La classifica dei paesi europei dove la produzione industriale è crollata. L’Italia dove è?

Alberto De Pasquale

16/01/2025

I guai dell’industria italiana non sono una novità. La classifica dei paesi europei dove la produzione industriale è crollata da più mesi.

La classifica dei paesi europei dove la produzione industriale è crollata. L’Italia dove è?

Non si fermano i record negativi della produzione industriale italiana, che a novembre ha fatto registrare ancora una volta un calo su base annua: una tendenza ormai in atto da 22 mesi consecutivi, cioè da febbraio 2023.

La magra consolazione è stata la minima crescita rilevata nel confronto mensile, considerando il +0,3% rispetto a ottobre. La crisi però va avanti, spinta soprattutto dai problemi del settore automotive.

I guai dell’industria italiana non sono una novità. Da tempo viene sottolineato con preoccupazione il trend negativo, che mese dopo mese diventa sempre più pesante. Ma c’è di più: la produzione industriale di nessun altro paese europeo sta andando male per così tanto tempo come quella italiana.

Una crisi che perdura

Negli ultimi due anni la produzione industriale è risultata mediamente in calo nell’Eurozona. Prendendo in considerazione il 2023 e il 2024 (fino al mese di novembre, l’ultimo per il quale si hanno dati disponibili) e stando alle statistiche Eurostat, emerge che l’industria europea sta affrontando un periodo di calo nella produzione su base annua che va avanti da 19 mesi consecutivi (da maggio 2023). Nonostante ci siano diversi paesi che negli ultimi due anni hanno affrontato un momento positivo, come per esempio Cipro, Grecia e Malta, si tratta tuttavia di nazioni con una produzione industriale limitata e che non può certo trainare quella del continente. L’industria europea risulta in calo principalmente a causa delle evidenti difficoltà di Italia e Germania.

Sono proprio l’italiana e la tedesca le due principali economie europee maggiormente in affanno con la produzione industriale. In passato, la “locomotiva d’Europa” aveva prosperato anche grazie ai bassi tassi di interesse, all’energia a basso costo dalla Russia e alla forte domanda di export in Cina. Oggi invece la Germania si ritrova a essere il Paese europeo colpito più duramente dalla crisi industriale, con ripercussioni anche per l’Italia. Secondo un report dell’Ispi, al confronto con il 2019 Berlino ha perso oltre il 9% della propria produzione industriale, a livelli superiori rispetto a quelli di Francia (-5%) e Italia (-3,5%). In ogni caso, è la crisi industriale italiana quella che sta durando da più tempo in Europa.

Dove la crisi industriale è più intensa

Ecco la classifica che mette in luce i Paesi europei con il maggior numero di mesi consecutivi di calo nella produzione industriale:

  1. Italia: 22 mesi consecutivi di flessione per la produzione industriale.
  2. Estonia: 21 mesi di calo consecutivo.
  3. Slovenia: 19 mesi di flessione consecutiva (serie interrotta di recente).
  4. Germania e Austria: 18 mesi consecutivi di flessione.
  5. Belgio: 15 mesi consecutivi di calo (serie interrotta).
  6. Lettonia: 13 mesi consecutivi di flessione.
  7. Paesi Bassi: 12 mesi consecutivi di flessione.
  8. Spagna: al massimo 7 mesi consecutivi di calo.

Come precisato dall’Istat, l’industria italiana soffre principalmente a causa del settore della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (a novembre -15,5% rispetto all’anno precedente), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (-13,8%) e di quella di macchinari e attrezzature (-6,2%). Le prospettive non sono incoraggianti e il rischio è che la serie negativa italiana possa prolungarsi ulteriormente. Secondo un’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita realizzata dalla Banca d’Italia, nel quarto trimestre 2024 la quota di imprese che hanno espresso valutazioni negative sul futuro è stata del 30%, in aumento rispetto al 21% dell’indagine precedente.