Il 2024 sarà l’anno della contrazione della Cina o della sua rinascita?
Per decenni il Paese asiatico ha continuato a crescere ma adesso la sua economia sta lentamente rallentando, così come si sta ridimensionando il futuro immaginato da Pechino. Il segno più evidente della turbolenza nella quale si trova il Dragone consiste nel peggioramento del problema della deflazione. Mentre gli statunitensi sono preoccupati per l’inflazione e per l’aumento troppo rapido dei prezzi, la leadership del Partito Comunista Cinese deve fare i conti con la discesa degli stessi. Negli ultimi tre mesi oltre la Muraglia l’indice dei prezzi al consumo è diminuito dando il via alla serie deflazionistica più lunga dal 2009.
Secondo Business Insider l’avvento della deflazione è un segnale che il modello economico cinese ha davvero esaurito la sua vitalità e che è necessaria una dolorosa ristrutturazione. Ma al di là dei problemi finanziari, il calo dei prezzi potrebbe essere il campanello d’allarme di un malessere più profondo che attanaglia il popolo cinese.
Per la cronaca, l’inflazione si verifica quando c’è troppa domanda per un numero insufficiente di prodotti: in questo scenario le persone vogliono comprare prodotti, ma semplicemente non ci sono abbastanza beni in giro. Al contrario, la deflazione si verifica quando ci sono molti beni e servizi disponibili ma non abbastanza domanda. Le aziende sono quindi costrette a tagliare i prezzi per invogliare i consumatori a uscire e spendere. Il grande interrogativo riguarda i prossimi mesi: il calo dei prezzi continuerà a minacciare il gigante asiatico?
I nodi economici della Cina
Il problema principale della Cina, però, resta il debito, in particolare nel settore immobiliare, che secondo alcune stime rappresenta dal 25% al 35% del pil del Paese. Anni di cementificazione e il rallentamento della crescita demografica hanno causato il crollo dei prezzi. I problemi del settore immobiliare hanno quindi devastato i bilanci delle famiglie cinesi, molte delle quali avevano investito una parte consistente dei loro risparmi nel mattone. Vedere i propri investimenti diminuire ha insomma portato i cinesi a smettere di spendere.
Per quanto riguarda la citata deflazione, gli eventi deflazionistici sono rari, ma anche una deflazione moderata può bloccare la crescita di un’economia per anni. In un’economia deflazionistica, inoltre, il debito diventa più oneroso da ripagare perché il denaro scarseggia.
Il Giappone è un esempio più recente di trappola della deflazione. A Tokyo, forse, sta terminando una telenovela deflazionistica durata almeno 25 anni. Dopo decenni di crescita sostenuta, l’economia del Paese è crollata negli anni ’90 a causa del pesante debito e dell’invecchiamento della popolazione. Insieme, questi due fattori hanno spinto la nazione nipponica verso la deflazione, hanno mantenuto i salari sotto controllo e hanno frenato la spesa dei consumatori.
La risposta di Xi
Nel frattempo il presidente cinese Xi Jinping ha esortato le autorità giudiziarie e di polizia del Paese a salvaguardare la sicurezza nazionale, invitando i tribunali, i pubblici ministeri e le autorità di pubblica sicurezza a “disinnescare” i rischi sociali ed economici e a mantenere la loro lealtà nei confronti del Partito Comunista.
Nelle sue istruzioni, ha evidenziato il South China Morning Post, Xi ha affermato che i dipartimenti giudiziari e di polizia dovrebbero “sostenere la leadership assoluta” del Partito e utilizzare il loro sviluppo per sostenere e servire la modernizzazione della Cina. Ha inoltre detto che dovrebbero fornire forti garanzie di sicurezza per “il progresso globale della costruzione di una nazione forte e la grande causa del ringiovanimento nazionale”. Xi ha anche sottolineato la necessità di mantenere l’ordine nell’economia di mercato socialista e di migliorare il contesto imprenditoriale basato sullo stato di diritto.
Intanto, Tang Shuangning, l’ex presidente della banca statale cinese China Everbright Group, è stato arrestato con l’accusa di appropriazione indebita e corruzione nell’ennesima stretta varata da Pechino. Tang, 69 anni, è stato espulso dal Partito Comunista Cinese all’inizio di questo mese per violazioni delle discipline e delle leggi, nel contesto di una repressione della corruzione nel settore finanziario cinese.