La birra diventa “sana”. Arriva la prima probiotica al mondo, analcolica e senza zucchero

Andrea Fabbri

24 Maggio 2026 - 09:35

0,0% di alcol e 0% di zuccheri. Arriva dalla Spagna la prima birra al mondo che fa bene all’intestino grazie al suo miliardo di probiotici attivi

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Avere un intestino in perfetta salute è estremamente importante per l’organismo. Questo organo, spesso sottovalutato, è fondamentale per l’assorbimento dei cibi, per il metabolismo, per le difese immunitarie e per il benessere mentale, in quanto è responsabile della produzione della maggior parte della serotonina, definita dal senso comune come “l’ormone del buonumore”.

La buona notizia è che da oggi possiamo proteggerlo e mantenerlo in salute grazie alla birra. Sembra incredibile ma un birrificio spagnolo con sede a Saragozza, il famoso Ambar, ha appena lanciato la sua nuova Ambar Triple Zero Probiotic, una bevanda con lo 0,0% di alcol, lo 0% di zucchero e 1 miliardo di probiotici attivi.

Come nasce la Ambar Triple Zero Probiotic

La principale sfida che si è presentata davanti ai mastri birrai di Ambar è stata quella di preservare il sapore, il corpo e l’aroma tipici della birra, creando una bevanda sana, senza alcol e zuccheri.

Il punto di partenza è stato il processo produttivo della Ambar Triple Zero Tostada, basato su fermentazioni complete in cui tutti gli zuccheri del mosto vengono trasformati in alcol. Alcol che viene rimosso in seguito utilizzando un sistema ad alto vuoto e bassa temperatura che ne preserva le caratteristiche organolettiche.

A questa base, priva di gradazione alcolica e zuccheri residui, sono stati incorporati i probiotici del ceppo Bacillus subtilis HU58®, sviluppato da NOVONESIS, multinazionale europea specializzata in biotecnologie.

La particolarità del ceppo usato in Ambar Triple Zero Probiotic è che viene incorporato nella birra sotto forma di spore, una struttura che gli consente di resistere al passaggio attraverso lo stomaco. Questo anche grazie alla mancanza di zuccheri, un aspetto che contribuisce a mantenere la stabilità dei probiotici facendoli arrivare integri alle cellule intestinali.

Come sono cambiati i consumi

In Italia, secondo i dati di uno degli ultimi studi di AssoBirra, il consumo di analcoliche è cresciuto di oltre il 13% tra 2023 e 2024, arrivando a superare il 2,11% del totale dei consumi nazionali. Una crescita proseguita negli anni successivi, grazie a un cambiamento di approccio dei Millennials e della Gen Z, sempre più attenti all’esperienza sensoriale e sempre meno interessante agli effetti stordenti.

Siamo ancora lontani dai numeri della Spagna, dove il segmento delle birre analcoliche ha raggiunto il 14% dei consumi, ma è un segnale molto importante di come stia aumentando la consapevolezza che per divertirsi non sia necessario rinunciare alla socialità, agli spostamenti e, soprattutto alla salute.

In questo cambiamento di prospettiva il contributo di Ambar è stato fondamentale. E non soltanto grazie alla nuova arrivata Triple Zero Probiotic. Il birrificio di Saragozza è stato un pioniere nel settore e nel 1976 lanciò la prima birra analcolica mai prodotta in Spagna. Nel 2011 arrivò una versione del prodotto senza glutine, mentre il 2022 fu l’anno della Triple Zero, bevanda con 0% di zucchero e 0,0% di alcol.

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