La Putinomics spicca il volo: come è cambiato il modello economico della Russia

Federico Giuliani

02/07/2024

I salari reali stanno aumentando rapidamente grazie alle condizioni molto dinamiche del mercato del lavoro; di pari passo la disoccupazione è al 2,8%, al minimo record post-sovietico.

La Putinomics spicca il volo: come è cambiato il modello economico della Russia

Lo scoppio della guerra in Ucraina ha cambiato radicalmente l’economia della Russia. Non solo perché Mosca, in seguito all’operazione militare contro Kiev, è stata tagliata fuori dalle relazioni commerciali con l’Occidente (leggi: Europa), ma anche perché Vladimir Putin è stato costretto a trovare nuovi partner con i quali commerciare nel tentativo di annullare l’effetto delle sanzioni internazionali che hanno colpito a raffica il Cremlino.

È così che il governo russo ha iniziato ad investire massicciamente nel suo comparto industriale militare – per sostenere, ovviamente, lo sforzo dell’esercito sul territorio ucraino – ma anche in altri settori. Sarebbe infatti riduttivo accendere i riflettori soltanto sull’ “economia di guerra” di Mosca, visto che Putin ha anche lanciato, nel 2021, il piano “Progetti Nazionali 2.0” con il chiaro obiettivo di investire anche nell’economia civile, migliorare la quotidianità dei cittadini russi e aumentare la competitività della Russia nel mercato globale.

La cosiddetta Putinomics, l’economia diretta da Putin, è dunque cambiata radicalmente rispetto al passato, quando poggiava per lo più su due pilastri: l’accumulo di enormi riserve (che superavano i 600 miliardi di dollari prima della guerra) e il mantenimento del debito ridicolmente basso. Il tempo dell’austerità è terminato. In seguito allo scoppio della guerra, Mosca ha iniziato ad avere un deficit di bilancio per la prima volta in due decenni e a spendere pesantemente.

Il finanziamento degli investimenti fissi statali è avvenuto e sta avvenendo attraverso l’emissione di buoni del Tesoro OFZ del Ministero delle Finanze a “investitori amichevoli” o attraverso l’utilizzo del gigantesco pool di liquidità di 19 trilioni di rubli nel settore bancario nazionale.

La nuova Putinomics

La guerra in Ucraina si stia paradossalmente trasformando in un vantaggio per i russi, almeno dal punto di vista economico. Un esempio: all’ombra del Cremlino il Despair Index, ossia l’indice della disperazione coniato dal portale bne Intellinews per fotografare le difficoltà riscontrate dai Paesi emergenti durante periodi di crisi, che somma i valori relativi a inflazione, disoccupazione e povertà, lo scorso marzo ha fatto registrare il punteggio di 19,7, il migliore di sempre, contro la debacle dell’Ucraina, che ha invece totalizzato un quasi record negativo (61,3).

Nel 2023, ha sottolineato Reuters, l’economia del Cremlino ha iniziato a prosperare quando Putin ha messo la Russia sul piede di guerra, e quando tutti questi indicatori sono diminuiti drasticamente. L’inflazione è ancora elevata, ma ad aprile era pari al 7,8% ed appariva molto più gestibile rispetto al passato. Anche la povertà è scesa al 9,3%, e dovrebbe ulteriormente scendere, andando al di sotto dell’8% nell’ambito del rinnovato e citato programma Progetti Nazionali.

E non è finita qui perché l’economia è in forte crescita e i salari reali stanno aumentando rapidamente grazie alle condizioni molto dinamiche del mercato del lavoro; di pari passo la disoccupazione è al 2,8%, al minimo record post-sovietico.

Per la cronaca, secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale l’economia russa ha superato il Giappone diventando la quarta economia mondiale in termini di parità di potere d’acquisto (PPA), dietro a Cina, Stati Uniti e India.

Come sta l’economia di Mosca

Tra le altre novità, Putin ha proposto di introdurre un sistema di aliquote progressive di imposta sul reddito, che incentivi le imprese a investire nello sviluppo e nella realizzazione di progetti infrastrutturali e sociali, oltre che di estendere il periodo di pianificazione del bilancio da tre a sei anni per migliorare la pianificazione a lungo termine delle finanze statali.

In tutto ciò, ha spiegato Foreign Policy, il relativo successo economico della Russia sembra essere il risultato della decisione di orientare l’economia russa verso il sostegno militare, in un intreccio che potrebbe intensificarsi sotto il nuovo ministro della Difesa Andrei Belousov.

Attenzione però, perché il The Moscow Times ha riferito che a maggio il ritmo dell’inflazione è aumentato, mentre alcuni funzionari russi hanno fatto presente che l’enorme spesa pubblica per sostenere l’offensiva militare contro l’Ucraina sta surriscaldando l’economia nazionale.

L’aumento della spesa pubblica, in particolare, ha sostenuto l’economia russa nonostante la raffica di sanzioni occidentali, ma ha anche innescato un’impennata dei prezzi e una carenza di manodopera in molti settori non collegati alla campagna.

A maggio l’inflazione era all’8,3% su base annua, il tasso più alto da febbraio 2023, e in aumento rispetto al 7,8% di fine aprile e molto al di sopra dell’obiettivo ufficiale di inflazione del Paese del 4,0%. I rapidi aumenti dei prezzi hanno esercitato pressioni sulla Banca Centrale russa e sulla possibilità che questa aumentasse i tassi di interesse per tenere l’inflazione sotto controllo.

La scorsa settimana la stessa Banca ha aumentato il tasso di interesse di riferimento al 16%, ma ha riferito che potrebbe aumentare i costi di finanziamento se il ritmo dell’aumento dei prezzi non dovesse rallentare.

La Russia è davanti al Giappone: l’economia di Mosca è la quarta più grande al mondo (in termini di PPP)

Argomenti

# Russia
# Guerra