La RAI assume giovani diplomati anche senza esperienza. Le posizioni aperte e i requisiti

Laura Pellegrini

8 Aprile 2026 - 17:57

Nuove opportunità di lavoro per i giovani con meno di 30 anni in RAI: si cercano tecnici di produzione e programmisti multimediali anche senza esperienza.

La RAI assume giovani diplomati anche senza esperienza. Le posizioni aperte e i requisiti

La RAI è sempre alla ricerca di nuovi talenti da inserire nelle sedi di tutta Italia: recentemente è stato pubblicato un avviso di selezione di giovani under 30 anche senza esperienza da assumere con contratto di apprendistato professionalizzante finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato. Le posizioni aperte sono 36 in totale, dislocate nelle diverse regioni italiane: si tratta di 27 programmisti multimediali e 9 tecnici di produzione per sedi regionali. Ancora aperto anche il bando per la selezione di professori d’orchestra.

Quali sono i requisiti e come si svolgeranno le prove per la selezione di nuove figure giovani da inserire in RAI? Ecco tutte le informazioni necessarie per chi vuole candidarsi.

Nuove assunzioni in RAI: requisiti e posizioni aperte

Come specificato nell’avviso di selezione, sono 36 le posizioni aperte in RAI: 27 delle quali per programmisti multimediali e 9 per tecnici di produzione. I programmisti verranno suddivisi tra le sedi di Roma e Milano (è necessario specificare la propria preferenza in fase di presentazione della domanda), mentre i tecnici verranno inseriti nelle sedi di Venezia, Aosta, Campobasso e Genova.

Per candidarsi a queste posizioni è generalmente richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

  • un’età compresa tra i 18 e i 29 anni e 364 giorni;
  • il possesso del diploma di scuola superiore (diploma quinquennale);
  • la patente di guida di categoria B.

Per entrambi i profili è previsto un inserimento con contratto di apprendistato professionalizzante con finalità di assunzione a tempo indeterminato.

Di cosa si occupa il programmista multimediale

Il programmista multimediale in RAI è una figura professionale ibrida che unisce competenze editoriali, creative e tecniche per la realizzazione di contenuti destinati alla televisione, al web e alle piattaforme social. In altre parole, questa figura si occupa della progettazione e della realizzazione del prodotto audiovisivo nella sua interezza.

Le mansioni principali comprendono: ideazione, proposte, impostazione, preparazione e realizzazione di prodotti/contenuti, anche coordinando la ripresa e curando il montaggio, l’edizione e la messa in onda, la stesura di testi effettuando prestazioni in audio e in video, ecc. Il programmista deve poi saper azionare dalla regia telecomandi di apparati di emissione e registrazione e raccogliere i dati per il rapporto artistico di fine trasmissione.

Il programmista multimediale è quindi il responsabile creativo e operativo che trasforma un’idea in un contenuto finito e pronto per la messa in onda o la pubblicazione online.

Di cosa si occupa il tecnico di produzione

Il tecnico di produzione in RAI, invece, si occupa della gestione, dell’installazione e della manutenzione di tutti gli apparati tecnologici necessari per realizzare e trasmettere i programmi.

Prima della messa in onda o della registrazione, quindi, il tecnico deve preparare e gestire telecamere, mixer video, banchi audio e sistemi di illuminazione sia in studio che in esterna (es. per eventi sportivi o news). Durante le registrazioni o la diretta, invece, monitora i segnali audio e video per assicurarsi che rispettino gli standard tecnici aziendali. Al termine gestisce le stazioni di editing video e i server dove vengono archiviati i girati.

Il tecnico di produzione è la figura che trasforma l’idea editoriale in un segnale elettronico pulito e stabile, pronto per arrivare sugli schermi o sui dispositivi degli utenti.

Come si svolge la selezione

Le selezioni per tecnici della produzione e programmisti multimediali in RAI seguono un iter standardizzato, volto a verificare sia la preparazione tecnica che le attitudini personali dei candidati. Trattandosi di una selezione di candidati anche senza esperienza, viene dato maggior peso al potenziale dei candidati stessi e ai loro titoli di studio.

Se il numero di domande è particolarmente elevato (come accade quasi sempre), la RAI effettua una prima scrematura online tramite un test preselettivo con domande di cultura generale, logica (deduttiva, numerica, verbale) e quesiti sulle materie specifiche del ruolo.

I candidati che avranno superato la selezione iniziale potranno procedere con la seconda fase di selezione in presenza, ovvero:

  • per i tecnici è previsto un test su elettronica, elettrotecnica, informatica, segnali audio/video e sistemi di ripresa;
  • per i programmisti, invece, un test su linguaggio audiovisivo, storia del cinema/TV, tecniche di montaggio, social media management e cultura editoriale.

Infine, si svolgono dei colloqui tecnici e conoscitivo-motivazionali per valutare le motivazioni, la capacità di lavorare in team, la resistenza allo stress (fondamentale in diretta) e la conoscenza della lingua inglese dei candidati. Al termine delle prove viene stilata una graduatoria di merito per ogni sede regionale messa a bando.

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