Quinta rapina, moglie picchiata in negozio con la figlia dentro, lui spara perché pensa gliel’abbiano portata via. La difesa non è di destra né di sinistra. È di chi resta solo. E la riforma della giustizia non la sfiora nemmeno.
Grinzane Cavour, 28 aprile 2021.
Gioielleria di famiglia. Dentro ci sono la moglie e la figlia. Entrano in tre a volto coperto. È la quinta rapina violenta che Mario Roggero, 72 anni adesso, subisce nello stesso negozio.
La moglie viene picchiata, minacciata con una pistola. Lui prende l’arma. I rapinatori scappano. Lui non vede più la moglie in negozio. Pensa che l’abbiano portata fuori, sequestrata.
Esce e spara. Due morti, un ferito.
Primo grado: 17 anni. Appello a Torino: 14 anni e 10 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio.
Legittima difesa negata.
La Corte dirà che al momento degli spari non c’era più un pericolo attuale. I rapinatori fuggivano. Niente art. 52, solo eccesso colposo ex art. 55 che diventa dolo eventuale e quindi omicidio volontario.
Tecnicamente ineccepibile. Umanamente insostenibile. La legge chiede a un uomo di 72 anni che ha appena visto la moglie a terra alla quinta rapina di fare un check di realtà in tre secondi. Una lucidità che esiste solo nei manuali.
Abbiamo svenduto la sicurezza alla politica. Se la invoca la destra è propaganda, se la invoca la sinistra è fascismo. In mezzo resta chi abbassa la serranda prima.
La sicurezza non è di destra né di sinistra. È pre-giuridica. È la condizione che rende possibile ogni altro diritto. Senza di essa non c’è libertà d’impresa, non c’è inviolabilità del domicilio.
Il 22 e 23 marzo 2026 abbiamo votato la riforma Nordio: separazione delle carriere, due CSM, Alta Corte Disciplinare. Una riforma sull’ordinamento giudiziario.
Non una riga sull’art. 52. Non una riga sulla legittima difesa domiciliare. Non una riga sulla proporzione delle pene.
Non avrebbe salvato Roggero di un giorno.
E la percezione resta devastante: 14 anni a un artigiano di 72 anni che credeva gli avessero rapito la moglie, e 5 anni, come leggiamo nelle cronache, a chi stupra e mette incinta una bambina di 10 anni.
Per Roggero si avvia l’istruttoria per la grazia. Il Quirinale risponde: la grazia spetta solo al Presidente della Repubblica e richiama il Ministro sui limiti delle sue attribuzioni.
Corretto. Peccato che il 18 febbraio 2026, su proposta favorevole dello stesso Ministro, il Presidente Mattarella abbia concesso la grazia a Nicole Minetti per gravi motivi familiari.
Nessuno contesta la pietas. Si contesta il metro. Il sistema sa essere umano e comprensivo quando riguarda chi viene dal potere. Diventa granitico e formalista quando riguarda chi ha subito cinque rapine e ha visto la moglie a terra.
Finché la clemenza sembra più accessibile a chi ha avuto un passato in Regione che a chi ha avuto cinque pistole puntate in faccia nel suo negozio, non stupitevi se la gente pensa che questa giustizia condanni troppo chi si difende e troppo poco chi delinque.