La Corea del Sud alle prese con il problema del porno-spionaggio

Federico Giuliani

08/12/2023

Lo scandalo che ha coinvolto il calciatore Hwang Ui-jo accende i riflettori su un vecchio problema sociale che affligge la Corea del Sud. Il fenomeno molka.

La Corea del Sud alle prese con il problema del porno-spionaggio

Hwang Ui-jo è un calciatore sudcoreano, attaccante del Norwich City, club che milita in Championship, la serie B inglese, nonché presenza fissa della nazionale della Corea del Sud. Il nome del giocatore è appena finito sulle pagine di tutti i giornali sportivi del mondo. Non per un gol segnato o qualche trofeo alzato al cielo, bensì per un presunto, grave scandalo che minaccia di lederne l’immagine.

Il 31enne è stato infatti accusato di aver registrato un sextape della sua ex ragazza, senza il consenso dell’allora consorte, l’attrice e cantante Hyomin, del famoso gruppo KPop T-ARA. Il video, che ritrae la coppia in atteggiamenti intimi, a giugno è in qualche modo finito su vari siti sudcoreani.

I due si erano lasciati lo scorso marzo. Hwang nega di aver condiviso il filmato, e sostiene che la clip sia stata registrata con il consenso dell’ex ragazza. Le indagini sono tutt’ora in corso e, al netto del caso specifico, l’episodio accende i riflettori su una piaga particolarmente diffusa in Corea del Sud: quella del porno-spionaggio, concetto come vedremo declinabile in più forme.

Porno-spionaggio video diffusi in rete

La vicenda riguardante Hwang sembrerebbe rientrare nella casistica sopra menzionata. In attesa dell’esito delle indagini, il team legale del giocatore ha dichiarato che “i video trapelati (sarebbero almeno due ndr) sono stati girati dopo che lui aveva raggiunto un accordo con la sua ex fidanzata. Hwang è stato ricattato costantemente dal 7 maggio 2023”.

In sostanza, un gruppo criminale gli avrebbe rubato il telefono e, dopo averlo ricattato, avrebbe diffuso i suoi video personali. “Il ricattatore ha diffuso illegalmente video di Hwang e della sua ex fidanzata e, anche se al momento non possiamo essere sicuri che si tratti della stessa persona, c’è stata una diffusione indiscriminata di informazioni e richieste finanziarie”, hanno proseguito i legali del giocatore.

I precedenti di scandali più o meno simili non mancano. Nel 2019, ad esempio, il cantante Jung Joon-young è stato arrestato dopo aver ammesso di essersi filmato mentre faceva sesso con varie donne, e di aver pubblicato le immagini senza il loro consenso. Ma il fenomeno dei video hard diffusi nella rete non riguarda soltanto i personaggi dello spettacolo e dello sport. Al contrario, le vittime principali sono i cittadini comuni. O meglio le cittadine.

Il fenomeno molka

La Bbc l’ha definita spy cam porn epidemic, un’epidemia di pornografia realizzata attraverso l’utilizzo illecito di microcamere. I riflettori si sono accesi sul fenomeno nel 2019, quando due uomini sono stati arrestati per aver filmato circa 1.600 ospiti di camere d’albergo e aver mandato in onda, live, lo streaming di quanto i malcapitati stessero facendo sopra o sotto le coperte.

Le telecamere usate – inserite praticamente in ogni anfratto - erano piccolissime, dotate di lenti di un millimetro. I filmati, oltre 800, sono stati trasmessi tramite server stranieri. Avevano fruttato qualcosa come decine e decine di migliaia di dollari. Da quel momento in poi, i media internazionali hanno iniziato a parlare del fenomeno molka, termine coreano impiegato per riferirsi all’uso voyeuristico di telecamere nascoste, installate segretamente e illegalmente in bagni e camere, per catturare immagini e video.

I numeri sono impressionanti. Nel 2017, nel Paese asiatico sono stati segnalati alla polizia più di 6.400 casi di filmati ottenuti senza il consenso delle persone riprese (4000 in più rispetto al 2012). Considerando il periodo compreso tra il 2013 e il 2018 , gli episodi superano i 30mila casi. Ebbene, queste violazioni endemiche della privacy hanno traumatizzato le donne sudcoreane.

Telecamere spia

Ogni anno vengono denunciati alla polizia migliaia di casi simili, e l’80% delle vittime sono donne. Il più delle volte tutto finisce però con un buco nell’acqua e pene minime per i trasgressori, come il pagamento di una multa, salvo dovute eccezioni.

La quarta economia più grande dell’Asia, la Corea del Sud, è orgogliosa delle sue capacità hi-tech, da Internet ultraveloce agli smartphone all’avanguardia. Questi progressi hanno tuttavia dato origine a un esercito di guardoni esperti di tecnologia, dediti alla condivisione di video spy porn, girati illegalmente, in chat room o su siti di condivisione di file.

Le microtelecamere sono solite venir nascoste, oltre che all’interno di stanze di hotel e bagni pubblici, anche nei dispositivi di uso quotidiano, come orologi e allarmi antincendio. Sebbene tutti i produttori di smartphone venduti nel Paese siano tenuti a garantire che i loro dispositivi emettano un forte rumore quando scattano foto - una mossa pensata per frenare le riprese nascoste - molti trasgressori utilizzano app speciali che disattivano l’audio. Oppure si rivolgono a telecamere spia ultra moderne, da piazzare all’interno di occhiali, accendini, orologi, chiavi della macchina e persino cravatte.