovo CEO Dave Lewis, reduce da un passato in Unilever e Tesco e con una rinomata reputazione legata al taglio dei costi, presenterà ad agosto la nuova strategia di rilancio per il colosso della birra irlandese. La conferma del piano da un miliardo di euro segnala che la Guinness resterà al centro del portafoglio Diageo, smentendo le voci circolate sotto la precedente gestione su un possibile scorporo del marchio dal resto del gruppo.
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