La rivoluzione di Cloudflare. L’intelligenza artificiale dovrà pagare i siti web o verrà bloccata

Pasquale Conte

5 Luglio 2026 - 00:15

A partire dal prossimo 15 settembre, Cloudflare bloccherà l’AI che non paga gli editori di siti web per raccogliere informazioni. Ecco tutti i dettagli.

La rivoluzione di Cloudflare. L’intelligenza artificiale dovrà pagare i siti web o verrà bloccata

Cloudflare ha appena annunciato una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri di internet e dell’intelligenza artificiale. A partire dal 15 settembre, le piattaforme appena registrate continueranno a consentire ai motori di ricerca di indicizzare le loro pagine ma, per impostazione predefinita, verrà bloccato l’addestramento dei modelli di AI da un qualsiasi spazio in rete che contiene inserzioni pubblicitarie.

Una regola potenzialmente rivoluzionaria, che si applica anche ai bot che combinano in un unico strumento attività di ricerca, addestramento e gestione degli annunci. Se un crawler non consente al proprietario di un sito di separare queste funzioni, verrà bloccato. Queste novità si applicano sia ai nuovi clienti sia ai nuovi siti dei già clienti, oltre che agli utenti gratuiti che non hanno modificato le proprie impostazioni.

I motivi dietro la decisione

Cloudflare ha deciso di imporre questa nuova regola basandosi su alcuni dati. Da quanto emerso, i bot generano oggi più della metà di tutto il traffico web. Si tratta di un traguardo importante, raggiunto prima del previsto. L’amministratore delegato di Cloudflare Matthew Prince ha affermato che la maggior parte del traffico internet ormai non è più umano e dunque è necessario agire.

È proprio per questo che la maggior parte dei siti desidera apparire nei risultati di ricerca basati sull’intelligenza artificiale. Ma la scansione per venire indicizzati alimenta un modello che poi risponde direttamente all’utente, riducendo drasticamente i clic e i ricavi pubblicitari che dovrebbero arrivare all’editore.

Cloudflare ha accusato Google di tutto questo. Il suo Googlebot combina l’indicizzazione con l’addestramento dell’AI. Un modus operandi che dà a Google un accesso ai dati circa doppio rispetto alle aziende concorrenti nello stesso settore.

Il sistema del pagamento

Questo blocco iniziale è solo uno dei punti che fanno parte del più ampio piano di Cloudflare. L’azienda sta trasformando il suo sistema di pagamento in un Pay Per Use. Cosa vuol dire? Che gli editori verranno pagati quando i loro contenuti contribuiranno a generare una risposta basata sull’intelligenza artificiale, non solo quando vengono recuperati dai chatbot.

Cloudflare sta anche introducendo una dashboard che darà modo agli editori di monitorare quali bot sfruttano i contenuti pubblicati e quanto poco traffico queste aziende restituiscono. L’intero sistema prende il nome di Answer Engine Optimization, l’erede della SEO nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Questa mossa rappresenta il più grande tentativo di evitare una crisi globale dei siti web vista fino ad ora. Alcuni economisti hanno iniziato a ipotizzare un collasso del web gratuito se gli equilibri non verranno ristabiliti, visto che le sole panoramiche AI di Google hanno ridotto i clic in uscita di circa il 40%.