L’elettrico fallisce in America: perché le Big Three pagano caro il ritorno al passato.
Oltre 50 miliardi di dollari in tre: Ford, General Motors e, da ultima, Stellantis hanno contabilizzato perdite e svalutazioni pesantissime per la ruvide transizione dalle ambizioni a tutto campo sull’elettrico a una fase più realistica.
Parliamo di tre case che compiono questo accelerato bagno di realtà per motivi molto concreti: rappresentano l’auto americana, ovvero il comparto che più è stato toccato a livello globale dalle svolte politiche del 2025.
Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump ha sancito la fine dell’età dell’espansione dell’elettrico americano e degli incentivi di Joe Biden, ha cambiato la narrazione industriale, ha messo in dubbio, prima che la Commissione Europea facesse lo stesso, la certezza che entro la metà del prossimo decennio il parco auto sarebbe andato, in Occidente, sempre e comunque a trazione elettria. In un certo senso ha ammesso la sconfitta dell’Occidente contro la Cina di Byd e altre case concorrenti: le aziende dell’auto, forti di margini industriali ridotti e della necessità di fare economie di scala, non sono riuscite nonostante dazi, sussidi, mercati condizionati in loro favore a prendere lo slancio. Per le case che operano in America questo ha imposto di prendere il toro per le corna: profonde ristrutturazioni interne, riorganizzazioni di linee, smantellamento di progetti ritenuti obsoleti. [...]
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