Classifica Sanità: il monitoraggio Lea incorona il Veneto come migliore Regione d’Italia. Seguono Emilia-Romagna e Toscana. Tutti i punteggi.
Se si volesse disegnare una mappa della sanità italiana, quali sono le Regioni in cui l’assistenza sanitaria è migliore? I dati ufficiali del Nuovo sistema di garanzia, che il ministero della Salute ha rilasciato riferiti all’anno 2024, monitorano l’adempimento dei Livelli essenziali di assistenza (i Lea). Attraverso i punteggi attribuiti alle diverse Regioni è possibile stilare una sorta di classifica per l’assistenza sanitaria, ricordando che i punteggi attribuiti regolano anche l’accesso a fondi premiali importanti per le amministrazioni locali.
La situazione che emerge dalle valutazioni è un divario netto tra il Centro-Nord e il Sud, che però conferma anche che il numero delle Regioni con assistenza insufficiente si è drasticamente ridotto.
Il podio dell’assistenza sanitaria
L’assegnazione dei punteggi incorona il Veneto come la Regione con la migliore sanità in Italia. Al secondo posto si piazza l’Emilia-Romagna, seguita dalla Toscana (che al precedente monitoraggio era seconda).
Si posizionano in ottime posizioni anche il Piemonte e la provincia autonoma di Trento (quarto e quinto posto). La Lombardia si piazza alla sesta posizione.
Quali sono le Regioni con la migliore assistenza sanitaria?
I punti attribuiti dal Nuovo sistema di garanzia valutano, attraverso 88 indicatori, la qualità delle cure erogate. Le tre macro aree in cui si suddividono gli 88 indicatori sono:
- prevenzione collettiva e sanità pubblica che include parametri come la copertura vaccinale nei bambini e l’efficacia delle campagne di screening oncologico;
- assistenza territoriale che analizza i farmaci (se sono stati prescritti appropriatamente) e la tempestività dei mezzi di soccorso;
- l’assistenza ospedaliera che monitora quanto i ricoveri siano efficaci, la percentuale dei parti cesarei e i tassi di mortalità a breve termine per patologie acute.
Tra i diversi comparti gli andamenti sono differenti: mentre la prevenzione ha un progresso omogeneo in tutta Italia, l’assistenza territoriale cresce soprattutto al Centro-Sud (anche se rispetto alle Regioni del Nord il divario è ancora pesante).
L’area ospedaliera è in ribasso su tutto il territorio nazionale, anche se gli standard qualitativi si mantengono elevati.
Per ogni macro area sono previsti un massimo di 100 punti: ogni Regione, quindi, può raggiungere un punteggio massimo di 300 punti. Nessuna Regione italiana raggiunge il massimo.
Di seguito la classifica completa con i punteggi di tutte le Regioni:
- Veneto: 288 punti
- Emilia-Romagna: 282 punti
- Toscana: 280 punti
- Piemonte: 272 punti
- Provincia Autonoma di Trento: 271 punti
- Lombardia: 270 punti
- Umbria: 254 punti
- Liguria: 250 punti (in crescita)
- Friuli Venezia Giulia: 248 punti
- Puglia: 242 punti
- Marche: 237 punti (in peggioramento)
- Lazio: 237 punti
- Abruzzo: 229 punti
- Valle d’Aosta: 213 punti
- Sardegna: 212 punti
- Campania: 209 punti
- Provincia Autonoma di Bolzano: 206 punti
- Basilicata: 205 punti
- Sicilia: 196 punti
- Molise: 192 punti
- Calabria: 189 punti
Poche insufficienze tra le Regioni
Nonostante in classifica alcune Regioni siano molto distanti da altre, si è registrato un balzo in avanti a livello globale. Le insufficienze passano da otto a tre: queste le Regioni che non riescono a raggiungere la sufficienza minima in almeno una delle macro aree. La Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia hanno carenze nel settore della prevenzione, mentre la Calabria non riesce a superare la soglia minima per l’assistenza distrettuale.
Tutte le altre Regioni, invece, riescono a garantire livelli minimi di prestazione in ogni comparto.