La caduta dello yen: quale futuro per l’economia del Giappone?

Federico Giuliani

20/05/2024

Per provare a rispondere alla domanda bisogna dare un’occhiata allo yen, la valuta nazionale. Ecco che cosa sta succedendo in Giappone.

La caduta dello yen: quale futuro per l’economia del Giappone?

Che cosa sta succedendo all’economia del Giappone? Per provare a rispondere alla domanda bisogna dare un’occhiata allo yen, la valuta nazionale. Da mesi, anzi anni, la sua debolezza è sotto i riflettori mondiali. La valuta continua a perdere valore nei confronti del dollaro americano. A fine aprile, ad esempio, lo yen è sceso a 160,17 contro il biglietto verde; si tratta del minimo dall’aprile 1990.

Il valore della valuta di un Paese sale e scende rispetto alle valute di altri Stati in base alle leggi della domanda e dell’offerta. Al momento, gli investitori sono spinti a scaricare lo yen a causa dell’enorme divario tra i tassi di interesse del Giappone e quelli degli Stati Uniti. Numeri alla mano, mentre il tasso d’interesse di riferimento della Federal Reserve Usa è fissato al 5,25%-5,50%, quello della Banca del Giappone (BOJ) è appena dello 0-0,1%.

Il divario tra questi differenti tassi di interesse riflette i diversi contesti inflazionistici delle due nazioni. Già, perché se il Giappone ha lottato per far crescere i prezzi e i salari dopo decenni di stagnazione economica, gli Stati Uniti hanno combattuto per far scendere i prezzi in un contesto di robusta crescita economica.

In definitiva, agli occhi degli investitori tassi di interesse più elevati negli Stati Uniti significano l’opportunità di ottenere rendimenti molto più elevati sugli investimenti, come i titoli di Stato, in quel Paese rispetto a quelli che potrebbero ottenere in Giappone. Il punto è che più lo yen viene venduto e più il suo valore diminuisce. Alimentando così un ciclo che si autoalimenta.

Lo yen e l’economia del Giappone

Come ha spiegato Nikkei Asian Review, il crollo del valore dello yen dal 2022 è derivato principalmente dal divario tra i tassi di interesse nazionali ed esteri, oltre che dal crescente deficit commerciale. Per il momento, però, il differenziale dei tassi ha smesso di crescere e il deficit commerciale si sta riducendo.

Uno dei motivi principali per cui ha continuato a diminuire nonostante questi cambiamenti sembra essere il programma NISA (Nippon Individual Savings Account), che è stato rinnovato quest’anno. Gli investimenti netti in titoli esteri da parte di privati attraverso i fondi di investimento hanno raggiunto i 4.000 miliardi di yen (25,7 miliardi di dollari) nei primi quattro mesi dell’anno, secondo i dati pubblicati venerdì dal Ministero delle Finanze - l’importo più alto per quel periodo nei dati che risalgono al 2005.

In ogni caso, si ritiene che il governo e la Banca del Giappone abbiano effettuato due interventi a sostegno dello yen, il 29 aprile e il 2 maggio, per un totale di circa 8.000 miliardi di yen. Il Ministero delle Finanze e la BOJ hanno rifiutato di commentare l’eventuale intervento.

Il fatto che la valuta si sia nuovamente indebolita dopo questi picchi di pressione al rialzo dimostra che “è difficile invertire una tendenza al deprezzamento dello yen attraverso un intervento”, ha dichiarato Daiju Aoki, chief investment officer per il Giappone di UBS SuMi Trust Wealth Management.

Il futuro di Tokyo

“I giapponesi non puntano a uno yen particolarmente forte. Penso che stiano puntando a uno yen relativamente stabile - non vogliono più che vada a picco”, ha dichiarato alla CNBC David Roche, presidente e stratega di Independent Strategy. Il Giappone avrebbe insomma fin qui agito in modo da non creare inflazione.

L’ultima riunione politica della BOJ ha rivelato che la banca centrale è preoccupata che uno yen fortemente indebolito rischi di far salire i prezzi delle importazioni. “Il recente deprezzamento dello yen e l’aumento dei prezzi, come quello del greggio, hanno iniziato a influenzare i prezzi alla produzione attraverso un aumento dei prezzi delle importazioni”, hanno dichiarato i membri del consiglio di amministrazione della BOJ durante l’ultima riunione conclusasi il 26 aprile.

I funzionari giapponesi hanno ripetutamente espresso preoccupazione per l’eccessivo deprezzamento dello yen e hanno dichiarato di essere pronti a intervenire se necessario. Le autorità, allora, possono agire su due leve principali: acquistare lo yen o aumentare i tassi di interesse. Ogni mossa dovrà tuttavia essere ben ponderata, visto che il deprezzamento della valuta nipponica potrebbe spingere al ribasso l’economia nel breve periodo attraverso l’aumento dei prezzi determinato da fattori che spingono i costi. Di pari passo questo potrebbe però anche spingere al rialzo l’inflazione di fondo nel medio-lungo periodo.