Intavolare molteplici partnership con altre case automobilistiche e affidarsi a metodi di produzione innovativi. Sono questi i due pilastri della strategia che intende adottare Nissan per ridurre i costi di produzione dei suoi veicoli elettrici del 30%, in modo tale da rispondere in maniera efficace alla crescente minaccia dei competitor cinesi.
Il brand giapponese, che può contare su un’alleanza di lunga data con la francese Renault, ha annunciato pochi giorni fa un’intesa con la connazionale Honda e potrebbe non fermarsi qui. Anche perché Nissan sta lottando con il calo delle vendite oltre la Muraglia in un momento complicato per l’intero settore dell’automotive, tra l’aspra concorrenza e le difficoltà nel costruire veicoli redditizi alimentati da batterie a prezzi accessibili.
In ogni caso, con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia, Nissan – con vendite annuali inferiori ai 4 milioni di veicoli - ha diffuso un piano aziendale che dovrebbe spiegare come la casa nipponica potrebbe finanziare i costi dello sviluppo di nuove tecnologie e sopravvivere alla transizione verso gli EV. In particolare, la strategia mira ad incrementare le vendite annuali di circa 1 milione di unità entro il 2026.
Il piano di Nissan
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Nissan lancerà 30 modelli nei prossimi tre anni, circa la metà dei quali saranno veicoli elettrici, auto ibride plug-in e altre versioni elettrificate. In Cina, il brand nipponico prevede di lanciare otto di questi veicoli e di iniziare ad esportare le auto prodotte nel Paese a partire dal prossimo anno. Negli Stati Uniti, invece, l’obiettivo è quello vendere circa 165.000 veicoli in più nell’anno fiscale 2026 rispetto al 2023. Nissan vuole anche che l’India diventi un hub fondamentale per le esportazioni delle sue automobili. La casa automobilistica intende inoltre sviluppare un veicolo elettrico alimentato dalla tecnologia emergente delle batterie a stato solido nell’anno fiscale 2028.
Nonostante una certa ripresa della performance finanziaria, il gruppo ha fin qui dovuto affrontare le critiche degli investitori per non aver affrontato la rapida transizione ai veicoli elettrici in Cina. Pure negli Stati Uniti, l’altro grande mercato rilevante, Nissan non è riuscita a beneficiare del boom delle vendite di veicoli ibridi a causa della mancanza di offerte in questa categoria.
“Non possiamo continuare a crescere con il modo attuale di fare le cose. È importante avere il coraggio di trasformare l’azienda. Non possiamo farcela da soli,” ha dichiarato l’amministratore delegato di Nissan, Makoto Uchida. Il gruppo manterrà la sua alleanza a lungo termine con Renault e Mitsubishi Motors in alcuni mercati come Europa, Sud-Est asiatico e America Latina. È tuttavia in dubbio il futuro della partnership trilaterale dopo che la casa automobilistica francese ha ridotto la sua partecipazione in Nissan portandola dal 43% al 15%.
La risposta all’automotive cinese
Uchida ha dichiarato che Nissan cercherà nuovi partner in Giappone e negli Stati Uniti con i quali collaborare per rimanere un importante attore globale. “Dobbiamo avere la flessibilità necessaria per adattarci a tutto ciò che potrebbe accadere in futuro”, ha spiegato. Nissan prevede di rendere i veicoli elettrici più convenienti ma comunque redditizi, sviluppando cinque modelli in un solo gruppo, integrando componenti, tagliando i costi di approvvigionamento e facendo avanzare la tecnologia delle batterie. Vuole poi rendere il costo di produzione dei veicoli elettrici uguale a quello dei veicoli tradizionali con motore a combustione entro l’anno fiscale 2030.
Quest’anno, intanto, i veicoli elettrici fabbricati in Cina costituiranno più di un quarto delle vendite di veicoli elettrici in Europa, con una quota in aumento di oltre il 5% rispetto al 2023. Secondo la European Federation for Transport and Environment (T&E), circa il 19,5% dei veicoli elettrici a batteria venduti nell’Ue lo scorso anno provenivano dalla Cina; quasi un terzo delle vendite in Francia e Spagna erano costituite da EV spediti dal Paese asiatico.
La quota di veicoli made in China nel Vecchio Continente dovrebbe aumentare fino a poco più del 25% nel 2024, visto che i marchi come BYD accelerano la loro espansione globale. Nissan (e soci) sono avvertiti. Basterà un piano come quello proposto dall’azienda giapponese per arginare l’onda cinese?