Negli ultimi anni, il dibattito sull’economia cinese si è intensificato. Analisti e investitori hanno ripetutamente messo in discussione la sostenibilità della crescita del Paese, evidenziando segnali di rallentamento. Tuttavia, mentre le prospettive macroeconomiche della Cina sembrano meno brillanti rispetto ai suoi anni d’oro, il mercato azionario cinese sta sorprendendo gli investitori con performance superiori rispetto all’S&P 500.
L’indice Hang Seng, punto di riferimento per le azioni cinesi quotate a Hong Kong, ha registrato una crescita impressionante, superando persino il rendimento del principale indice azionario statunitense. Ed è questo uno dei più grandi controsensi del mercato del 2025.
La Cina è un’opportunità nascosta?
Hang Seng, S&P 500, 1D
Grafico a candele giornaliere dell'indice Hang Seng e lineare dell'S&P 500. Fonte: baha.com
Uno scenario macroeconomico sfidante
Il 2024 ha confermato una contrazione del tasso di crescita economica cinese. Secondo il National Bureau of Statistics of China, le vendite al dettaglio, un indicatore chiave della domanda interna, sono scese da una media decennale superiore al 10% a una media vicina al 5% tra il 2020 e il 2024. Questo rallentamento sta spingendo al ribasso le aspettative di crescita del PIL, con previsioni per il 2024 intorno al 5%, e una prospettiva tra il 4% e il 4,5% per il 2025.
Diversi fattori stanno influenzando negativamente la crescita: i dazi imposti dagli Stati Uniti, con la politica protezionistica dell’ex presidente Donald Trump, continuano a rappresentare un ostacolo. L’Unione Europea sta adottando una politica di de-risking per ridurre la dipendenza economica dalla Cina, con un impatto sulle esportazioni. La domanda interna in rallentamento ha portato a una riduzione della spesa dei consumatori, diminuendo il contributo dei consumi alla crescita economica.
Tuttavia, sebbene queste problematiche abbiano dominato il dibattito mediatico ed economico, ci sono elementi fondamentali che vengono spesso trascurati.
Una crescita ancora solida rispetto agli Stati Uniti
Nonostante il rallentamento, la Cina punta a mantenere una crescita economica intorno al 5% tra il 2024 e il 2025. Sebbene inferiore alla media dell’ultimo decennio, rimane il doppio delle prospettive di crescita degli Stati Uniti, un risultato notevole considerando che la Cina è la seconda economia mondiale.
Il deficit di bilancio previsto per il 2025 è del 4% del PIL, una cifra gestibile considerando l’ampia capacità di intervento dello Stato cinese. Inoltre, il governo ha implementato una serie di misure di stimolo per sostenere la crescita, dimostrando la volontà di stabilizzare l’economia. Tra gli interventi più rilevanti troviamo il taglio dei coefficienti di riserva obbligatoria delle banche di 50 punti base a settembre 2024, seguito a ottobre dalla riduzione dei tassi di interesse di 25 punti base per stimolare investimenti e consumi. A novembre sono stati introdotti incentivi fiscali per il settore immobiliare, con sgravi su transazioni di case e terreni. A dicembre il governo ha lanciato un pacchetto di debito da 10 trilioni di yuan ($1.36 trilioni) per ridurre il debito locale e sostenere la crescita. A gennaio 2025 si è registrata un’emissione record di 3 trilioni di yuan ($409 miliardi) di obbligazioni speciali. Infine, a febbraio 2025 sono stati annunciati aumenti salariali per milioni di dipendenti pubblici, con un’iniezione di $12-20 miliardi nell’economia. In sintesi, non sono certo interventi da non considerare nelle proprie analisi, specialmente se si considera che oltreoceano, negli Stati Uniti, c’è ancora un inflazione sostanziosa, e in Europa si parla addirittura di rischio recessione.
Il mercato azionario cinese sorprende tutti
Sebbene l’attenzione degli analisti si sia concentrata sui problemi strutturali dell’economia cinese, gli investitori hanno seguito un’altra narrazione. Il mercato finanziario non si lascia sfuggire le opportunità e, nonostante il pessimismo diffuso, l’indice Hang Seng ha registrato un rialzo straordinario. Dal 2024 a oggi, l’indice è salito del 54%, superando la performance dell’S&P 500, che ha registrato una crescita del 30% nello stesso periodo.
Questo rialzo è stato guidato da diversi fattori. La ripresa della fiducia nel settore tecnologico ha dato nuova linfa alle aziende cinesi, che dopo un periodo di repressione normativa hanno trovato maggiore supporto governativo. Le politiche monetarie espansive, con la riduzione dei tassi e l’aumento della liquidità, hanno reso più attraenti gli asset cinesi. Il rialzo delle esportazioni post-Covid ha mantenuto la forte capacità produttiva del Paese, trainando le vendite estere. Inoltre, dopo anni di sottoperformance, molti titoli cinesi erano sottovalutati rispetto ai loro fondamentali, attirando capitali internazionali.
Un’opportunità da non sottovalutare
L’idea che la Cina sia un pessimo investimento è supportata da argomentazioni legate a rischi strutturali e geopolitici, ma i mercati raccontano una storia diversa. Se da un lato le difficoltà economiche e politiche sono reali, dall’altro la combinazione di stimoli fiscali e monetari, il sostegno al settore privato e la forte ripresa del mercato azionario dimostrano che le opportunità in Cina non sono da escludere.
Mentre tutti si domandano se la Cina possa mai recuperare, occorre forse tenere ben saldo a mente che la crescita è ancora oggi superiore a quella degli Stati Uniti. Da un punto di vista borsistico, se l’Hang Seng continuerà a sovraperformare l’S&P 500, il 2025 potrebbe essere l’anno in cui gli investitori globali dovranno riconsiderare la loro posizione sulla Cina.