A migliaia di chilometri da Washington, Pechino e Mosca, la sfida tra potenze si si sta surriscaldando, nel luogo più freddo del pianeta. La competizione geopolitica tra le grandi potenze mondiali, Stati Uniti, Cina e Russia passa infatti dall’Antartide, che non è solamente la terra dei pinguini, ma molto di più. Ampiamente sottovalutata, quest’area geografica del mondo rappresenta altresì un nodo cruciale nell’ottica della sfida per l’egemonia globale.
Come osserva Elizabeth Buchanan, co-direttore del Progetto 6633 presso il Modern War Institute dell’Accademia militare di West Point, nonché Senior Fellow presso l’Australian Strategic Policy Institute in un’analisi pubblicata sulla prestigiosa rivista Foreign Affairs, non solo il cambiamento climatico sta modificando «irreversibilmente l’ambiente fisico del continente», ma anche la politica dell’Antartide sta cambiando rapidamente poiché la «competizione tra le grandi potenze e la crescente domanda di risorse l’hanno portata in cima all’agenda globale».
Da rimarcare inoltre una differenza fondamentale con l’Artico: quest’ultimo non ha un sistema di trattati, mentre l’Antartide sì. Inoltre, il Polo Nord è demanio marittimo, mentre il secondo è una massa continentale.
Le mire di Teheran e Pechino sul Polo Sud
Lo scorso autunno, nota Buchanan nella sua analisi, Shahram Irani, comandante della marina iraniana, ha annunciato che Teheran aveva intenzione di costruire una base permanente in Antartide, arrivando addirittura a sostenere che l’Iran in qualche modo aveva “diritti di proprietà” sul Polo Sud. Il nostro piano futuro è quello di issare con orgoglio la bandiera iraniana in Antartide e intraprendere sforzi di collaborazione militare e scientifica in quella regione”, ha detto Irani al canale televisivo IRIB TV1 durante un programma per celebrare l’anniversario della guerra irachena del 1980-88 contro l’Iraq. Poi, a novembre, la più grande flotta antartica mai messa in piedi dalla Cina - con 460 marinai - è giunta sul Continente per costruire la quinta stazione di ricerca del Paese.
La stazione è stata completata a febbraio, dopo tre mesi di lavoro, e c’è il sospetto che il sito possa ospitare attività militari. Come osserva infatti Foreign Affairs, secondo il Trattato sull’Antartide, entrato in vigore nel 1961, nel Continente sono autorizzate soltanto attività pacifiche. Sono vietati, fra l’altro, tutti i provvedimenti di carattere militare, come l’insediamento di basi, la costruzione di fortificazioni, manovre ed esperimenti di armi di qualsiasi genere. L’Italia vi ha aderito il 18 marzo del 1981. Allo stato attuale, 50 Paesi sono parti contraenti del Trattato, e di questi solo 27 sono Parti consultive (con diritto di voto e di veto in quanto tutte le decisioni del Trattato devono essere prese con l’unanime consenso delle Parti consultive). Ora quella coesistenza pacifica, in un’era di crescente multipolarismo e tensioni geopolitiche globali, rischia di rimanere soltanto un ricordo.
L’Antartide, infatti, fa gola a tutte le maggiori potenze mondiali: innanzitutto offre la possibilità di raggiungere gli oceani (Atlantico, Indiano e Pacifico) e vanta importanti giacimenti di minerali preziosi, petrolio e gas naturale. Quanto alla Cina, Pechino vuole essere uno dei principali attori scientifici in Antartide, in linea con il suo status emergente di grande potenza, ha affermato il professor Marc Lanteigne, docente di scienze politiche all’Università di Tromso, l’Università Artica della Norvegia, allo Straits Times. “Allo stesso tempo, potrebbe potenzialmente gettare le basi per un aumento delle attività economiche nel caso in cui la situazione giuridica nella regione dovesse cambiare nei prossimi decenni”, ha detto il professor Lanteigne allo Straits Times.
La Cina ha affermato che la stazione Qinling, situata su un’isola prima disabitata, precedentemente, nel Mare di Ross, “contribuirà alla comprensione scientifica dell’Antartide da parte dell’umanità”. Sarà anche una piattaforma per l’esplorazione scientifica congiunta tra la Cina e altri paesi e promuoverà lo sviluppo pacifico e sostenibile nella regione, ha aggiunto Pechino. Tuttavia, secondo il Center for Strategic and International Studies, un think tank americano, la Cina potrebbe anche svolgere attività d’intelligence ai danni di Australia e Nuova Zelanda, i due Paesi più vicini. Secondo il media statale cinese China Daily, la stazione di Qinling, di 5.244 metri quadrati, può ospitare 80 persone in estate e 30 in inverno. Si trova inoltre a circa 200 miglia dalla stazione McMurdo degli Stati Uniti , la base più grande del continente ghiacciato. Secondo il rapporto del Dipartimento della Difesa, la strategia della Cina per l’Antartide si basa«tecnologie a duplice uso» – strutture apparentemente scientifiche ma che migliorano anche le capacità militari del Paese.
La presenza della Russia
Anche la Federazione russa è presente in Antardide grazie a cinque stazioni di ricerca. La più famosa è la Vostok Station, voluta dall’Unione Sovietica nel 1957 e recentemente rinnovata. Lo scorso gennaio, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la stazione di ricerca è «una delle più moderne e attrezzate» del continente. "Fino a poco tempo fa, le condizioni della stazione erano molto modeste, si potrebbe dire, lontane dal livello di comfort moderno.
Ora la situazione è cambiata, le capacità della stazione sono aumentate. Oggi è una delle più moderne e attrezzate dell’Antartide«, ha detto Putin durante la cerimonia, alla quale ha partecipato anche il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.»La nuova stazione rafforzerà la cooperazione tra scienziati di diversi Paesi, diventerà una piattaforma aperta per risolvere problemi urgenti nel campo dello studio della natura e dell’ambiente e, naturalmente, promuoverà programmi di innovazione scientifica congiunti nel quadro dello Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia", ha aggiunto.
Ma mentre la cooperazione tra Mosca e Pechino si rafforza anche a queste latitudini, anche nell’Antartide i rapporti tra l’occidente e Mosca sono pessimi. Gli Stati Uniti, il mese scorso, hanno infatti imposto sanzioni a una nave russa che ha condotto indagini estensive su petrolio e gas nell’Oceano Meridionale dell’Antartide. Anche nel continente ghiacciato non c’è pace, anche se siamo a migliaia di chilometri dall’Ucraina e da Gaza. E nel ghiaccio si formano le prime crepe che potrebbero stravolgere presto lo status quo durato decenni.